Salve. Sono una ragazza di 22 anni, vivo a Napoli. Fin da piccola ho sempre sofferto di colon irrita
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Salve. Sono una ragazza di 22 anni, vivo a Napoli. Fin da piccola ho sempre sofferto di colon irritabile con stitichezza e meteorismo intestinale ma nulla di grave. Da un paio di anni però la situazione è diventata disperata. Ho cominciato a soffrire di nausea continua, bruciore e pesantezza di stomaco oltre ai già citati sintomi da colon irritabile. Sintomi che mi hanno reso la vita impossibile, attualmente peso 42 kg per 1.60 di altezza ma onestamente non riesco più a nutrirmi a causa soprattutto della nausea continua che mi ha portata ad un forte disgusto per tutti i cibi. Ho effettuato analisi del sangue, dosaggi ormonali, ecografie, ho consultato tre gastroenterologi e sono seguita dal centro di nutrizione clinica del policlinico. Mi hanno tutti sconsigliato la gastroscopia ritenendola non necessaria. Sono risultata intollerante al lattosio e da ormai un mese l'ho escluso dalla dieta, non è emersa intolleranza al glutine. Mi hanno dato al policlinico una dieta da seguire e il motilium per la nausea ma pur seguendola ormai da settimane non avverto miglioramenti. Da sola non riesco più a nutrirmi. Che altro esame potrei fare? Potrebbero essere intolleranze ad altri alimenti? A quale struttura potrei rivolgermi in questo momento di emergenza se non dovessi riuscire più a nutrirmi?
La Sinrome dell’ Intestino Irritabile è un Disturbo Funzionale Gastrointestinale (FGID) caratterizzato da fastidio addominale diffuso e in genere alterazioni del modo di evacuare (prevalente diarrea o stipsi o alvo alterno). Quando i sintomi sono molto disturbanti occorre fare una diagnosi precisa. In passato era una diagnosi di esclusione che richiedeva anche nei giovani molti esami anche invasivi; oggi invece sotto i 45 anni di età è codificata una diagnosi basata sui sintomi e un limitato numero di esami funzionali non invasivi.
La causa è multifattoriale, spesso post infettiva – dopo una gastroenterite acuta . E la strategia per curare il disturbo è graduata, personalizzata e multifattoriale. I farmaci sono importanti ma non sono tutto, occorre usarli in maniera strategica e essere educati a gestire e prevenire i propri sintomi per migliorare la Qualità della Vita. Le possibili cause o fattori di peggioramento dei sintomi sono:
1) Post infettiva – microinfiammazione intestinale – alterata permeabilità intestinale
2) ipersensibilità viscerale
3) intolleranze alimentari
4) alterazioni della flora batterica (disbiosi)
5) fattori psicosociali
Un approccio graduato, individualizzato e multifattoriale è decisivo per il management . Occorre stratificare i pazienti per sintomo predominante ed età, conducendo una valutazione diagnostica e un tentativo di terapia personalizzata. Curare è in questo caso una vera e propria educazione del paziente. Occorre proporre obbiettivi terapeutici adeguati: lo scopo è il miglioramento della qualità di vita e non garantire che i sintomi non si ripresenteranno mai (questo può essere illusorio e provocare delusione). La dieta è importante ma le intolleranze alimentari vanno diagnosticate ed affrontate con equilibrio per non indurre una dieta troppo ristretta e impoverita, può essere utile iniziare 2 settimane con una Dieta Low Fodmap ma poi occorre allargare e personalizzare.
E’ importante che il paziente si senta seguito da un medico che conosce a fondo i disturbi funzionali. Esistono una da una serie di esami funzionali non invasivi che sono utili per personalizzare la strategia. Cordiali saluti dr Alberto Bozzani
La causa è multifattoriale, spesso post infettiva – dopo una gastroenterite acuta . E la strategia per curare il disturbo è graduata, personalizzata e multifattoriale. I farmaci sono importanti ma non sono tutto, occorre usarli in maniera strategica e essere educati a gestire e prevenire i propri sintomi per migliorare la Qualità della Vita. Le possibili cause o fattori di peggioramento dei sintomi sono:
1) Post infettiva – microinfiammazione intestinale – alterata permeabilità intestinale
2) ipersensibilità viscerale
3) intolleranze alimentari
4) alterazioni della flora batterica (disbiosi)
5) fattori psicosociali
Un approccio graduato, individualizzato e multifattoriale è decisivo per il management . Occorre stratificare i pazienti per sintomo predominante ed età, conducendo una valutazione diagnostica e un tentativo di terapia personalizzata. Curare è in questo caso una vera e propria educazione del paziente. Occorre proporre obbiettivi terapeutici adeguati: lo scopo è il miglioramento della qualità di vita e non garantire che i sintomi non si ripresenteranno mai (questo può essere illusorio e provocare delusione). La dieta è importante ma le intolleranze alimentari vanno diagnosticate ed affrontate con equilibrio per non indurre una dieta troppo ristretta e impoverita, può essere utile iniziare 2 settimane con una Dieta Low Fodmap ma poi occorre allargare e personalizzare.
E’ importante che il paziente si senta seguito da un medico che conosce a fondo i disturbi funzionali. Esistono una da una serie di esami funzionali non invasivi che sono utili per personalizzare la strategia. Cordiali saluti dr Alberto Bozzani
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