Salve ho 46 anni e assumo da 1 anno Totalip e Ramilolo. Ho notato una diminuzione della viri
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Salve ho 46 anni e assumo da 1 anno Totalip e Ramilolo . Ho notato una diminuzione della virilità. Cosa posso fare per migliorare? Grazie
Penso che sia opportuno che parli con il medico che le ha prescritto i farmaci e gli faccia presente il suo problema in modo da farsi consigliare se i suddetti farmaci possono dare l'effetto collaterale di cui parla ed eventualmente il medico deciderà come procedere. Buona serata . Dott. Lina Isardi
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Salve — grazie per la domanda, è un tema molto comune e importante. Di seguito le informazioni pratiche e le cose che può verificare subito.
Possibili cause della diminuzione della virilità
Farmaci: Totalip è una statina (atorvastatina) e Ramilolo è una combinazione che contiene ramipril (e in alcune formulazioni anche bisoprololo). Alcuni farmaci antipertensivi e alcuni beta-bloccanti possono associarsi a disturbi della sfera sessuale; le statine in generale non sembrano aumentare il rischio di disfunzione erettile e in alcuni studi possono perfino migliorare la funzione erettile.
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Problemi vascolari o metabolici: ipertensione, colesterolo alto, diabete e aterosclerosi possono ridurre il flusso sanguigno penieno.
Fattori ormonali: un calo di testosterone (o alterazioni tiroidee, prolattina), se presenti, può ridurre desiderio ed erezione.
Fattori psicologici: stress, ansia, depressione o difficoltà relazionali spesso giocano un ruolo importante, soprattutto se il problema è progressivo o intermittente.
Stile di vita: fumo, eccesso di alcool, sedentarietà, sovrappeso e sonno scarso peggiorano la funzione sessuale.
Cosa fare subito (pragmatico e non invasivo)
Parli con il medico curante o il cardiologo prima di modificare o sospendere qualsiasi farmaco. È importante valutare se è possibile cambiare classe/posologia (alcuni antipertensivi impattano meno sulla funzione sessuale).
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Chieda degli esami di primo livello: esami del sangue con glicemia, profilo lipidico, creatinina, transaminasi e — se indicato — dosaggio del testosterone totale (mattina), TSH e prolattina. Questi aiutano a escludere cause mediche trattabili.
Valuti modifiche dello stile di vita: attività fisica regolare, riduzione del peso se necessario, smettere di fumare, limitare alcool e migliorare la qualità del sonno.
Se la componente psicologica è presente (ansia da prestazione, stress, depressione, conflitti di coppia), un percorso psicoterapeutico/sessuologico può essere molto utile insieme agli interventi medici.
Se indicato dopo valutazione cardiologica, esistono trattamenti farmacologici (inibitori della PDE5 come sildenafil/tadalafil) o altre opzioni che un andrologo/urologo possono proporre. Non assumere questi farmaci senza aver fatto prima una valutazione medica, specialmente in presenza di patologie cardiache o di terapie con nitrati.
Quando rivolgersi a uno specialista
Se il problema persiste nonostante le semplici misure (settimane-mesi), se è comparso subito dopo l’inizio di un farmaco o se è associato a dolore, perdita di sensibilità, o altri sintomi sistemici, è opportuno fare un approfondimento con un andrologo/urologo o con il medico curante per una valutazione completa e per valutare eventuali cambi di terapia. Anche un confronto con uno psicoterapeuta/sessuologo può essere indicato quando la componente emotiva-relazionale è significativa.
In sintesi: la diminuzione della virilità può dipendere da più fattori — farmaci compresi — ma non tutte le terapie vanno sospese autonomamente. Le consiglio di parlarne con il suo medico per valutare esami ematici e l’eventuale revisione della terapia farmacologica, e di approfondire con uno specialista se il problema persiste.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Possibili cause della diminuzione della virilità
Farmaci: Totalip è una statina (atorvastatina) e Ramilolo è una combinazione che contiene ramipril (e in alcune formulazioni anche bisoprololo). Alcuni farmaci antipertensivi e alcuni beta-bloccanti possono associarsi a disturbi della sfera sessuale; le statine in generale non sembrano aumentare il rischio di disfunzione erettile e in alcuni studi possono perfino migliorare la funzione erettile.
