Salve, munitevi di mente aperta perché oggi vi scrivo per raccontarvi la mia esperienza degli ultimi

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Salve, munitevi di mente aperta perché oggi vi scrivo per raccontarvi la mia esperienza degli ultimi tre anni, in quanto, avendo avuto a che fare con una fetta che si può definire rappresentativa degli urologi, andrologi, nonché un medico di base, ho notato che tutti quanti presentano un limite mentale nella schematica di vedere da dove nasce un problema, in quanto, il ragionamento ricade sul, "come risolvo il problema" piuttosto che "da dove viene il problema".
Ciò implicitamente alla contestuale limitazione della visione d’insieme, in quanto dalla mia esperienza ho notato che nel momento in cui il problema nasce e muore nel campo di studi del medico X bene c’è un referto che viene posto e in qualche modo si agisce, ma nel caso in cui il problema nasce in un punto differente e il campo poi analizzato é solo una disfunzione data da un problema che sta a monte, spesso il medico opera secondo quella che è la normale prassi per la risoluzione di un problema noto, ma non ponendosi il dubbio da dove venga questa disfunzione. Nel tempo la causa può peggiorare e per tal motivo indurre sofferenza, nonché recidive dell'operato ed un certo stress psicologico non proprio indifferente.
Vi traduco in esperienza tutto ciò.
Circa 3 anni fa all'età di 19 anni, sviluppai il testicolo destro in ascensore, di lì a qualche mese andai da 2 medici urologi, andrologi, e dal mio medico di base, per cercare di capire meglio cosa stesse succedendo e soprattutto i rischi associati alla condizione.
Aggiungo che guardando la storia di tali medici, sono tutti rappresentativi, almeno sulla carta, dell'eccellenza del settore, in quanto studiosi con all’attivo molteplici pubblicazioni nonché premi ricevuti per il merito e la bravura nel campo di loro studio.
Dunque, mi consigliarono di operarmi per fissare l’iper mobilità di questo testicolo in quanto salendo nel canale inguinale andava in contro a diverse sollecitazioni nonché al rischio di una possibile fatale torsione. Io non esperto del settore mi affidai a loro e un po' riluttante all’idea dell’intervento, mi prenotai per l'orchidopessi. Di lì a circa un mese venne effettuato l’intervento, con esito regolare, nessuna complicazione rilevante nel momento e nei primi mesi a seguire. Il mio dubbio sopraggiunse circa due mesi dopo tale intervento; il dolore al testicolo non passava, e avvertivo una forte tensione nell'area inguinale, problemi alle gambe e alla regione lombosacrale, parestesie ecc. Mi rivolsi nuovamente verso tutti i medici disponibili, anche un'ulteriore dottoressa, per provare a capire la causa di tale sintomatologia, ma nulla nessuno sapeva darmi una spiegazione, in quanto l’esame obiettivo ed ecocolordoppler dava esito regolare, con testicolo normalmente vascolarizzato, in sede, senza disomogeneità del parenchima, tanto é vero che i medici, ad un certo punto, ho avuto come l’impressione che dubitassero di quanto riferivo.
Dunque, fui obbligato per mancanza di possibilità a convivere con tale calvario, che, tra l’altro, andava peggiorando in quanto non potevo avere rapporti, avevo difficoltà a guidare, non potevo stare seduto troppo a lungo e nel camminare cominciavo a riscontrare fastidi notevoli,mi si addormentavano le gambe e soffrivo di forti dolori di schiena, insieme ad algia testicolare e al muscolo annesso, che sentivo in tensione. Un giorno, nove mesi dopo l’Intervento in un momento di apparente tregua,durante un rapporto avverti un dolore lancinante e il testicolo che si staccò dal punto mediale e scivolò sotto un lembo muscolare in prossimità del canale inguinale . Dunque consultai i medici ma niente, nulla da fare, le uniche idee erano quelle di conviverci o di rifissalro, ma sono certo che non avrebbe funzionato in quanto non risolvendo la causa si sarebbe verificata la recidiva della recidiva.Da quel momento, per mesi, giorno e notte senza tregua alcuna avanzavo ricerche nell’Internet per provare a trovare un altra soluzione a tale problema in quanto un futuro in quelle condizioni non era proprio realizzabile, sarebbe stato un calvario,e non potendo fare affidamento sui dottori vicino a me in quanto non sapevano cosa stesse succedendo e neanche ai medici dei forum in quanto manco loro avevano idea(vi dico solo che ad un giovane presentante il mio stesso problema con gli stessi termini sono arrivati alla conclusione di rimuovere il testicolo e rimpiazzarlo con una protesi, cosa che se fosse stata realizzata, meriterebbe l'arresto). Di lì a qualche tempo in modo puramente casuale, finii in un video di un Osteopata di Roma, gli capitò il caso di un bambino di 6 anni con testicolo in ascensore il cui padre aveva già provveduto alle visite urologiche che consigliavano l'intervento di orchidopessi, ma considerandolo troppo rischioso per un giovane così piccolo, ricorse all'Osteopata, che fortunatamente risolse tale problema tramite manipolazioni delle “aderenze intrafasciali” insieme ai sistemi di compensazione per far sì che quella forza sproporzionata che tirava il testicolo sparisse e quindi automaticamente si risolvesse il problema, migliorando di molto il quadro clinico generale e sopratutto riducendo di molto i rischi.
A quel punto compresi che mi toccava vederne uno a distanza di qualche mese in quanto per causa di forze maggiori non dipendenti da me trascorsero almeno due mesi, in cui andai da un fisioterapista che si rivelò totalmente inutile.
Arrivato dall'osteopata, dopo due manipolazioni per riportare in asse il bacino , schiena , gambe, notai da subito un notevole miglioramento. A quel punto iniziò una fase di indagine in cui mi sottoposi ad una radiografia e comparve un emisacralizzazione sinistra, i sintomi di tale difetto congenito sono che il lato sano della vertebra emisacralizzata va in contro ad un sovraccarico, che genera vari problemi posturali in quanto tutto il sistema di compensazione va fuori fase nonché causa problemi a livello nervoso in quanto, essendo che i nervi sensitivi uscenti dal ganglio della zona interessata erano infiammati, qualsiasi stimolo nella zona del testicolo si rifletteva con una sensazione di dolore molto intenso , nonché con uno stato di ipertono cronico della zona pelvica, a causa di fattori posturali e nervosi.
Intrapreso il percorso osteopatico, a forza di esercizi e tanta pazienza, nell'arco di alcuni mesi la situazione migliorò, fino ad arrivare al oggi.
Ancora non sono riuscito a rendere l’esmisacralizzazione asintomatica risolvendo di conseguenza anche il problema al testicolo, che in oltre non avendo più il punto mediale fa perno sull'unico punto integro rimanente e scivola in una zona non prevista in quanto entra in direzione della gamba, nei tessuti molli tra la gamba e lo scroto, compiendo una rotazione sull'asse maggiore e scivolando sia in senso perpendicolare al muscolo, seguendo la linea di minore resistenza.
Comunque, rispetto a prima non c’è minimamente paragone, a favore della mia tesi della correlazione tra schiena e testicolo ho potuto notare che: io la mattina quando mi sveglio sento tensione al testicolo, e l’unico modo che ho per alleviarla é quella di fare gli esercizi prescritti dall'osteopata per compensare l’emisacralizzazione. Ciò suggerisce una correlazione molto stretta di causa effetto, nonché, essendo che i sistemi di compensazione agiscono sul sistema muscolo scheletrico e ciò ne è una componente( il muscolo cremastere), la soluzione passa anche attraverso questo quadro più generale.
Ora tutti questi voli pindarici perché?
Perché un medico che mi ha detto fai in questo modo non c’è stato, me la sono dovuto trovare io la soluzione, perché fosse stato per loro sarei dovuto rimanere a conviverci, cosa che non è proprio tra le corde dei criteri della medicina e, dal punto di vista personale non era minimamente fattibile.
Tra l'altro, il non esser andato dall'osteopata prima ha fatto in modo che il punto mediale si rompesse, generando di fatto la recidiva della problematica precedente, costringendomi in futuro ad una nuova operazione per risolvere questo scivolamento verso la gamba che causa un intenso bruciore persistente, sia alla zona dove il testicolo entra sia al testicolo stesso che si indolensisce, dovendo riprendere rischi per bloccare questa situazione che avremmo potuto evitare all'origine.
Tra i rischi citati nel consenso informato ricordo infezione, ipotrofia, atrofia,che per quanto rari non suonano proprio amichevoli.
Spero che ciò possa farvi ragionare e invitarvi a spaziare sulle varie problematiche che possono verificarsi, in quanto l’ordine con cui questa faccenda si è evoluta è stato totalmente sottosopra, generando in me sofferenza fisica e psicologica totalmente inutile.
Ponendo tra le vostre corde non solo la domanda del ”come lo blocco” ma anche quella del ” come è possibile che per 18 anni niente, e ora é impazzito e ogni giorno sale nel canale inguinale “ vi invito a chiedervi il perché.
Tutto questo é come se vi arrivasse un paziente con la cirrosi epatica e voi gli prescriviate un integratore ai carboni attivi per provare a bloccare l’avanzata della malattia, senza chiedervi che forse gli è venuta perché si beve tre litri di birra al giorno, tanto mal che vada gli date una integratore più forte



