Salve, sono un ragazzo di 33 anni. Sono alto 1.80 e peso circa 65 kg. Il mio problema è il seguente:

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Salve, sono un ragazzo di 33 anni. Sono alto 1.80 e peso circa 65 kg. Il mio problema è il seguente: da più di un anno a questa parte ho notato di fare molta più fatica a mantenere l'erezione e quando mi sforzo perché ciò accada, dopo l'eiaculazione provo dei sintomi molto spiacevoli e pesanti, come forte aumento dei battiti cardiaci che arrivano anche intorno ai 100, aumento della pressione arteriosa che in questi episodi è arrivata anche a 170/95, con conseguente forte mal di testa e dolore acuto anche allo stomaco. Di solito quando sto così prendo un tranquillante e un betabloccante a basso dosaggio e la situazione dopo un po' si normalizza. Secondo voi da cosa può dipendere tutto ciò? Ho fatto tutti i controlli del caso, diverse visite cardiologiche e prova da sforzo che non riscontrano assolutamente nulla che non vada. Questa situazione mi fa stare molto in pensiero perché mi sta limitando nella mia vita sessuale (spesso si tratta di semplice masturbazione da solo perché in coppia appunto ho problemi di erezione), soprattutto perché dopo l'eiaculazione, quando ho questi sintomi, mi sento davvero molto male. Grazie ai dottori che mi risponderanno.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
E' altamente probabile che la sua DE abbia ragioni di vario tipo da definire (se quanto valutato in sede cardiologica è completo, si possono escludere le questioni cardio-vascolari). Certamente lo sforzo induce un aumento brusco anche degli stimoli neuro-vascolari con quanto le accade e che descrive. Le altre ragioni possono essere genitali (prostata e testicoli) o generlai (stto epato-metabolico-ossidativo, ormonale, nutrizinale, fisico, stressogeno). Un buon andrologo potrà valutarla con attenzione ed eseguire gli esami necessari. Non so se il betabloccante e il tranquillante le siano stati dati dal cardiologo e con quale scopo, considerato che nula è stato rilevato, ma mi sembra decisamente inopportuna la loro assunzione non adeguatamente motivata e non è motivo quello stato stressogeno che descrive.

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