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Problemi vascolari o metabolici: ipertensione, colesterolo alto, diabete e aterosclerosi possono ridurre il flusso sanguigno penieno.
Fattori ormonali: un calo di testosterone (o alterazioni tiroidee, prolattina), se presenti, può ridurre desiderio ed erezione.
Fattori psicologici: stress, ansia, depressione o difficoltà relazionali spesso giocano un ruolo importante, soprattutto se il problema è progressivo o intermittente.
Stile di vita: fumo, eccesso di alcool, sedentarietà, sovrappeso e sonno scarso peggiorano la funzione sessuale.
Cosa fare subito (pragmatico e non invasivo)
Parli con il medico curante o il cardiologo prima di modificare o sospendere qualsiasi farmaco. È importante valutare se è possibile cambiare classe/posologia (alcuni antipertensivi impattano meno sulla funzione sessuale).
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Chieda degli esami di primo livello: esami del sangue con glicemia, profilo lipidico, creatinina, transaminasi e — se indicato — dosaggio del testosterone totale (mattina), TSH e prolattina. Questi aiutano a escludere cause mediche trattabili.
Valuti modifiche dello stile di vita: attività fisica regolare, riduzione del peso se necessario, smettere di fumare, limitare alcool e migliorare la qualità del sonno.
Se la componente psicologica è presente (ansia da prestazione, stress, depressione, conflitti di coppia), un percorso psicoterapeutico/sessuologico può essere molto utile insieme agli interventi medici.
Se indicato dopo valutazione cardiologica, esistono trattamenti farmacologici (inibitori della PDE5 come sildenafil/tadalafil) o altre opzioni che un andrologo/urologo possono proporre. Non assumere questi farmaci senza aver fatto prima una valutazione medica, specialmente in presenza di patologie cardiache o di terapie con nitrati.
Quando rivolgersi a uno specialista
Se il problema persiste nonostante le semplici misure (settimane-mesi), se è comparso subito dopo l’inizio di un farmaco o se è associato a dolore, perdita di sensibilità, o altri sintomi sistemici, è opportuno fare un approfondimento con un andrologo/urologo o con il medico curante per una valutazione completa e per valutare eventuali cambi di terapia. Anche un confronto con uno psicoterapeuta/sessuologo può essere indicato quando la componente emotiva-relazionale è significativa.
In sintesi: la diminuzione della virilità può dipendere da più fattori — farmaci compresi — ma non tutte le terapie vanno sospese autonomamente. Le consiglio di parlarne con il suo medico per valutare esami ematici e l’eventuale revisione della terapia farmacologica, e di approfondire con uno specialista se il problema persiste.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentilissimo , i farmaci purtroppo impattano negativamente sulla sessualita' , alcuni in maniera minore ad altri in maniera maggiore. Le consiglio caldamente di fare una visita urologica/ andrologica per accertarsi di altre possibili cause organiche( ormonali, tiroidee, ecc..) ai disturbi sessuali che riferisce. Deve inoltre far presente al medico specialista che lei sta assumendo dei farmaci per altri disturbi.
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Salve,
quello che descrive è un vissuto piuttosto comune e comprensibile, soprattutto quando, intorno ai quarant’anni, si inizia ad assumere una terapia farmacologica continuativa. È importante chiarire fin da subito che la sensazione di una “diminuzione della virilità” non significa che qualcosa si sia rotto o perso in modo definitivo, ma che il corpo sta rispondendo a più fattori insieme, tra cui anche i farmaci.
Farmaci come Totalip e Ramilolo, utilizzati per la protezione cardiovascolare, in alcune persone possono avere effetti indiretti sulla risposta sessuale. Questo può tradursi in un’erezione meno pronta o meno rigida, in una riduzione del desiderio o in una percezione generale di minore energia sessuale. Non accade a tutti e non accade sempre allo stesso modo, perché ogni organismo reagisce in maniera diversa, ma è una possibilità nota e riconosciuta in ambito medico.
La cosa più importante è non sospendere mai autonomamente la terapia. La salute del cuore e dei vasi viene prima di tutto. Proprio per questo è fondamentale parlarne apertamente con il medico curante o con il cardiologo, spiegando con tranquillità ciò che sta notando.
