Salve sono un ragazzo di 30 anni che ha un problema, sono sessualmente attivo da quando ne avevo 15,
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Salve sono un ragazzo di 30 anni che ha un problema, sono sessualmente attivo da quando ne avevo 15, il mio problema che praticamente da sempre intralcia la mia vita sessuale è il fatto che durante la penetrazione e solo durante quella io non provo nessun piacere, all’inizio pensavo fosse l’inesperienza, ma oggi con diverse partner che si sono susseguite il problema persiste, provo piacere durante un rapporto orale, provo piacere nei giochetti di sfregamento, ma poi quando si tratta di penetrare boom tutto il piacere scompare, specifico che sono un ragazzo con un’alta autostima dato che ho letto potrebbe dipendere anche da quello e che si piace molto, però in quel frangente provo quasi disagio perché mi sento sbagliato, nel senso che le mie partner raggiungono l’orgasmo e vedo che provano piacere quando lo facciamo, io invece nulla, lo faccio quasi perché lo devo fare, ma dopo un po’ di tempo mi stanco e non concludo il rapporto con il mio orgasmo, non ho ma eiaculato durante un rapporto sessuale se non con un rapporto orale, prima non mi interessava molto nel senso che le partner che avevo erano partner occasionali per le quali non provavo nulla, ora sto con una ragazza che amo tantissimo e vorrei riuscire a provare lo stesso piacere che prova lei quando lo facciamo, purtroppo non ci riesco e vedo che lei ci rimane male, perché si sente poco desiderata ( cosa assolutamente non vera ), per cui la mia domanda è questa, come faccio a provare piacere con la mia partner e riuscire a godere a pieno del rapporto?! Grazie
salve
il suo problema potrebbe rientrare in una particolare forma di eiaculazione ritardata o assente, ci sono persone che non riescono a raggiungere l'orgasmo con il rapporto genitale, siccome lei lo ha con quello orale vuol dire che la sensibilità del pene esiste, il problema è psicologico legato a fattori inconsci che andrebbero approfonditi, le consiglio di affrontare il problema perché come ha già constatato la donna ne soffre e nel tempo potrebbe anche creare problemi al rapporto, se già non ci sono.
cordiali saluti
il suo problema potrebbe rientrare in una particolare forma di eiaculazione ritardata o assente, ci sono persone che non riescono a raggiungere l'orgasmo con il rapporto genitale, siccome lei lo ha con quello orale vuol dire che la sensibilità del pene esiste, il problema è psicologico legato a fattori inconsci che andrebbero approfonditi, le consiglio di affrontare il problema perché come ha già constatato la donna ne soffre e nel tempo potrebbe anche creare problemi al rapporto, se già non ci sono.
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Salve, la chiave di lettura è insita secondo me nella frase in cui lei dice: "Lo faccio, perchè lo devo fare"...cosa significa questo dovere...dover fare per chi...per se stessi per la partner per il modello di maschio che ha strutturato dentro di se'...e poi questo non abbandonarsi al piacere mi fa pensare al bisogno di mantenere il controllo, quando è lei a guidare l'attività...utilizza il preservativo? non è che teme di indurre una gravidanza nella partner?
I quesiti sarebbero tanti e dovrebbe provare ad affrontarli ,perchè sicuramente come dice lei le ripercussioni sul suo attuale rapporto di coppia già si stanno manifestando ..provi a fare qualcosa per se e la sua compagna, in bocca al lupo
I quesiti sarebbero tanti e dovrebbe provare ad affrontarli ,perchè sicuramente come dice lei le ripercussioni sul suo attuale rapporto di coppia già si stanno manifestando ..provi a fare qualcosa per se e la sua compagna, in bocca al lupo
Buongiorno. L’assenza di orgasmo in un rapporto sessuale assume un significato diverso in base al soggetto e alla sua personalissima storia relazionale. Indagando questi aspetti si potrebbe attribuire una “funzione” a questo suo sintomo, funzione che al momento è fisiologicamente al di fuori della sua coscienza. Con l’aiuto di un esperto potrebbe trovare le risposte a questi interrogativi e arrivare a comprendere meglio come lei vive quei momenti, andando possibilmente così a lenire anche la sensazione di inadeguatezza che prova. In questo modo, anche il rapporto di coppia potrà avere sicuro giovamento.
Per un consulto più approfondito e aderente al suo caso particolare mi rendo disponibile, anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.
dott. Alfonso Panella.
Gentile utente, potrebbe fare al caso suo la terapia mansionale integrata, chieda un consulto a uno psicoterapeuta-sessuologo esperto.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
Buongiorno,
da quello che racconta si percepisce chiaramente quanto questa situazione la faccia sentire frustrato, soprattutto perché oggi si trova in una relazione importante, in cui desidererebbe vivere la sessualità in modo pieno e condiviso, senza la sensazione di dover “fare qualcosa che non sente”. Quando il problema riguarda il piacere durante la penetrazione, ma non il desiderio, l’erezione o l’eccitazione in generale, è molto raro che la causa sia fisica. Il fatto che lei provi piacere durante il rapporto orale, durante lo sfregamento e durante altre forme di stimolazione, indica che il funzionamento sessuale è presente, ma che qualcosa cambia proprio nel momento in cui il rapporto diventa penetrativo.
In questi casi spesso non si tratta di mancanza di sensibilità, ma di una modalità che si è strutturata nel tempo nel vivere il rapporto sessuale. Lei stesso racconta che fin dall’inizio della sua vita sessuale ha avuto questa difficoltà e che per molto tempo non le ha dato particolare peso, anche perché le relazioni erano occasionali e non sentiva il bisogno di lasciarsi andare davvero. A volte può succedere che, soprattutto quando si è giovani, si impari a vivere il rapporto penetrativo più come una prestazione da portare a termine che come un’esperienza da sentire. Questo può portare a mantenere un certo controllo durante la penetrazione, senza accorgersene, e col tempo questa modalità diventa automatica: l’eccitazione c’è, l’erezione c’è, ma il piacere non cresce e l’orgasmo non arriva.
