Salve, mi presento. Sono un uomo di 39 anni, di professione faccio l'ingegnere. Fin dall'infanz
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risposte
Salve,
mi presento.
Sono un uomo di 39 anni, di professione faccio l'ingegnere.
Fin dall'infanzia sono stato molto timido ed ho sofferto di difficoltà nelle relazioni con gli altri. Dall'età di 24 anni sono in cura con psicofarmaci (sono stato anche ricoverato 2 volte per pensieri suicidi). Ho provato alcuni percorsi di psicoterapia.
Per 3 anni ho intrapreso un percorso di tipo cognitivo comportamentale che all'inizio sembrava funzionare, ma poi l'ho abbandonato. Da un anno circa ho intrapreso un percorso di psicanalisi.
Nel lavoro mi sono distinto e sono apprezzato, ma nella vita personale non ho realizzato altrettanto.
Mi scuso per la lunga introduzione, adesso arrivo alla domanda.
Non ho mai avuto alcuna relazione sessuale o romantica (sono ancora vergine a 39 anni). L'ultima volta che mi sono innamorato è stato oltre 20 anni fa, quando ero alla scuola superiore.
In questi anni ho tentato di trovare una partner con l'online dating e provando alcune attività (subacquea, trekking, nuoto), ma senza alcun successo.
So che da parte mia c'è un'enorme paura dell'intimità con un'altra persona.
Il grosso problema è che devo fare i conti con un desiderio sessuale che è diventato "ossessivo", è che mi porta a ricorrere all'autoerotismo anche 5-6 volte al giorno quando sono a casa dal lavoro nel weekend.
Vorrei porvi un freno, ma non so come. Non credo che a breve ci sarà l'opportunità di "mettersi finalmente in pratica" (e forse non ci sarà mai).
Sono anche arrivato a pensare che una possibile soluzione possa essere la castrazione chimica; che forse eliminando il desiderio non soffrirei più.
Vorrei capire a chi potermi rivolgere per affrontare questo problema.
mi presento.
Sono un uomo di 39 anni, di professione faccio l'ingegnere.
Fin dall'infanzia sono stato molto timido ed ho sofferto di difficoltà nelle relazioni con gli altri. Dall'età di 24 anni sono in cura con psicofarmaci (sono stato anche ricoverato 2 volte per pensieri suicidi). Ho provato alcuni percorsi di psicoterapia.
Per 3 anni ho intrapreso un percorso di tipo cognitivo comportamentale che all'inizio sembrava funzionare, ma poi l'ho abbandonato. Da un anno circa ho intrapreso un percorso di psicanalisi.
Nel lavoro mi sono distinto e sono apprezzato, ma nella vita personale non ho realizzato altrettanto.
Mi scuso per la lunga introduzione, adesso arrivo alla domanda.
Non ho mai avuto alcuna relazione sessuale o romantica (sono ancora vergine a 39 anni). L'ultima volta che mi sono innamorato è stato oltre 20 anni fa, quando ero alla scuola superiore.
In questi anni ho tentato di trovare una partner con l'online dating e provando alcune attività (subacquea, trekking, nuoto), ma senza alcun successo.
So che da parte mia c'è un'enorme paura dell'intimità con un'altra persona.
Il grosso problema è che devo fare i conti con un desiderio sessuale che è diventato "ossessivo", è che mi porta a ricorrere all'autoerotismo anche 5-6 volte al giorno quando sono a casa dal lavoro nel weekend.
Vorrei porvi un freno, ma non so come. Non credo che a breve ci sarà l'opportunità di "mettersi finalmente in pratica" (e forse non ci sarà mai).
Sono anche arrivato a pensare che una possibile soluzione possa essere la castrazione chimica; che forse eliminando il desiderio non soffrirei più.
Vorrei capire a chi potermi rivolgere per affrontare questo problema.
Buongiorno,
dalle sue parole emerge una sofferenza importante, costruita nel tempo, che oggi sembra essere arrivata a un livello di saturazione. Mi colpisce soprattutto il fatto che lei non stia descrivendo soltanto un problema sessuale, ma un intreccio più ampio fatto di timidezza, paura dell’intimità, senso di fallimento nella vita affettiva e una fatica emotiva che negli anni sembra essersi irrigidita.