Può essere utile, sempre su indicazione medica, valutare anche alcuni esami di controllo. Non perché ci sia necessariamente un problema, ma perché avere un quadro completo aiuta a capire se il calo che avverte è legato ai farmaci, all’età, allo stress o a una combinazione di questi elementi.
Accanto all’aspetto medico, anche lo stile di vita ha un peso reale: l’attività fisica regolare, il sonno, la gestione dello stress e un consumo moderato di alcol possono incidere positivamente sulla risposta sessuale. Tuttavia, anche su questi aspetti è sempre consigliabile confrontarsi con il proprio medico, soprattutto se si segue una terapia cardiovascolare.
Infine, non va trascurata la dimensione psicologica. Quando un uomo inizia a percepire un cambiamento nella propria sessualità, è naturale che emergano preoccupazioni, controlli e una minore spontaneità, che a loro volta possono accentuare il problema. In questi casi, un confronto con uno psicologo o uno psicologo-sessuologo può essere di supporto, sempre in parallelo e mai in alternativa al parere medico.
quello che descrive è un vissuto piuttosto comune e comprensibile, soprattutto quando, intorno ai quarant’anni, si inizia ad assumere una terapia farmacologica continuativa. È importante chiarire fin da subito che la sensazione di una “diminuzione della virilità” non significa che qualcosa si sia rotto o perso in modo definitivo, ma che il corpo sta rispondendo a più fattori insieme, tra cui anche i farmaci.
Farmaci come Totalip e Ramilolo, utilizzati per la protezione cardiovascolare, in alcune persone possono avere effetti indiretti sulla risposta sessuale. Questo può tradursi in un’erezione meno pronta o meno rigida, in una riduzione del desiderio o in una percezione generale di minore energia sessuale. Non accade a tutti e non accade sempre allo stesso modo, perché ogni organismo reagisce in maniera diversa, ma è una possibilità nota e riconosciuta in ambito medico.
La cosa più importante è non sospendere mai autonomamente la terapia. La salute del cuore e dei vasi viene prima di tutto. Proprio per questo è fondamentale parlarne apertamente con il medico curante o con il cardiologo, spiegando con tranquillità ciò che sta notando.
Può essere utile, sempre su indicazione medica, valutare anche alcuni esami di controllo. Non perché ci sia necessariamente un problema, ma perché avere un quadro completo aiuta a capire se il calo che avverte è legato ai farmaci, all’età, allo stress o a una combinazione di questi elementi.
Accanto all’aspetto medico, anche lo stile di vita ha un peso reale: l’attività fisica regolare, il sonno, la gestione dello stress e un consumo moderato di alcol possono incidere positivamente sulla risposta sessuale. Tuttavia, anche su questi aspetti è sempre consigliabile confrontarsi con il proprio medico, soprattutto se si segue una terapia cardiovascolare.
Infine, non va trascurata la dimensione psicologica. Quando un uomo inizia a percepire un cambiamento nella propria sessualità, è naturale che emergano preoccupazioni, controlli e una minore spontaneità, che a loro volta possono accentuare il problema. In questi casi, un confronto con uno psicologo o uno psicologo-sessuologo può essere di supporto, sempre in parallelo e mai in alternativa al parere medico.
"Gentile paziente, la ringrazio per la domanda. Il fenomeno che riferisce è piuttosto comune: farmaci come il Ramipril (un antipertensivo) e le statine come il Totalip possono talvolta influenzare la funzione erettile e la libido, sia per l'azione diretta sui vasi sanguigni che per l'impatto biochimico.
Tuttavia, è possibile intervenire con successo senza compromettere la sua salute cardiovascolare.
Potremmo analizzare se la difficoltà sia legata esclusivamente al farmaco o se sia subentrata una componente di ansia da prestazione che amplifica il problema, valuteremo insieme se suggerire al suo medico un aggiustamento della terapia o se integrare soluzioni specifiche per sostenere la funzione sessuale.
Se avesse piacere mi contatti pure.
Un saluto
Tuttavia, è possibile intervenire con successo senza compromettere la sua salute cardiovascolare.
Potremmo analizzare se la difficoltà sia legata esclusivamente al farmaco o se sia subentrata una componente di ansia da prestazione che amplifica il problema, valuteremo insieme se suggerire al suo medico un aggiustamento della terapia o se integrare soluzioni specifiche per sostenere la funzione sessuale.
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