salve, sono un uomo di 46 anni. Già fatta visita andrologica e dal punto di vista "funzionale" è tut

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salve, sono un uomo di 46 anni. Già fatta visita andrologica e dal punto di vista "funzionale" è tutto ok. Negli ultimi due mesi tendo ad avere tachicardia. Diciamo che mi capita in "alcuni momenti" e credo sia dovuta ad emotività/apprensione/ansia. Purtroppo in quei momenti quella tachicardia mi mette a disagio, è come se la tensione e la tachicardia mi afflosciassero le gambe. Ed in quei momenti non essendo rilassato anche l'erezione ne risente. A dire il vero ultimamente mi è capitato di avere la tachicardia anche in qualche episodio di notte, magari mi sono svegliato di notte con tachicardia che poi è subito sparita al risveglio. La tachicardia non ce l'ho ad esempio quando faccio attività fisica.
Tendo ad avere un po' di ipertensione diastolica, in genere la mia pressione è sui 120/85, o 115/85, insomma la sistolica è normale mentre la diastolica è costantemente sopra gli 80(tra 80 e 90). Un po' di palestra la faccio, non eccedo col sale e bevo acqua. Ho fatto le analisi del sangue e per il mio medico sono ok. Oltre a ciò, d Ne ho parlato col medico e vorrei chiedere qui un ulteriore parere(ovviamente parere, non diagnosi o prescrizioni, ci mancherebbe). Cosa ne pensate della mia situazione?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Due questioni da rivalutare con molta attenzione: la tachicardia per la quale serve prima di tutto la attenta valutazione cardiologica, la DE per la quale serve la attenta valutazione andrologica. Ovvio che la seconda possa essere espressione della prima sia dal punto di vista stresso-emotivo che organico-disfunzionale. Non sapendo quali esami ha fatto e come siano stati analizzati, nulla si può dire nel merito, ma certo è che se quanto ha fatto è normale o non sono stati gli esami necessari o sono stati sottovalutati o minimizzati. Non mi sembra da quanto riporta si possa parlare di ipertensione diastolica e non mi fisserei sul questo aspetto. In sintesi occorre che un buon andrologo riveda le valutazioni che ha svolto e soprattutto lei, poi si potrà decidere sul come agire o nel merito diagnostico o nel merito della strategia terapeutica.

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