Salve, sono una ragazza di 18 anni. Ad aprile mio padre si è ammalato ed io ho cominciato a stare ma

24 risposte
Salve, sono una ragazza di 18 anni. Ad aprile mio padre si è ammalato ed io ho cominciato a stare male e mi sono rivolta ad una psicologa. Tre mesi fa mio padre è venuto a mancare e ho problemi sempre più frequenti di ansia e malessere, non riesco più a vivere la mia vita come facevo prima. Mi trovo molto bene con la mia psicologa ma mi ha suggerito di consultarmi anche con uno psichiatra, il quale mi ha prescritto un farmaco antidepressivo e lo Xanax. Non so come comportarmi perché prendere farmaci di questo calibro alla mia età mi spaventa molto ma allo stesso tempo non riesco mai a stare tranquilla. Non riesco a capire quale sia la cosa giusta da fare.
Dott.ssa Elisa Fedriga
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Iseo
Buongiorno,
Si affida alla collega e allo psichiatra, probabilmente hanno valutato che un questo momento fosse più utile per lei anche un supporto farmacologico che in futuro può sempre sospendere.

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata e condoglianze vivissime per il lutto.
Ritengo opportuno che lei possa affidarsi a ciò che ha detto la terapeuta, Tenga presente che se ha delle perplessità può comunque sempre esporle.
Cordialmente dott FDL
Dott.ssa Raffaella Lombardo
Psicologo, Psicologo clinico
Marina di Gioiosa Ionica
Buonasera grazie per la condivisione... sicuramente un supporto farmacologico affiancato ad un percorso psicologico può essere molto utile..tenendo presente che la terapia farmacologica non è necessariamente a lungo termine, rimango a disposizione per qualsiasi cosa, cordialmente, dott.ssa Raffaella Lombardo
Dott. Luca Belotti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Chiuduno
Buonasera,
Capisco i timori di un trattamento farmacologico, è più che comprensibile. Tuttavia tenga presente che non è necessariamente un trattamento che proseguirà nel tempo, potrebbe invece leggerlo come un sostegno utile al momento attuale. Inoltre ha dei professionisti che la seguono, psichiatra e psicologa, con i quali può condividere ogni perplessità e, qualora non traesse beneficio dalle cure, rivederle insieme a loro.
Dott. Gianmarco Simeoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Varese
Ciao, mi dispiace molto per la tua situazione. In alcuni momenti della nostra vita un supporto farmacologico può aiutarci a tornare in una situazione di equilibrio. Capisco la tua preoccupazione. Di cosa hai paura? Che cosa pensi possa causarti l'assunzione di questi farmaci? Parlane con la tua psicologa, saprà sicuramente esserti d'aiuto. Cordialmente, dott. Simeoni
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Gent.ma, riferisce di avere recentemente vissuto una importante perdita che ha inevitabilmente provocato un’esperienza luttuosa. Per quanto a volte profondamente dolorosa, di solito questa esperienza non rappresenta una condizione psicopatologica: è fisiologica e richiede tempo. Tuttavia, per rispondere adeguatamente ai suoi dubbi circa la proposta terapeutica che le è stata prospettata si rende necessaria una valutazione diagnostica tramite una consultazione clinica. SG
Dott.ssa Miriam Aiello
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, le suggerisco di condividere questo suo vissuto con la collega psicologa ed anche con lo psichiatra.
Provi a riportare ai professionisti che la seguono le domande ed i dubbi che ha riguardo ai farmaci, in modo da poter comprendere che cosa la spaventa.
Le auguro buon proseguimento.
Dott.ssa Aiello
Dott. Matteo Caporale
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, dopo un lutto può succedere di "perdere la bussola" della propria vita. Esprima tutti i suoi dubbi sui farmaci allo psichiatra che la sta seguendo, sarà certamente in grado di aiutarla a fugarli. Credo che sia importante che lei si affidi con fiducia ad entrambi gli specialisti, il percorso farmacologico può essere utile in questo momento anche nel facilitare il percorso con la sua psicologa.
Un caro saluto
Buongiorno, ti dò del tu vista la tua giovane età.
Hai fatto bene a farti supportare da un percorso psicologico, perché il lutto per la perdita di una persona cara ha bisogno di essere elaborato. Ci vuole un po' di tempo per imparare a convivere con l'assenza e con il dolore della perdita.
Ti consiglio di esporre qualunque tuo dubbio alla psicologa stessa, hai anche detto di trovarti bene con lei: saprà darti le risposte giuste, soprattutto perché ti conosce, visto che ti sta seguendo.
Posso comprendere le tue perplessità per i farmaci, però posso dirti che in alcuni periodi precisi della nostra vita, come può essere il tuo di ora, i farmaci possono aiutarti a stare meglio. Nel tuo caso, lavorano sull'ansia e sull'umore, in concomitanza alla terapia psicologica che stai svolgendo, e questo connubio è utile per te per darti il giusto supporto, pian piano ritrovare la serenità interiore e le giuste strategie per affrontare le situazioni in modo funzionale.
Un caro saluto, dottoressa Paola De Martino
Dr. Roberto Greco
Psicologo, Psicologo clinico
Nociglia
Carissima, ti ringrazio per aver voluto condividere la tua situazione con un professionista. È assolutamente lecito che tu abbia delle incertezze rispetto ad una prescrizione per psicofarmaci. Ti consiglio di esprimere i tuoi dubbi alla psicologa che ti segue, per comprendere appieno i motivi per cui un'integrazione con psicofarmaci possa aiutarti nel superare un periodo difficile. Resto a disposizione e ti auguro una buona giornata. Dott. Roberto Greco

