Salve gentili Urologi il giorno 2 gennaio pomeriggio in preda ad intensi dolori a livello addominal
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Salve gentili Urologi
il giorno 2 gennaio pomeriggio in preda ad intensi dolori a livello addominale intestinale, la notte precedente febbre 38.3 poi calata; praticamente non riuscivo ad andare di corpo se non in modo esiguo e con sforzo, e neppure ad urinale (tra l'altro soffro di prostata ingrossata e prendo Terazoisina e Dutasteride), una tribolazione e alle 2 di notte mi sono deciso ad andare al Pronto Soccorso, mi hanno levato 1 litro e passa di urina, lì nella Triage mi hanno messo CV 14 e 1100 ml urine normocromiche, e fatto diverse analisi e indagato cuore, respiro, test Covid, intestino (me lo hanno manovrato, tutto nella norma) e alle 5 e mezzo del mattino mi hanno inviato a casa con catetere che toglierò domani 7 gennaio.
Tra le varie cose hanno scritto:
Ritenzione urinaria acuta e infezione vie urinare.
Prendere antibiotico 500 mg due cp al giorno per sette giorni, di Ciprofloxacina.
Tra 4 - 5 giorni rimozione catetere vescicale.
Sono rimasto spiacevolmente sorpreso quando l'infermiera mi ha detto che mi mandavano
a casa col catetere; io le ho risposto che pensavo che me lo avrebbero levato, e lei mi ha risposto "No e poi se ha altro blocco?" .
Mi piacerebbe capire bene il senso di lasciare il catetere (certo non dubito di ciò che mi ha riferito lì'infermiera). cioè è la norma lasciarlo 4 - 5 giorni in questi casi?
Poi segnalerei un fatto, nell'urina del catetere, che è limpida chiara paglierina, ma osservandola, ogni tanto ( ne ho visti 3 o 4) vedo come dei "grumi" rossatri, non so neppure come chiamarli, dei filamenti, o forse frustoli, insomma tipo come delle bucce di pomodoro raggrumate di qualche mm, cosa potrebbero essere? sono dei pezzettini di prostata o di vescica che si staccano?? mi piacerebbe avere una idea di ciò che potrebbero essere.
Grazie
il giorno 2 gennaio pomeriggio in preda ad intensi dolori a livello addominale intestinale, la notte precedente febbre 38.3 poi calata; praticamente non riuscivo ad andare di corpo se non in modo esiguo e con sforzo, e neppure ad urinale (tra l'altro soffro di prostata ingrossata e prendo Terazoisina e Dutasteride), una tribolazione e alle 2 di notte mi sono deciso ad andare al Pronto Soccorso, mi hanno levato 1 litro e passa di urina, lì nella Triage mi hanno messo CV 14 e 1100 ml urine normocromiche, e fatto diverse analisi e indagato cuore, respiro, test Covid, intestino (me lo hanno manovrato, tutto nella norma) e alle 5 e mezzo del mattino mi hanno inviato a casa con catetere che toglierò domani 7 gennaio.
Tra le varie cose hanno scritto:
Ritenzione urinaria acuta e infezione vie urinare.
Prendere antibiotico 500 mg due cp al giorno per sette giorni, di Ciprofloxacina.
Tra 4 - 5 giorni rimozione catetere vescicale.
Sono rimasto spiacevolmente sorpreso quando l'infermiera mi ha detto che mi mandavano
a casa col catetere; io le ho risposto che pensavo che me lo avrebbero levato, e lei mi ha risposto "No e poi se ha altro blocco?" .
Mi piacerebbe capire bene il senso di lasciare il catetere (certo non dubito di ciò che mi ha riferito lì'infermiera). cioè è la norma lasciarlo 4 - 5 giorni in questi casi?
Poi segnalerei un fatto, nell'urina del catetere, che è limpida chiara paglierina, ma osservandola, ogni tanto ( ne ho visti 3 o 4) vedo come dei "grumi" rossatri, non so neppure come chiamarli, dei filamenti, o forse frustoli, insomma tipo come delle bucce di pomodoro raggrumate di qualche mm, cosa potrebbero essere? sono dei pezzettini di prostata o di vescica che si staccano?? mi piacerebbe avere una idea di ciò che potrebbero essere.
Grazie
E' evidente che una possibile iperattivazione infiammatoria pelvico-prostatica abbia generato il blocco minzionale in ragione di una ulteriore rigonfiamento della prostata. La terapia d'urgenza svolta è assolutamente corretta, ma dubito fortemente che sarà rimuovibile il catetere senza prima svolgere una attenta valutazione del quadro pelvico-prostatico. Possibile che sia da lasciare sino alla esecuzione dell'intervento di disostruzione/riduzione che allo stato non è più rinviabile. Quanto osserva nelle urine è derivato da eventi di sanguinamento dettati dal quador in essere e va altresì attentamente valutato lo stato della via urinaria alta. Sarà l'urologo che la sta seguendo, ma anche un latro a cui si rivolgerà; che dovrà decidere la strategia da adottare.
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