Salve, sono stata operata 8 mesi fa a seguito di frattura pluriframmentaria scomposta metaepifisaria
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Salve, sono stata operata 8 mesi fa a seguito di frattura pluriframmentaria scomposta metaepifisaria distale radio dx con intervento chirurgico di riduzione e sintesi della frattura con placca e viti. Sono ancora molto addolorata nonostante la fisioterapia e mi hanno consigliato la rimozione della placca. Vorrei sapere quali sono le possibili complicanze (lesioni ai tendini? Algodistrofia neurologica?) Non vorrei peggiorare la situazione. Grazie.
Le complicanze di una rimozione di mezzo di sintesi sono quelle del medesimo intervento di primo impianto, eccezion fatta per ritardi di consolidazione o pseudoartrosi che non possono essere contemplati, poiché immagino che, se le è stata data questa indicazione, la frattura sia guarita.
Un intoppo chirurgico e tecnico, da considerare nelle rimozioni di mezzi di sintesi quali placche e viti, è la rimozione delle cosiddette viti a stabilità, che sono in titanio e hanno la testa filettata. Il titanio per sua caratteristica fisico-chimica, fa una reazione chiamata “fusione a freddo” e quindi la vite a stabilità si fonde con la placca dopo qualche mese dal suo posizionamento. Di conseguenza, potrebbe spanarsi nel momento della rimozione ed essere necessario un kit per le rimozioni difficili degli impianti, che può rendere l’intervento più lungo e macchinoso. Io per questi motivi tendenzialmente le rimuovo solo in pazienti giovani o con indicazioni assolute (dolore, infezione, infiammazione, deiscenze), ma ci sono varie scuole di pensiero e dipende dall’esperienza del chirurgo.
Saluti
Un intoppo chirurgico e tecnico, da considerare nelle rimozioni di mezzi di sintesi quali placche e viti, è la rimozione delle cosiddette viti a stabilità, che sono in titanio e hanno la testa filettata. Il titanio per sua caratteristica fisico-chimica, fa una reazione chiamata “fusione a freddo” e quindi la vite a stabilità si fonde con la placca dopo qualche mese dal suo posizionamento. Di conseguenza, potrebbe spanarsi nel momento della rimozione ed essere necessario un kit per le rimozioni difficili degli impianti, che può rendere l’intervento più lungo e macchinoso. Io per questi motivi tendenzialmente le rimuovo solo in pazienti giovani o con indicazioni assolute (dolore, infezione, infiammazione, deiscenze), ma ci sono varie scuole di pensiero e dipende dall’esperienza del chirurgo.
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In mani esperte complicanze delle rimozioni non ce ne sono. Esistono strumentari dedicati per la rimozione che permettono di minimizzare rischi di rotture delle viti o di porre rimedio anche quando succedono determinate cose.
Per quanto riguarda la risoluzione della sua sintomatologia va valutato bene se è dovuto realmente alla placca o meno
Per quanto riguarda la risoluzione della sua sintomatologia va valutato bene se è dovuto realmente alla placca o meno
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