Dott. Alessio Antonucci
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pozzuoli
Penso sia normale sentirsi così, sono passati solo tre mesi...purtroppo è una fase che va attraversata. Si fidi della sua psicologa, soprattutto dal momento che dice di trovarsi bene. E non si preoccupi eccessivamente per i farmaci, possono aiutarla in un momento così delicato, ma non sarà così per sempre

Dott. Alessio Antonucci
Dott.ssa Cristina Mitola
Psicologo, Psicologo clinico
Bari
Buongiorno, io ti consiglio di valutare assieme alla tua psicologa i pro ed i contro del farmaco, o dei farmaci in questione.
Fai bene ad avere senso critico anche se i professionisti in questione avranno sicuramente a cuore il tuo benessere.
Buon pomeriggio a te
Dr.ssa Cristina Mitola
Dott.ssa Elisabetta Cavicchioli
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
San Miniato Basso
Buongiorno, mi dispiace molto per il periodo che sta attraversando e per la perdita di tuo padre.
Comprendo il suo spavento e ascoltarsi è importante. Se ha questi dubbi può parlarne con la psicologa e magari trovare un'altra strada alternativa rispetto a quella proposta. La cosa giusta da fare la può trovare solo dentro di lei.
Saluti
Elisabetta
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Dr. Gianmarco Mellini
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Bibbiena
Carissima
Tu sei seguita da professionisti che hanno valutato il tuo contesto, il tuo malessere e le necessità che queste due cose comportano. Fidati di loro. Il bisogno terapeutico è indipendente dall'età. Non c'è vergogna in come si affronta la fragilità. Cerca di vedere i farmaci come un mezzo che può aiutarti a condurre più rapidamente ed efficacemente la terapia. Ogni dubbio lo puoi comunicare alla collega che ti sta seguendo.
GM
Dott.ssa Sara Bachiorri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Mi dispiace sentire che stai attraversando un momento così difficile. È comprensibile che la perdita di tuo padre abbia causato un impatto significativo sulla tua salute mentale e che tu stia vivendo ansia e malessere più frequenti.

È positivo che tu abbia cercato l'aiuto di una psicologa, poiché la terapia può essere un'importante risorsa per affrontare queste difficoltà emotive. La tua psicologa ha suggerito anche di consultare uno psichiatra e ti ha prescritto farmaci antidepressivi e ansiolitici come lo Xanax.

