Salve, sono una donna di quasi 46 anni e da almeno 23 soffro di reflusso, ovviamente sempre più gra
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Salve,
sono una donna di quasi 46 anni e da almeno 23 soffro di reflusso, ovviamente sempre più grave. Dall'ultima gastroscopia fatta questo mese, mi sembra di capire che ho un'ernia da scivolamento di 4 cm, incontinenza cardiale di grado IV secondo Hill, e multipli polipi fundici (che a quanto mi dicono dipendono dagli IPP che ho preso in grandi quantità a più riprese) ma con biopsie negative ed esofagite apparentemente sotto controllo.
Negli ultimi anni gli IPP mi hanno provocato anemia, quindi da quasi un anno ho smesso di prenderne, e vivo calmando il bruciore con bustine di Riopan (arrivo anche a 15/20 bustine al giorno) e vomitando quasi tutte le notti. Spesso mi autoinduco il vomito prima di andare a dormire per evitare che mi succeda spontaneamente durante il sonno, cosa che è molto dolorosa oltre che fastidiosa e durante la quale il più delle volte respiro il mio stesso vomito con dolori ancora maggiori. Inutile dire che ho problemi con l'esercizio fisico, ma anche con una semplice passeggiata in lieve salita o a sollevare qualche peso, e con il sesso, che mi risulta impossibile nella maggior parte delle posizioni: mi risale sempre qualcosa, che sia acido o cibo non ancora abbastanza digerito.
Dovrò tornare a prendere IPP, lo so, ma ciò che mi avvilisce è la teoria secondo cui io con questa cosa debba convivere fino alla morte, continuando a prendere e interrompere il pantoprazolo (che comunque calma il bruciore ma non la risalita del cibo) con tutti i suoi effetti collaterali, senza mai risolvere nulla, anzi, rischiando che le cose peggiorino, come sono peggiorate finora.
Posso davvero andare avanti per sempre così? Cosa devo aspettarmi? Qualcuno saprebbe dirmi se esistono altre opzioni o devo rassegnarmi a tutto ciò?
Grazie
sono una donna di quasi 46 anni e da almeno 23 soffro di reflusso, ovviamente sempre più grave. Dall'ultima gastroscopia fatta questo mese, mi sembra di capire che ho un'ernia da scivolamento di 4 cm, incontinenza cardiale di grado IV secondo Hill, e multipli polipi fundici (che a quanto mi dicono dipendono dagli IPP che ho preso in grandi quantità a più riprese) ma con biopsie negative ed esofagite apparentemente sotto controllo.
Negli ultimi anni gli IPP mi hanno provocato anemia, quindi da quasi un anno ho smesso di prenderne, e vivo calmando il bruciore con bustine di Riopan (arrivo anche a 15/20 bustine al giorno) e vomitando quasi tutte le notti. Spesso mi autoinduco il vomito prima di andare a dormire per evitare che mi succeda spontaneamente durante il sonno, cosa che è molto dolorosa oltre che fastidiosa e durante la quale il più delle volte respiro il mio stesso vomito con dolori ancora maggiori. Inutile dire che ho problemi con l'esercizio fisico, ma anche con una semplice passeggiata in lieve salita o a sollevare qualche peso, e con il sesso, che mi risulta impossibile nella maggior parte delle posizioni: mi risale sempre qualcosa, che sia acido o cibo non ancora abbastanza digerito.
Dovrò tornare a prendere IPP, lo so, ma ciò che mi avvilisce è la teoria secondo cui io con questa cosa debba convivere fino alla morte, continuando a prendere e interrompere il pantoprazolo (che comunque calma il bruciore ma non la risalita del cibo) con tutti i suoi effetti collaterali, senza mai risolvere nulla, anzi, rischiando che le cose peggiorino, come sono peggiorate finora.
Posso davvero andare avanti per sempre così? Cosa devo aspettarmi? Qualcuno saprebbe dirmi se esistono altre opzioni o devo rassegnarmi a tutto ciò?
Grazie
L’ernia iatale non é piccola e la terapia che ha eseguito non sembra particolarmente adeguata al suo problema.
Qui é vietatissimo consigliare terapie farmacologiche.
Se crede mi contatti altrove ( vedi mio profilo) anche solo per una Consulenza “ufficiale “ online in forma scritta
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