Salve, il mio compagno da qualche tempo riferisce un intensificarsi di episodi di paralisi del sonno
Salve, il mio compagno da qualche tempo riferisce un intensificarsi di episodi di paralisi del sonno, aveva già avuto qualche caso in passato ma isolato (circa 1-2 volte l’anno). Negli ultimi 2-3 mesi ha avuto 4/5 episodi, sia durante il riposo notturno sia durante eventuali riposi pomeridiani. Gli ho detto di consultare almeno il medico di base per escludere cause organiche, ma lui secondo me sottovaluta un po’ la cosa. So di non poterlo obbligare a fare accertamenti medici/psicologici, ma posso fare qualcosa mentre sta avendo un episodio? Come posso capire che ne sta avendo uno? Grazie per la disponibilità
1 risposta
Buongiorno, quello che descrive è compatibile con il fenomeno della paralisi del sonno, una condizione generalmente benigna e relativamente frequente. Durante questi episodi la persona si trova in una sorta di stato intermedio tra sonno e veglia: è cosciente o parzialmente cosciente, ma non riesce temporaneamente a muoversi o a parlare. Talvolta possono associarsi sensazioni molto intense, come la percezione di una presenza nella stanza, oppressione al torace o forte paura. Un aumento della frequenza degli episodi può essere favorito da privazione di sonno; periodi di stress o ansia; orari di sonno irregolari; affaticamento fisico o mentale. Nella maggior parte dei casi non si tratta di una malattia neurologica grave. Tuttavia, quando gli episodi diventano più frequenti o particolarmente disturbanti, è ragionevole parlarne con il Medico Curante e, se necessario, con uno specialista dei disturbi del sonno. Per rispondere alla sua domanda, non sempre è facile accorgersi che una persona sta vivendo un episodio di paralisi del sonno. Talvolta si possono osservare respirazione più rapida, piccoli movimenti degli occhi sotto le palpebre, tentativi di emettere suoni o di muoversi senza riuscirci. Se sospetta che il suo compagno stia attraversando un episodio, può semplicemente parlargli con voce calma e rassicurante. Alcune persone riferiscono che un leggero contatto fisico (ad esempio una mano sulla spalla) o essere chiamate per nome possa aiutarle a uscire più rapidamente dall'episodio, anche se non esiste una tecnica universalmente efficace. Il fatto che in passato gli episodi fossero sporadici e che ora si siano fatti più frequenti merita comunque attenzione, non tanto perché faccia pensare necessariamente a qualcosa di grave, quanto perché potrebbe essere utile individuare eventuali fattori predisponenti (stress, qualità del sonno, eventuali altri disturbi del sonno). Un cordiale saluto. Dott. Mauro Colangelo Neurologo e Neurochirurgo – Napoli
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