La decisione di prendere farmaci è personale e può essere un passo difficile da affrontare. È normale sentirsi preoccupati riguardo all'assunzione di farmaci, specialmente a causa della tua giovane età. Tuttavia, è importante comprendere che l'uso di farmaci psicofarmacologici può essere utile nel trattamento di determinati disturbi mentali, come l'ansia e la depressione.

È fondamentale discutere apertamente e sinceramente con il tuo psichiatra riguardo alle tue preoccupazioni e paure. Esponi le tue domande e dubbi, in modo da ottenere le informazioni necessarie per prendere una decisione consapevole. Il tuo psichiatra sarà in grado di spiegarti i potenziali benefici dei farmaci prescritti, nonché i possibili effetti collaterali e le precauzioni da prendere.

Inoltre, tieni presente che la terapia farmacologica può essere una componente temporanea del tuo percorso di cura. In alcuni casi, l'uso dei farmaci può fornire un sollievo immediato dai sintomi più intensi, permettendoti di affrontare meglio la terapia psicologica e i processi di guarigione emotiva. Il tuo psichiatra monitorerà attentamente la tua risposta ai farmaci e apporterà eventuali aggiustamenti necessari nel dosaggio o nella terapia.

Ricorda che non sei sola in questo processo. Assicurati di mantenere una comunicazione aperta con il tuo team di supporto clinico, compreso lo psichiatra e la psicologa. Parla anche con i tuoi familiari o amici di fiducia, che potranno offrirti un sostegno emotivo durante questo periodo difficile.

Infine, cerca di prenderti cura di te stessa nel complesso. Mantenere uno stile di vita equilibrato, che includa una dieta sana, attività fisica regolare e abbastanza riposo, può contribuire al tuo benessere generale.

Spero che tu possa trovare la via migliore per te, sia nella terapia psicologica che nella decisione riguardo all'uso dei farmaci. Ricorda che la guarigione richiede tempo, e con il supporto adeguato sarai in grado di affrontare e superare queste difficoltà.
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Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Ciao, capisco che prendere farmaci antidepressivi e ansiolitici possa spaventarti, specialmente a una giovane età. È importante ricordare che la decisione di assumere farmaci è una scelta personale e deve essere valutata attentamente con il supporto di un professionista medico. Gli antidepressivi e gli ansiolitici possono essere utili nel trattamento dei disturbi d'ansia e della depressione, ma è fondamentale discutere apertamente con il tuo psichiatra riguardo ai benefici e agli effetti collaterali potenziali. Non esitare a porre domande e a esprimere le tue preoccupazioni per trovare la soluzione migliore per te. Il supporto terapeutico e l'assunzione di farmaci, quando necessario, possono coesistere per favorire il tuo benessere mentale. Dott.ssa Francesca Gottofredi
Dott.ssa Elena Sonsino
Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Ciao! Capisco che ti possa spaventare l'idea di prendere farmaci, ma prova a vederli come un aiuto momentaneo. I farmaci sono uno strumento in più in un momento delicato della tua vita. Un grosso in bocca al lupo
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Dott.ssa Valeria Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Montespertoli
Gentile utente, la invito ad affrontare con la sua psicologa tutti i timori inerenti l'assunzione di una terapia farmacologica. Molto spesso questa si accompagna a dei timori - sicuramente legittimi ma infondati. I farmaci possono essere un aiuto importante, alle volte imprescindibile. Saluti Dr.ssa Oliveri
Dott.ssa Lara De Mizio
Psicologo, Psicologo clinico
Sesto San Giovanni
Cara Ragazza,
Ti ringrazio della domanda e comprendo la sofferenza che c'è nel racconto di queste poche righe. Pur non conoscendoti ti porgo le mie condoglianze. Nei periodi difficili prendere alcuni farmaci può far paura, possono insorgere molte domande, sul farmaco, ma soprattutto su come ci si sente. Penso che il medico psichiatra abbia valutato con accuratezza che medicine proporre, ma se hai dubbi è molto importante che tu possa parlarne con lui\lei. Se pensi di non sapere come fare per porre le tue domande, chiedi alla tua psicologa di aiutarti a formulare le domande, è molto importante avere dei professionisti del quale tu possa fidarti. Lara De Mizio
Dott.ssa Antonella Bellanzon
Psicologo, Psicologo clinico
Massa
Ciao, grazie per aver condiviso la tua esperienza. È assolutamente comprensibile sentirsi spaventata o incerta di fronte a una nuova terapia farmacologica, soprattutto in un periodo così difficile della tua vita. La perdita di una persona cara, come tuo padre, può avere un impatto enorme, e il tuo corpo e la tua mente stanno cercando di trovare un equilibrio per affrontare il dolore e l'ansia.
È importante ricordare che i farmaci prescritti dallo psichiatra vengono solitamente proposti perché possono aiutare a gestire sintomi particolarmente intensi, e spesso, in combinazione con la terapia psicologica, possono favorire un miglioramento complessivo della qualità della vita. Capisco che l'idea di iniziare una terapia farmacologica possa essere intimidatoria, soprattutto alla tua età, ma potrebbe rappresentare un supporto prezioso nel tuo percorso di elaborazione del lutto e nella gestione dell'ansia.
Dott.ssa Antonella Bellanzon
Salve, tutto quello che sta vivendo è comprensibile.
Affrontare l'elaborazione di un lutto di un genitore, richiede tempo e pazienza.
Mi sento di dirle che sta sulla buona strada, con l'inizio del percorso psicologico.
Rispetto alla questione dei farmaci, data la sua giovane età, mi rendo conto che non sia facile da accettare.
Le suggerisco di parlare con lo psichiatra che la segue, esponendogli tutti i suoi dubbi ed insieme trovare un'accordo che la rassereni.
Le auguro di riuscire a guarire da questa forte sofferenza e di riprendere la vita in mano.
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Cara utente,
quello che sta attraversando è un periodo profondamente doloroso: la perdita di un genitore, specialmente in giovane età, può generare un intenso senso di smarrimento, ansia e difficoltà a ritrovare equilibrio. È comprensibile che oggi si senta spaventata e in conflitto su cosa fare.

