Salve, sono un ragazzo di 23 anni. Da qualche mese ho il bisogno impellente di dover urinare, senso
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Salve, sono un ragazzo di 23 anni. Da qualche mese ho il bisogno impellente di dover urinare, senso continuo e che aumenta nel momento in cui cammino.
Ho fatto una urinocoltura dove risultavo positivo alla cistite. Il medico generico mi ha indicato una cura antibiotica della durata di circa 1 mese. Il problema successivamente si è attenuato, ma è comunque rimasto presente sottoforma di fastidio nella parte inferiore del ventre.
Dopo 1 mese il disturbo è ritornato con stessa intensità.
Ho eseguito una seconda urinocoltura che questa volta è risultata negativa.
Il medico generico mi ha prescritto a questo punto la seguente terapia con Topster e Cistalgan
Ho eseguito una ecografia al basso addome con il seguente risultato:
"Dimensioni prostata DT=39 mm, DAP=23 mm, DL=38, volume=18 cc circa, con struttura lievemente disomogenea e presenza di calcificazioni nel contesto e una areola di 2,3 mm in sede peri-uretrale."
Ho parlato con un urologo che però si è soffermato sull'areola di circa 2mm in sede peri-uretrale, e per eliminare tale dubbio sulla sua natura mi ha fatto effettuare una Risonanza magnetica che però non ha evidenziato nulla.
Adesso mi ritrovo con questo problema persistente e che come già detto mi impedisce di camminare in quanto ogni passo è come se l'urina fosse sul punto di uscire oltre che aumentare il nervosismo in quanto è un fastidio costante.
Vorrei un consiglio su come procedere.
Ho fatto una urinocoltura dove risultavo positivo alla cistite. Il medico generico mi ha indicato una cura antibiotica della durata di circa 1 mese. Il problema successivamente si è attenuato, ma è comunque rimasto presente sottoforma di fastidio nella parte inferiore del ventre.
Dopo 1 mese il disturbo è ritornato con stessa intensità.
Ho eseguito una seconda urinocoltura che questa volta è risultata negativa.
Il medico generico mi ha prescritto a questo punto la seguente terapia con Topster e Cistalgan
Ho eseguito una ecografia al basso addome con il seguente risultato:
"Dimensioni prostata DT=39 mm, DAP=23 mm, DL=38, volume=18 cc circa, con struttura lievemente disomogenea e presenza di calcificazioni nel contesto e una areola di 2,3 mm in sede peri-uretrale."
Ho parlato con un urologo che però si è soffermato sull'areola di circa 2mm in sede peri-uretrale, e per eliminare tale dubbio sulla sua natura mi ha fatto effettuare una Risonanza magnetica che però non ha evidenziato nulla.
Adesso mi ritrovo con questo problema persistente e che come già detto mi impedisce di camminare in quanto ogni passo è come se l'urina fosse sul punto di uscire oltre che aumentare il nervosismo in quanto è un fastidio costante.
Vorrei un consiglio su come procedere.
Una cistite in un uomo è rarissima e la coltura non deterrmina se ci sia o meno una cistite, ma solo se esiste o meno una significativa carica batterica. peraltro un mese di antibiotico non solo è inutile, ma rischia di fare danni. Ammesso che ci fosse una carica batterica urinaria significativa (oltre 100 mila UCF/ml) bastavano 3-4 giorni del giusto antibiotico e il mantenimento di una buna diuresi con acqua, frutta e verdura, Il cortisone e l'antispastico successivo poi, sempore in assenza di una adeguata valutazione, erano totalmente fuori luogo. Meno male che alla fine ha eseguito una ecografia prostatica (purtroppo senza fase doppler) che in ogni caso ha dimostrato almeno una delle possibili ragioni: lo stato di infiammazione prostatica con possibili aspetti di congestione (ma serve il doppler per verificarla) che sono con lata probabilità la ragione della piccola area segnalata. Ovvi pertanto che la inutile RMI fosse inutile. Ove la via urinaria non dimostri la presenza di calcoli (l'altra ragione della sintomatologia, non indagata), il quadro è totalmente da congestione infiammatoria pelvico-prostatica della quale vanno evidenziate le ragioni con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, vascolare, fisico e stressogeno) oltre a valutare senza minimizzazioni lo stato del rapporto prepuzio/glande. Meglio se cerca un ottimo andrologo che riprenda in mano la situazione, svolga quanto necessario e poi decida nel merito... senza continuare ad inseguire i sintomi.
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Caro amico da quanto mi hai descritto sono convinto che tu soffra di prostatite cronica abatterica, cioè una forma di ibfiammazione ormai di lunga data della prostata senza infezione, quindi senza presenza di batteri....è una patologia difficile da eradicare che tende ad auto perpetuarsi con fasi di tranquillità e fasi di acuzia non devi però demordere e pensare che non te ne libererai mai...questo è l'errore che molti pazienti commettono...vedrai che con pszienza e costanza e con il tuo aiuto e quello di in bravo e paziente collega capace di ascoltarti ne uscirai vittorioso...prr primo devi assumere delle regole di carattere generale che riguardano innanzitutto la dieta...dovrai evitare pepe peperoncino superalcolici e birra, ridurre cioccolata, insaccati e caffè e mantenere un alimentazione sana nutriente e pulita....poi dovrai adottare delle norme salutari riguardanti le tue abitudini sessuali dovrai evitare il coito interrotto ed avere un attività sessuale regolare mantenendo una costanza di rapporti ed infine divrai normalizzare l'alvo con una dieta che ti permetterà di mantenere un intestino sempre pulito, ricva di fibre e povera di grassi...la tua vita dovrà diventerà più serena ed equilibrata....già adottanfo queste norme grandi ed importanti saranno i risultati....poi a queste regole potrai aggiungere ottime terapie cicliche a base di antibiotici ed antinfiammatori per uso topico che interverranno per lenire ed alleviare i sintomi più cruenti...a questi potrai aggiungere prodotti contenenti antiossidanti ed antinfiammatori specifici prostatici a scopo integrativo come soprattutto la serenoa repens....cerca di avvalerti delle consulenze e degli stimoli del tuo urologo consentendogli di seguirti con costanza e dedizione quando ne avrai bisogno affiancandoti nei momenti più difficili di questa malattia che deve essere combattuta e vissuta insieme per ottenere la vittoria finale e la soluzione del problema....un abbraccio forte
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