salve, sono un ragazzo di 18 anni. Nella mia vita in pratica non ho mai fatto una masturbazione auto

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salve, sono un ragazzo di 18 anni. Nella mia vita in pratica non ho mai fatto una masturbazione autonoma perché fin da piccolo ho cominciato a provare piacere stimolando i capezzoli (che mi porta anche all’eiaculazione). Quindi in modo automatico ho sempre fatto così e quando, facendomi più grande, ho sperimentato la masturbazione ma non provavo nulla. Col tempo (provando il mio primo rapporto sessuale) ho notato che qualcosa veramente non andava. Ho fatto una visita ed ho scoperto di avere fimosi e frenulo corto. Dunque mi sono operato. É più di un anno ormai che mi sono operato e non riesco a provare piacere, o meglio non me ne accorgo anche quando. Se mi masturbo il pene non si alza mai o comunque, se é già alzato per un’erezione spontanea, va a finire che cala giù. Se provo a toccare la parte dove dovrebbe stare il frenulo e tutto ció che c’è intorno, non sento assolutamente nulla. 0 sensibilità come se fosse una zona addormentata. Inoltre sento dolore nella parte sopra del grande, un dolore che credo avevo prima dell’operazione e che continua ancora adesso. Come se forse possa essere un ematoma ma non so, i dottori e i chirurghi se ne sarebbero accorti quindi non so. Potreste a grandi linee darmi qualche vostro pensiero a riguardo? Non riesco a capacitarmi. Con la mia nuova ragazza sono venuto due volte ma non durante un rapporto, solo con dei preliminari. Ma questo non so se per via di un piacere legato al pene che magari io non riesco a comprendere, o perché ad un certo punto ho stimolato anche i capezzoli.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Chirurgo generale, Urologo
Milano
Una cosa nel suo racconto non è chiara: ha fatto la circoncisione radicale o la sola frenuloplastica? Un aspetto importante, forse sottovalutato per dare tutta la responsabilità alla fimosi, è la sua antecedente gestione della sessualità centrata ad uno stimolo indiretto che la gratificava a fondo... ciò deve essere ripreso in considerazione in termini di valutazione e decisioni di merito. La carenza di sensibilità al pene può derivare sia da condizoni stressogene che da condizioni congestizio-infiammatorie pelvico-prostatiche (in fatto lei non riporta problemi penieni, fatta salva la fimosi con il dubbio sul trattamento citato sopra) che nessuno ha valutato. A questo punto occorre che un buon andrololo la rivaluti eseguendo i dovuti esami a partire da quelli genitali (ecodoppler pelvico-prostatico e testicolare, analisi spermatica completa e coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) per poi decidere nel merito.

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