(come l’everaione della vaginale che come conseguenza a incollare tutto ovunque, ma sono sicuro come la morte che anche la, qualcuno a cui continua a salire c’è ugualmente, perché tanto è solo mettergli una pezza più grande, non risolvere il problema, la trazione sempre lì rimane) Non che non risolvere tale situazione attraverso la riduzione della tensionione sul funicolo ipotizzo potrebbe portare un ulteriore controindicazione, ossia il fatto che quando il chirurgo fissa il testicolo con i tessuti circostanti lo fa preoccupandosi di fissarlo nella posizione che avrebbe anche se non fosse fissato, ciò per evitare che il funicolo sia sottoposto ad una tensione che a lungo andare porterebbe ad una riduzione del flusso arterioso e una resistenza a quello venoso, così andando a causare un ipotrofia o un atrofia, ma essendo che la lunghezza del funicolo e anche influenzata da una componente muscolare, che se in ipertono porta il testicolo a stare in una posizione più alta di quella che lo stesso individuo avrebbe se fosse sano, portando il chirurgo a fissarlo in una posizione più in alto del naturale, perché almeno che non sia ectopico non si deve fare altrimenti. Quindi se in un secondo momento il paziente come me si preoccupa di risolvere il problema in modo più intelligente, si potrebbe ritrovare ad avere il testicolo che a riposo da la sensazione di “appeso” ai tessuti circostanti, in quanto la posizione a riposo e variata e starebbe più in basso, ma non può perché è appeso.


