Salve, mi sono sottoposta a un’osteotomia Chevron + Akin + McBride in Portogallo. A 18 giorni dall’

Salve, mi sono sottoposta a un’osteotomia Chevron + Akin + McBride in Portogallo. A 18 giorni dall’intervento ho ancora episodi di dolore acuto improvviso tipo “lama”. A una settimana dall’intervento ho segnalato il dolore al medico di famiglia e mi ha prescritto 8gg di antibiotico. Il dolore è rimasto, ma il piede sembrava migliorare. Dopo la rimozione dei punti, però, è fuoriuscita qualche goccia di liquido (presumo essudato), ora pare si sia fermato. Le gocce provenivano dal punto che mi faceva più male. Attualmente il piede è ancora caldo e gonfio (immagino nella norma), ma è comparso un colorito violaceo e, oltre al formicolio, mi pare sia ridotta sensibilità al tatto dell’alluce. Per paura della ferita non sto appoggiando il piede, ma ho la sensazione che dovrei farlo! Ho un controllo con il chirurgo tra 4 giorni: ritenete opportuno contattare prima il medico di base? Grazie per la pazienza nel leggermi e per la vostra dedizione. Un caro saluto

1 risposta


Buonasera. A circa 18 giorni da un intervento di osteotomia Chevron-Akin-McBride è normale che siano ancora presenti edema, aumento della temperatura locale e una certa dolorabilità. Anche alterazioni della sensibilità dell'alluce e formicolii possono essere osservati nelle prime settimane, in relazione all'edema post-operatorio e all'irritazione dei piccoli rami nervosi cutanei. Tuttavia, la comparsa di dolore acuto trafittivo localizzato in corrispondenza di una ferita dalla quale è fuoriuscito essudato, associata a una colorazione violacea del piede, merita una rivalutazione clinica tempestiva. Sebbene tali reperti possano rientrare nel normale decorso post-operatorio, è importante escludere precocemente problematiche della ferita o un'infezione superficiale. Pertanto, pur essendo già previsto un controllo con il chirurgo tra pochi giorni, riterrei opportuno contattare il medico curante o, se possibile, anticipare la valutazione specialistica, soprattutto qualora dovessero comparire febbre, peggioramento del dolore, ulteriore fuoriuscita di secrezioni, arrossamento progressivo o aumento del gonfiore. Per quanto riguarda il carico, è fondamentale attenersi scrupolosamente alle indicazioni ricevute dal chirurgo che ha eseguito l'intervento, poiché modalità e tempi di appoggio possono variare in funzione della tecnica utilizzata e della stabilità dell'osteotomia. In questi casi, una valutazione diretta rimane l'approccio più prudente e appropriato.

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