Buonasera, Mio padre il 21 Novembre ha avuto un’intervento di turp prostatico con laser con anestes
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Buonasera,
Mio padre il 21 Novembre ha avuto un’intervento di turp prostatico con laser con anestesia lombare, per quanto riguarda la prostata non accusa problemi anzi si trova bene, ma non riesce a camminare bene in quanto accusa dei dolori e dal ginocchio in giù, ha fatto una visita con l’angiologo la quale ha riscontrato un’insufficienza venosa ed ha prescritto degli integratori e le calze elastiche.
Ha fatto altri accertamenti tramite le analisi di laboratorio ed si è riscontrata l’anemia e sta assumendo delle bustine di ferro.
Tutto questo potrebbe essere causa dell’anestesia?
Sarebbe il caso di consultare un terapista?
Come mai potrebbe aver avuto queste complicanze? Grazie.
Mio padre il 21 Novembre ha avuto un’intervento di turp prostatico con laser con anestesia lombare, per quanto riguarda la prostata non accusa problemi anzi si trova bene, ma non riesce a camminare bene in quanto accusa dei dolori e dal ginocchio in giù, ha fatto una visita con l’angiologo la quale ha riscontrato un’insufficienza venosa ed ha prescritto degli integratori e le calze elastiche.
Ha fatto altri accertamenti tramite le analisi di laboratorio ed si è riscontrata l’anemia e sta assumendo delle bustine di ferro.
Tutto questo potrebbe essere causa dell’anestesia?
Sarebbe il caso di consultare un terapista?
Come mai potrebbe aver avuto queste complicanze? Grazie.
È improbabile che il dolore dal ginocchio in giù sia causato direttamente dall’anestesia lombare, soprattutto se non ci sono formicolii o perdita di forza e se i sintomi non sono comparsi subito dopo l’intervento. L’insufficienza venosa può dare pesantezza e dolore ai polpacci, ma va esclusa con certezza una trombosi venosa se non è già stato fatto un eco-doppler. L’anemia causa debolezza, non dolore localizzato.
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Buongiorno, nella mia esperienza questi sintomi non sono, di regola, riferibili a conseguenze dell'anestesia periferica che intuisco abbia subito suo padre.
Alla luce dei dati forniti, è poco probabile che il problema sia direttamente causato dall’anestesia spinale, soprattutto in assenza di deficit neurologici immediati. Più plausibile una problematica radicolare o vascolare concomitante.
Una valutazione fisiatrica/neurologica è appropriata. Se compaiono deficit di forza, incontinenza o dolore ingravescente rapido → accesso urgente.
Una valutazione fisiatrica/neurologica è appropriata. Se compaiono deficit di forza, incontinenza o dolore ingravescente rapido → accesso urgente.
Gentile utente,
è del tutto comprensibile la vostra preoccupazione per questo rallentamento nel recupero di vostro padre, specialmente dopo un intervento che sembrava essersi concluso positivamente. Per rispondere al vostro primo dubbio, è molto improbabile che l'anestesia lombare sia la causa diretta e isolata di un dolore che persiste a distanza di mesi, poiché gli effetti dei farmaci anestetici svaniscono in poche ore. Tuttavia, esiste un legame indiretto: durante l'intervento di TURP, il paziente viene posizionato con le gambe sollevate sui supporti per diverso tempo. Questa posizione, unita allo stress chirurgico, può talvolta causare una compressione temporanea dei nervi delle gambe o affaticare un sistema circolatorio già fragile, favorendo l'insorgenza di disturbi alle estremità.
L'insufficienza venosa riscontrata dall'angiologo gioca sicuramente un ruolo centrale nel dolore che vostro padre avverte dal ginocchio in giù. Quando le vene non riescono a far risalire correttamente il sangue verso il cuore, i tessuti si infiammano e i muscoli diventano pesanti e dolenti, rendendo il cammino faticoso. A questo si aggiunge l'anemia riscontrata nelle analisi: il ferro basso significa che i muscoli ricevono meno ossigeno del necessario per funzionare correttamente, e questo si traduce inevitabilmente in debolezza muscolare e dolore durante il movimento. In un'ottica di medicina funzionale, stiamo vedendo come diversi fattori — circolazione, ossigenazione del sangue e postura chirurgica — si stiano sommando tra loro limitando l'autonomia di vostro padre.
Certamente consultare un terapista del dolore o un fisioterapista è un'ottima idea. Lo specialista potrà valutare se, oltre al problema venoso, vi sia una componente nervosa o posturale infiammata che impedisce la corretta deambulazione. Nel frattempo, è fondamentale continuare con le calze elastiche e l'integrazione di ferro, poiché migliorare la qualità del sangue e il ritorno venoso è il primo passo indispensabile per ridare energia ai muscoli delle gambe. Con la giusta combinazione di supporto circolatorio e una riabilitazione mirata, è molto probabile che vostro padre possa tornare a camminare bene in tempi brevi.
Cordialmente,
Dottor Jacopo Musolino
è del tutto comprensibile la vostra preoccupazione per questo rallentamento nel recupero di vostro padre, specialmente dopo un intervento che sembrava essersi concluso positivamente. Per rispondere al vostro primo dubbio, è molto improbabile che l'anestesia lombare sia la causa diretta e isolata di un dolore che persiste a distanza di mesi, poiché gli effetti dei farmaci anestetici svaniscono in poche ore. Tuttavia, esiste un legame indiretto: durante l'intervento di TURP, il paziente viene posizionato con le gambe sollevate sui supporti per diverso tempo. Questa posizione, unita allo stress chirurgico, può talvolta causare una compressione temporanea dei nervi delle gambe o affaticare un sistema circolatorio già fragile, favorendo l'insorgenza di disturbi alle estremità.
L'insufficienza venosa riscontrata dall'angiologo gioca sicuramente un ruolo centrale nel dolore che vostro padre avverte dal ginocchio in giù. Quando le vene non riescono a far risalire correttamente il sangue verso il cuore, i tessuti si infiammano e i muscoli diventano pesanti e dolenti, rendendo il cammino faticoso. A questo si aggiunge l'anemia riscontrata nelle analisi: il ferro basso significa che i muscoli ricevono meno ossigeno del necessario per funzionare correttamente, e questo si traduce inevitabilmente in debolezza muscolare e dolore durante il movimento. In un'ottica di medicina funzionale, stiamo vedendo come diversi fattori — circolazione, ossigenazione del sangue e postura chirurgica — si stiano sommando tra loro limitando l'autonomia di vostro padre.
Certamente consultare un terapista del dolore o un fisioterapista è un'ottima idea. Lo specialista potrà valutare se, oltre al problema venoso, vi sia una componente nervosa o posturale infiammata che impedisce la corretta deambulazione. Nel frattempo, è fondamentale continuare con le calze elastiche e l'integrazione di ferro, poiché migliorare la qualità del sangue e il ritorno venoso è il primo passo indispensabile per ridare energia ai muscoli delle gambe. Con la giusta combinazione di supporto circolatorio e una riabilitazione mirata, è molto probabile che vostro padre possa tornare a camminare bene in tempi brevi.
Cordialmente,
Dottor Jacopo Musolino
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