Anche il tema dell’autoerotismo, da come lo racconta, non mi sembra il nucleo del problema in sé. La frequenza che descrive va letta dentro quello che la sostiene: il bisogno di scaricare tensione, la solitudine, l’assenza di un legame vissuto come possibile, e forse anche una modalità di controllo che tenta di tenere lontano qualcosa di più doloroso.
Quando parla di castrazione chimica, io leggerei questa idea non come una vera soluzione, ma come il segnale di quanto il desiderio sia diventato per lei difficile da contenere e quasi intollerabile. Però eliminare il desiderio non equivale a risolvere il problema: significherebbe togliere un sintomo senza aver toccato ciò che lo alimenta.
Per questo credo che il punto non sia “frenare” il desiderio, ma capire che funzione sta avendo, cosa lo accende, cosa lo rende così urgente e cosa rende così spaventoso il contatto con una persona reale.
Se non lo ha ancora fatto, le suggerirei di portare questo tema apertamente nel lavoro con il suo terapeuta, perché qui non si tratta solo di “ridurre” un comportamento, ma di comprendere cosa lo alimenta e quale funzione stia avendo. In un secondo momento, o in parallelo, potrebbe essere utile integrare anche un confronto con una sessuologa o un sessuologo clinico, proprio per lavorare in modo più mirato sul rapporto con il desiderio, l’intimità e la gestione dell’urgenza sessuale.
Un saluto, Dott.ssa Ginevra Pardi
dalle sue parole emerge una sofferenza importante, costruita nel tempo, che oggi sembra essere arrivata a un livello di saturazione. Mi colpisce soprattutto il fatto che lei non stia descrivendo soltanto un problema sessuale, ma un intreccio più ampio fatto di timidezza, paura dell’intimità, senso di fallimento nella vita affettiva e una fatica emotiva che negli anni sembra essersi irrigidita.
Anche il tema dell’autoerotismo, da come lo racconta, non mi sembra il nucleo del problema in sé. La frequenza che descrive va letta dentro quello che la sostiene: il bisogno di scaricare tensione, la solitudine, l’assenza di un legame vissuto come possibile, e forse anche una modalità di controllo che tenta di tenere lontano qualcosa di più doloroso.
Quando parla di castrazione chimica, io leggerei questa idea non come una vera soluzione, ma come il segnale di quanto il desiderio sia diventato per lei difficile da contenere e quasi intollerabile. Però eliminare il desiderio non equivale a risolvere il problema: significherebbe togliere un sintomo senza aver toccato ciò che lo alimenta.
Per questo credo che il punto non sia “frenare” il desiderio, ma capire che funzione sta avendo, cosa lo accende, cosa lo rende così urgente e cosa rende così spaventoso il contatto con una persona reale.
Se non lo ha ancora fatto, le suggerirei di portare questo tema apertamente nel lavoro con il suo terapeuta, perché qui non si tratta solo di “ridurre” un comportamento, ma di comprendere cosa lo alimenta e quale funzione stia avendo. In un secondo momento, o in parallelo, potrebbe essere utile integrare anche un confronto con una sessuologa o un sessuologo clinico, proprio per lavorare in modo più mirato sul rapporto con il desiderio, l’intimità e la gestione dell’urgenza sessuale.
Un saluto, Dott.ssa Ginevra Pardi
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Buonasera, gentile Ingegnere. La ringrazio molto per aver condiviso le sue riflessioni, di cui ho percepito tutta la profondità.
Comprendo l'importanza del suo interrogativo e credo che, per dare una risposta a ciò che oggi la preoccupa, sia prezioso dedicarsi un momento di ascolto più intimo e approfondito. Pensando alla sua situazione, mi viene in mente che tra il buio e la luce esistono sfumature, come le albe e i tramonti, che sanno essere sorprendentemente accoglienti.
Sappia che, se desidera approfondire, sono a sua completa disposizione, anche online. Rinnovandole il mio ringraziamento, le auguro una buona e serena serata.
Comprendo l'importanza del suo interrogativo e credo che, per dare una risposta a ciò che oggi la preoccupa, sia prezioso dedicarsi un momento di ascolto più intimo e approfondito. Pensando alla sua situazione, mi viene in mente che tra il buio e la luce esistono sfumature, come le albe e i tramonti, che sanno essere sorprendentemente accoglienti.
Sappia che, se desidera approfondire, sono a sua completa disposizione, anche online. Rinnovandole il mio ringraziamento, le auguro una buona e serena serata.
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