Il fatto che stia seguendo un percorso psicologico e che si sia rivolta anche a uno psichiatra è in realtà un segnale di grande consapevolezza e forza: non è un “passo troppo grande”, ma un modo per non affrontare tutto da sola.
In alcuni momenti, quando il dolore è così acuto e persistente, i farmaci possono rappresentare un supporto temporaneo per alleggerire i sintomi più intensi, come l’ansia o l’insonnia, permettendo alla mente di riprendere fiato e alla psicoterapia di agire più in profondità.

Capisco che l’idea di assumere antidepressivi o ansiolitici possa spaventare, ma non è un segno di debolezza — è una cura medica, monitorata da uno specialista, e può essere sospesa gradualmente quando non sarà più necessaria.
Le suggerirei di parlarne apertamente con il suo psichiatra, esprimendo i suoi timori: insieme potete trovare la dose e la durata più adatte a lei, valutando i benefici passo dopo passo.

Ha già fatto molto, scegliendo di chiedere aiuto: si conceda il tempo e la fiducia di continuare questo percorso.

Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni – Psicologa
Salve, innanzitutto mi dispiace per la sua perdita. Quello che prova è comune a molte persone che affrontano periodi difficili come il suo, e ha fatto bene a rivolgersi ad una professionista che può aiutarla. Non deve temere i farmaci: una cura farmacologica a volte serve per supportare meglio la terapia psicologica, levando quelle barriere che rendono difficoltoso esplorare noi stessi. La cura farmacologica, inoltre, non dura per sempre, ad un certo punto non ne avrà più bisogno, "scalerà" le dosi con le indicazioni dello psichiatra, e starà meglio. Il consiglio le è stato dato nell'ottica di aiutarla a stare bene e a superare questo momento critico della vita, non c'è da avere paura, inoltre non è sola, anzi, ha due professionisti che la consigliano nel suo interesse e a cui può esporre i suoi dubbi. La strada è ancora in salita, ma ad un certo punto godrà di una splendida vista. In bocca al lupo

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