Vi invito a rimuovere i paraocchi mentali , in quanto a causa di quest’ultimi, la problematica nella sua interezza, è accaduta( almeno a cinque persone di cui ho potuto trovare traccia), ed accade ( purtroppo a me)e se non cambiate modo di vederlo continuerà ad accadere. Perciò, nel caso in cui vi arrivi un paziente con il testicolo retrattile o mai disceso,(in quanto sono certo che anche in questo caso un approccio come quello che vi ho descritto almeno nel primo anno di vita potrebbe essere cruciale) non pensate subito a “risolvere”il problema aprendolo, ma prima ponetevi da dove viene, compresa e attenuata se non risolta la causa scatenante di tale disfunzione, a quel punto correggere l’ipermobilita con due punti.Anche perché se si riesce a far discendere il testicolo nello scroto tramite manipolazioni non invasive (che ovviamente non fate voi che non conoscete quel campo ma le fate fare ad un Osteopata), minimizzate il rischio di atrofia dovuta allo stiramento dei vasi o interventi in due tempi che sono comunque molto invasivi( manipolazioni, rischi di infezione, cicatrici, stiramento dei vasi eccc, evitati).

Se iniziate a ragionare in questo modo, quelli che vengono definiti come i “dolori cronici di cui non si sa la causa” diminuiranno, in quanto risolverete i problemi in modo più intelligente.
E nel caso in cui voi non doveste sapere, indirizzate verso chi ha le competenze di analizzare un problema più “generale”. Perché se il punto o meglio l’aderenza non avesse ceduto, sarebbe stata un algia inspiegata che sarebbe rimasta la, a meno che io non avessi fatto ciò che ho fatto.


Ora non mi resta che mangiarmi le mani per non averci pensato prima di incontrarvi. Poi per uno malato di perfezionismo come me questa storia è una tragedia dall'inizio alla fine,solo all idea che mi dovró con molta probabilità rioperare e riprendere tutti quei rischi, meglio che me li vada a bere io i tre litri di birra come sedativo.
Nel caso in cui qualcuno di voi che leggerà questo “piccolo”testo,volesse un chiarimento o mi volesse dare un consiglio che è sempre ben accetto, su come poter risolvere questa situazione con qualche altra idea ,che sicuramente male non fa, anche perché la tecnica chirurgica utilizzata nel mio caso ad alcuni medici non era neanche conosciuta, al contrario a chi faccio affidamento potrebbero anche non conoscerne altre, che però esistono.
Ditemi grazie.

Espandete questa idea in tutti i distretti della medicina ove si può applicare e azz che abbiamo fatto tombola.

Saluti e salute.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Che dire.... in buona parte ha ragione... troppo spesso ci si limita a inseguire e cercare di risolvere solo il sintomo locale ... ed in fretta. E' vero anche che troppo sesso i pazienti voglioso esattamente solo quello e quando si cerca di agire con riflessione ed alla ricrca delle ragioni del problema, rigettano ogni proposta. Possibile che il suo testicolo non dovesse per nulla essere operato (peraltro nulla riporta del gradi di funzione testicolare valutata a mezzo di attento spermiogramma né di allora, né di ora) e che la ricerca delle ragioni avrebbe messo in evidenza ben prima la questione scheletrico-muscolare e forse anche dell'altro non ancora noto: giusto aver dato spazio all'osteopata, ma l'attuale rischio è che le ragioni della sintomatologia (non adeguatamente ancora risolte) siano anche in altri aspetti da definire come si deve. Non è chiaro se cerchi ancora aiuto, ma forse un reinquadramento della sua situazione è doveroso... ovvio con un attento occhio sulla sua codizione generale oltre che genitale.

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