Salve, Ho effettuato varie visita urologica, sempre nella speranza di sentirmi dire che potrebbe e
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Salve,
Ho effettuato varie visita urologica, sempre nella speranza di sentirmi dire che potrebbe esserci la possibilità di non intervenire chirurgicamente. La prostata è 41x38x30 con volume di circa. 25cc. Lobo medio del dm di 27 mm. Residuo dopo minzione di 74 con volume preminzionale di 350cc. Un urologo mi ha detto che bisognerebbe intervenire idem un secondo ma non sulla prostata bensì per sclerosi del collo vescicale. L’idea di “entrare” dal pene mi distrugge. Andando alla ricerca di possibilità’ alternative ho sentito parlare di intervento tramite ablazione laser transperineale ecoguidata. Comporterebbe quindi se ho capito bene un intervento sulla prostata preservando l’integrità del canale uretrale perché si interverrebbe passando attraverso la zona perineale ed evitando quindi eiaculazione retrograda e varie complicanze. Se così fosse, perché non diventa l’intervento principe? Che ne pensate? Grazie
Ho effettuato varie visita urologica, sempre nella speranza di sentirmi dire che potrebbe esserci la possibilità di non intervenire chirurgicamente. La prostata è 41x38x30 con volume di circa. 25cc. Lobo medio del dm di 27 mm. Residuo dopo minzione di 74 con volume preminzionale di 350cc. Un urologo mi ha detto che bisognerebbe intervenire idem un secondo ma non sulla prostata bensì per sclerosi del collo vescicale. L’idea di “entrare” dal pene mi distrugge. Andando alla ricerca di possibilità’ alternative ho sentito parlare di intervento tramite ablazione laser transperineale ecoguidata. Comporterebbe quindi se ho capito bene un intervento sulla prostata preservando l’integrità del canale uretrale perché si interverrebbe passando attraverso la zona perineale ed evitando quindi eiaculazione retrograda e varie complicanze. Se così fosse, perché non diventa l’intervento principe? Che ne pensate? Grazie
Semplice... non è detto che sia l'intervento utile e non è vero che sia esente da complicazioni o maggiori problemi. Detto ciò una prostata da 25 ml non deve essere sottoposta ad ablazioni o riduzioni ma deve essere adeguatamente trattata dopo aver ben definito il quadro genitale e generale con i dovuti esami (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey; stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, fisico e stressogeno). Ove sussistesse una dimostrata riduzione del diametro uretrale allora si potrebbe gestire il problema o con l'optilume o con il i-tind.
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Salve. Le indicazioni ad intervento prostatico disostruttivo sono molteplici (cliniche e/o strumentali) come lo sono le opzioni interventistiche a disposizione. Altri elementi da tenere in considerazione sono l’età del paziente, le comorbilità e conseguenti terapie in atto e non ultimo la volontà riproduttiva per via naturale da parte della persona.
Vanno eseguiti esami base quali PSA reflex, Eco addome con valutazione RPM ed Uroflussimetria (in alternativa Esame urodinamico invasivo, un esame funzionale vescico-uretrale completo) e spesso approfondimenti di III livello quali la FibroUretroCistoscopia. Vanno compilati questionari validati quali IPSS, IIEF ed MSHQ-EjD per oggettivare i disturbi e i dati funzionali di partenza/pre-operatori del soggetto.
Una volta posta indicazione ad intervento disostruttivo prostatico (solitamente dopo almeno 1 ma spesso alcuni tentativi terapeutici farmacologici, non soddisfacenti), la tipologia di procedura chirurgica (endoscopica, laparo o robot assistita o anche tradizionalmente open) va ritagliata su misura per ogni paziente (in base alla sua anatomia, terapie in atto e desiderio dello stesso), TUTTAVIA la TURP è l’intervento gold standard per ghiandole <80ml volume. Valide ed equipollenti alternative sono le varie tecniche enucleative laser, sempre per via trans-uretrale. Esistono varie altre tecniche cosiddette mini-invasive non ablative trans-perineali o transrettali, nessuna delle quali con l’esperienza ed i dato clinici di letteratura delle precedenti, NESSUNA scevra da rischi di complicanze talvolta anche serie e praticamente tutte con un effetto terapeutico limitato nel tempo.
Cordiali saluti, resto a disposizione.
Vanno eseguiti esami base quali PSA reflex, Eco addome con valutazione RPM ed Uroflussimetria (in alternativa Esame urodinamico invasivo, un esame funzionale vescico-uretrale completo) e spesso approfondimenti di III livello quali la FibroUretroCistoscopia. Vanno compilati questionari validati quali IPSS, IIEF ed MSHQ-EjD per oggettivare i disturbi e i dati funzionali di partenza/pre-operatori del soggetto.
Una volta posta indicazione ad intervento disostruttivo prostatico (solitamente dopo almeno 1 ma spesso alcuni tentativi terapeutici farmacologici, non soddisfacenti), la tipologia di procedura chirurgica (endoscopica, laparo o robot assistita o anche tradizionalmente open) va ritagliata su misura per ogni paziente (in base alla sua anatomia, terapie in atto e desiderio dello stesso), TUTTAVIA la TURP è l’intervento gold standard per ghiandole <80ml volume. Valide ed equipollenti alternative sono le varie tecniche enucleative laser, sempre per via trans-uretrale. Esistono varie altre tecniche cosiddette mini-invasive non ablative trans-perineali o transrettali, nessuna delle quali con l’esperienza ed i dato clinici di letteratura delle precedenti, NESSUNA scevra da rischi di complicanze talvolta anche serie e praticamente tutte con un effetto terapeutico limitato nel tempo.
Cordiali saluti, resto a disposizione.
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