Il fatto che lei descriva di avere molta autostima non esclude questo meccanismo. Anzi, in alcune persone molto abituate a controllarsi, a voler fare bene, a voler soddisfare la partner, può succedere che proprio nel momento della penetrazione l’attenzione sia più su quello che sta facendo che su quello che sta sentendo. Non è raro, in queste situazioni, che il piacere venga vissuto più facilmente in contesti in cui ci si lascia andare di più, come nel rapporto orale o nella masturbazione, dove non c’è la stessa pressione implicita legata alla performance.
Un altro aspetto che sarebbe importante approfondire riguarda anche il modo in cui vive l’eccitazione mentale: per esempio che tipo di fantasie ha quando si masturba, se usa pornografia, se durante la penetrazione la mente rimane coinvolta oppure tende a “staccarsi”. A volte il corpo è pronto, ma la mente non è realmente dentro l’esperienza, e questo può rendere difficile arrivare all’orgasmo durante il rapporto penetrativo, fino a configurare forme di eiaculazione molto ritardata o assente solo in quel contesto.
Il fatto che oggi il problema pesi di più è comprensibile, perché ora non si tratta più di incontri occasionali, ma di una relazione affettivamente significativa, in cui desidera sentirsi coinvolto e far sentire desiderata la sua partner. Proprio per questo, più che cercare una soluzione tecnica, sarebbe utile fare un approfondimento con un professionista che si occupa di sessuologia, per ricostruire con calma la sua storia sessuale, capire come ha imparato a vivere il rapporto penetrativo e individuare dove si è creato questo blocco nel lasciarsi andare. Situazioni come la sua sono più frequenti di quanto si pensi e nella maggior parte dei casi, quando si lavora sul modo di vivere l’eccitazione e non solo sul sintomo, è possibile ritrovare anche il piacere durante la penetrazione.
Saluti
Dr. Matteo Lupi
Psicologo e Sesssuologo
da quello che racconta si percepisce chiaramente quanto questa situazione la faccia sentire frustrato, soprattutto perché oggi si trova in una relazione importante, in cui desidererebbe vivere la sessualità in modo pieno e condiviso, senza la sensazione di dover “fare qualcosa che non sente”. Quando il problema riguarda il piacere durante la penetrazione, ma non il desiderio, l’erezione o l’eccitazione in generale, è molto raro che la causa sia fisica. Il fatto che lei provi piacere durante il rapporto orale, durante lo sfregamento e durante altre forme di stimolazione, indica che il funzionamento sessuale è presente, ma che qualcosa cambia proprio nel momento in cui il rapporto diventa penetrativo.
In questi casi spesso non si tratta di mancanza di sensibilità, ma di una modalità che si è strutturata nel tempo nel vivere il rapporto sessuale. Lei stesso racconta che fin dall’inizio della sua vita sessuale ha avuto questa difficoltà e che per molto tempo non le ha dato particolare peso, anche perché le relazioni erano occasionali e non sentiva il bisogno di lasciarsi andare davvero. A volte può succedere che, soprattutto quando si è giovani, si impari a vivere il rapporto penetrativo più come una prestazione da portare a termine che come un’esperienza da sentire. Questo può portare a mantenere un certo controllo durante la penetrazione, senza accorgersene, e col tempo questa modalità diventa automatica: l’eccitazione c’è, l’erezione c’è, ma il piacere non cresce e l’orgasmo non arriva.
Il fatto che lei descriva di avere molta autostima non esclude questo meccanismo. Anzi, in alcune persone molto abituate a controllarsi, a voler fare bene, a voler soddisfare la partner, può succedere che proprio nel momento della penetrazione l’attenzione sia più su quello che sta facendo che su quello che sta sentendo. Non è raro, in queste situazioni, che il piacere venga vissuto più facilmente in contesti in cui ci si lascia andare di più, come nel rapporto orale o nella masturbazione, dove non c’è la stessa pressione implicita legata alla performance.
Un altro aspetto che sarebbe importante approfondire riguarda anche il modo in cui vive l’eccitazione mentale: per esempio che tipo di fantasie ha quando si masturba, se usa pornografia, se durante la penetrazione la mente rimane coinvolta oppure tende a “staccarsi”. A volte il corpo è pronto, ma la mente non è realmente dentro l’esperienza, e questo può rendere difficile arrivare all’orgasmo durante il rapporto penetrativo, fino a configurare forme di eiaculazione molto ritardata o assente solo in quel contesto.
Il fatto che oggi il problema pesi di più è comprensibile, perché ora non si tratta più di incontri occasionali, ma di una relazione affettivamente significativa, in cui desidera sentirsi coinvolto e far sentire desiderata la sua partner. Proprio per questo, più che cercare una soluzione tecnica, sarebbe utile fare un approfondimento con un professionista che si occupa di sessuologia, per ricostruire con calma la sua storia sessuale, capire come ha imparato a vivere il rapporto penetrativo e individuare dove si è creato questo blocco nel lasciarsi andare. Situazioni come la sua sono più frequenti di quanto si pensi e nella maggior parte dei casi, quando si lavora sul modo di vivere l’eccitazione e non solo sul sintomo, è possibile ritrovare anche il piacere durante la penetrazione.
Saluti
Dr. Matteo Lupi
Psicologo e Sesssuologo
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