Salve mia madre ha 88 anni assume zarelis da quasi un anno,nn nego che il suo umore sia migliorat
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Salve mia madre ha 88 anni assume zarelis da quasi un anno,nn nego che il suo umore sia migliorato notevolmente, ma il suo stato cognitivo è andato sempre in peggio a tale punto di nn riconoscere i famigliari...ha iniziato il tutto ad aprile 25 con sbalzo di umore e pianti fino al mio arrivo .poi si ripriprendeva regolarmente...il geriatria gli ha prescritto zarelis...ora è in declino mai visto prima ...parlando con il medico curante mi ha consigliato di passare alla dose minima ..chiedo cortesese se è normale e eventualmente a cosa possa andare incontro ..grazie mille a chi risponderà
Lo Zarelis (venlafaxina) è un antidepressivo efficace per l'umore, ma negli anziani può presentare delle criticità:
Effetti Cognitivi. Sebbene non causi direttamente la demenza, in soggetti molto anziani può talvolta contribuire a stati di confusione o disorientamento, specialmente se interagisce con altri farmaci o se il dosaggio è troppo alto per il metabolismo rallentato degli 88 anni.
Declino Indipendente. È possibile che il miglioramento dell'umore abbia inizialmente "mascherato" una demenza sottostante che sta purtroppo facendo il suo corso naturale, indipendentemente dal farmaco.
Sindrome Frontale/Apatia. Talvolta, negli anziani, gli antidepressivi possono causare una sorta di "appiattimento" che viene scambiato per peggioramento cognitivo.
Il consiglio del medico curante di ridurre la dose (gradualmente è comprensibile, (mai interrompere di colpo) e serve proprio a capire se parte della confusione sia un effetto collaterale del farmaco.
Effetti Cognitivi. Sebbene non causi direttamente la demenza, in soggetti molto anziani può talvolta contribuire a stati di confusione o disorientamento, specialmente se interagisce con altri farmaci o se il dosaggio è troppo alto per il metabolismo rallentato degli 88 anni.
Declino Indipendente. È possibile che il miglioramento dell'umore abbia inizialmente "mascherato" una demenza sottostante che sta purtroppo facendo il suo corso naturale, indipendentemente dal farmaco.
Sindrome Frontale/Apatia. Talvolta, negli anziani, gli antidepressivi possono causare una sorta di "appiattimento" che viene scambiato per peggioramento cognitivo.
Il consiglio del medico curante di ridurre la dose (gradualmente è comprensibile, (mai interrompere di colpo) e serve proprio a capire se parte della confusione sia un effetto collaterale del farmaco.
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Buon pomeriggio, i pazienti affetti da depressione, possono sviluppare nel corso del tempo un declino cognitivo, che va valutato da un geriatra esperto in demenze attraverso dei test neuropsicologici ed una valutazione multidimensionale, così da poter capire il giusto trattamento da iniziare. Saluti.
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