Salve, sono una ragazza di 23 anni, ho avuto una vita molto difficile a solo 10 anni ho perso mio pa

Salve, sono una ragazza di 23 anni, ho avuto una vita molto difficile a solo 10 anni ho perso mio padre, 3 anni fa ho avuto un parto difficile ho allattamento fino a ora nonostante 2 anni fa ho dovuto affrontare 2 tumori del mio compagno per 6 anni data una diagnosi sbagliata e 1 anno fa mio figlio è stato investito da una macchina ma miracolosamente sano, nonostante sia una persona forte e ho affrontato tutto cio al meglio ora il mio corpo sta scaricando tutte le paure che ha dovuto affrontare ed è come se sono sempre in allerta non riesxo mai a stare tranquilla e ho sofferto di ansia e attacchi di panico con conseguenze verrigini debolezza dolori ossei e giramenti di testa. Ora diciamo questi sintomi sono passati e gli attacchi di panico la maggior parte delle volte riesxo a gestirli ma ora mi è rimasta la fobia di uscire o di stare solo a casa perchè alcune volte non riesco nemmeno ad alzarmi dal letto per le vertigini e il senso di svenimento pero cerco di farlo ancje se poi devo tornare perchè iniziano le verrigini e il senso di instabilità. La mia dottoressa ki aveva prescritto i tranquirit ma io sono contrario ai farmaci e non li ho voluti prendere, è successo che sono due notti che non dormo e avevo dolore alle ossa e pensavo fosse un problema al cuore invece era solo la mia ansia e il reflusso che mi ha portato pure l agitazione e sono andata alla guardia medica e mi ha prescritto il samir qui anche non volevo prendere nessun farmaco ma non perchè penso che non ho bisogno di aiuto infatti domani farò un percorso con la psicologa ma per tutta la forza xhe ho avuto in quesyi anni per me il farmaco è una sconfitta e mentalmente mi convinco che mi sentirò male se me li prendo, fatto sta xhe dopo che mi assicurano che non è un farmaco pesante inizio oggi con la prima compressa samir 200, inizio ad avere subiro una forte sonnolenza e stanchezza e li mi preoccupo perche so che dovrebbe fare l effetto contrario e leggendo su internet che puo provocare agitazione ansia e verrigini ora lo vorrei sospendere. Gentilmente qualcuno può tranquillizzarmi e dirmi se devo continuare o meno, perxje la mia sottomessa di base mi ha detto che se anche non è per l ansia mi fa male lo stesso però ho paura che mi pjo provocare quesyi sintomi o se qualcuno mi conferma di starmi tranquilla anche se il farmaco non mi provoca nienre non sarò io a farmi provocare queayi sintomi.... l'ultima cosa in queayi giorni ho preso solo cose naturali che mi hanno aiutato molto e anni fa ho sofferto di ansia attacchi di panico e depersonalizzaione e depersonalizzazione senza nessuna cura poi ne sono usixta e dopo tutto questo stress dopo 3 anni sono tornati piu invalidanti di prima, il 29 settembre mi devo sposare e vorrei arrivare a quel giorno felice e credere che la felicità esiste e far smettere al mio cervello di stare sempre in allerta e in pericolo, scusate se non sono stata chiara con le parole e la punteggiatura ma ho tante cose dentro di me da voler tirare fuori grazie a chiunque mu risponderà anche solo per un supporto, grazie

2 risposte


Gentilissima, Ho letto le sue parole con molta attenzione. Lei ha attraversato un vero e proprio campo di battaglia negli ultimi anni. Essere stata il pilastro per tutti, affrontando lutti, tumori e incidenti gravissimi senza mai crollare, dimostra che lei è una donna di una forza straordinaria. Quello che le sta succedendo ora è clinicamente e biologicamente perfettamente normale. Il suo sistema nervoso è rimasto "acceso" in modalità di emergenza per anni. Ora che il pericolo acuto è passato, l'adrenalina scende e il suo corpo le sta presentando il conto. Il suo cervello è probabilmente "rimasto bloccato nella modalità allarme", innescando questi fortissimi attacchi di panico, le vertigini e quell'angosciante agorafobia (la paura di uscire o stare sola) che la sta bloccando a letto. Ci tengo ad essere molto rassicurante su un punto che la blocca: assumere un farmaco non è una sconfitta. Se lei avesse corso una maratona con una gamba rotta, usare le stampelle sarebbe una sconfitta o un atto di necessità per permettere all'osso di saldarsi? La sua neurochimica, al momento, è semplicemente "esaurita". Rifiutare un aiuto farmacologico per "orgoglio" significherebbe solo prolungare inutilmente la sua sofferenza, e questo non è corretto in primis nei confronti di sè stessa. Per quanto riguarda il Samyr, le fornisco una rassicurazione: non è uno psicofarmaco "pesante", ma essenzialmente un buon integratore, un ricostituente che agisce sul tono dell'umore. La forte sonnolenza che ha provato con la prima compressa è molto probabilmente una reazione psicosomatica (la paura stessa di prendere la pillola l'ha sfinita) o semplicemente il segnale che il suo corpo, abbassando per un secondo la guardia dell'ansia, ha fatto emergere tutta la stanchezza arretrata di questi anni. Non le farà del male, ma le dico anche oggettivamente che, per il livello di panico e agorafobia che descrive, il Samyr potrebbe rivelarsi un po' "leggero". Iniziare domani il percorso psicologico è una decisione eccellente. Tuttavia, per spegnere questo grave stato di allerta e farle vivere il suo matrimonio il 29 settembre con la felicità e la lucidità che merita, le suggerisco caldamente di valutare anche una vera e propria visita psichiatrica. Non si punisca, si faccia aiutare con gli strumenti giusti. Si rivolga ad uno psichiatra con cui ha la possibilità di instaurare un rapporto fiduciario, che è fondamentale ed imprescindibile in ogni percorso terapeutico, che possa valutare attentamente tutto il suo quadro clinico, ascoltare la sua Storia, e mettere a punto il protocollo terapeutico che sia in assoluto più adatto sulla base della sua specifica individualità. Ha le spalle abbastanza larghe per aver superato l'inferno, supererà anche questo. Le faccio i miei più sentiti auguri per il percorso che inizia domani e per il suo imminente matrimonio. Resto a disposizione per eventuali necessità, Cari saluti.

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Salve, la sua è una situazione molto complessa che richiede sicuramente un inquadramento mirato. Quella che descrive sembra una situazione che le sta causando grande sofferenza. Potrebbe pensare di intraprendere un percorso psicologico dove poter affrontare le proprie paure (anche l'idea della sconfitta in caso di assunzione di un farmaco) ed eventualmente capire insieme al professionista se c'è necessità di supporto farmacologico.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.