Salve, mio padre (65 anni) un mese fa ha avuto urine con sangue, febbre e frequente stimolo di anda

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Salve,
mio padre (65 anni) un mese fa ha avuto urine con sangue, febbre e frequente stimolo di andare in bagno.
Dopo alcuni giorni di Ciprofloxacina la febbre è andata via, sangue sparito, ha fatto visita urologica che con esplorazione rettale non trovò nulla di significativo e anche una eco trans rettale anch'essa negativa.
Con ecografia trovato calcolo renale e supposero fosse quella la causa. Ha appuntamento a fine marzo per risolvere questo problema.
Purtroppo 10 giorni fa gli è tornata la febbre, allora il dottore ha fatto fare urinocoltura e prescritto di nuovo Ciprofloxacina. Dopo 4 giorni di febbre a 39, l'antibiogramma ha rivelato la presenza di Escherichia coli parzialmente sensisibile alla Ciprofloxacina ma sensibile al Cotrimossazolo, quindi ha cambiato antibiotico (non so se posso scrivere nome della marca cmq sarebbe B*A*C*T*R*I*M). Dopo 3 giorni ha ancora febbre a 39, al che ci stiamo preoccupando perché sono 10 giorni che ha la febbre a 39 che non credo faccia proprio bene, inoltre c'è il timore che questo batterio possa cronicizzare o andare a creare situazioni più pericolose.
Ha senso rifare urinocoltura per vedere se perlomeno il numero di batteri sta scendendo?
Può avere senso aumentare la dose dell'antibiotico?

In sintesi, c'è qualcosa che si può fare?

La situazione è brutta anche perché mia madre è ricoverata all'ospedale per altri motivi e mio padre è l'unico che poteva costantemente portarle i cambi eccetera, e io lavorando fatico a stare dietro ad entrambi.

Grazie mille
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Intanto si organizzi per stare dietro ad entrambi... ci vorrà del tempo per rimettere le cose a poste. La ragione di tutto il problema potrebbe esere il calcolo che sta anche ostruendo la via ureterale con ristagno e conseguente infezione... occorre una rapidissima urotac contrastografica per verificare la reale e completa situazione della via urinaria. Ciò non esclude che coesistano altre ragioni da valutare meglio in sede prostatica. Purtroppo quando si usano male gli antibiotici si fanno casini, come sta accadendo: una rapida coltura urinaria potrebbe aiutare a capire se ci sono resistenze e se la carica è stabile o meno. Poi nel caso si sia definita una significativa presenza batterica occorre che l'antibiotico a cui ci sia sensibilità debba essere dato ad adeguata dose e non alle solite dosi da "passeggiata". Tuttavia è possibile che la febbre non derivi da infezione ma da insufficienza renale ostruttiva. Insomma è questione che deve essere presa per bene in carico dal medico e/o dall'urologo.

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