Salve gentili dottori, da un paio di anni ho un problema che riguarda la fame, prima di proseguire c

24 risposte
Salve gentili dottori, da un paio di anni ho un problema che riguarda la fame, prima di proseguire ci tengo a dire che sono da sempre una ragazza (ho 25 anni) normopeso, non ho mai sofferto di nessun tipo di disturbo dell'alimentazione, ho sempre seguito un alimentazione varia, cercando di essere il più possibile salutare, anche se non mi lascio sfuggire un pò di cibo spazzatura, dicevo da un paio d'anni mi succede di fare un pasto completo (in cui non mancano proteine, carboidrati, grassi, vitamine ecc.), che sia a colazione, pranzo o cena, e di avvertire un senso di vuoto con annessi rumori subito nemmeno 2 ore, a volte 1 ora e mezza, la sensazione è quella di avvertire una fame estrema, come se non mangiassi da una vita. Questo sintomo mi crea disagio soprattutto quando c'è silenzio e sono con le altre persone. Vi volevo chiedere se è un problema d'ansia o se mi dovrei preoccupare e in caso che esami fare?
Di cosa potrebbe trattarsi?
Dr. Davide Livio
Psicologo, Psicoterapeuta
Rho
Buongiorno, potrebbe essere come da lei ipotizzato un problema di ansia ma prima di avventurarsi in possibili soluzioni, le suggerisco di effettuare un colloquio con uno psicoterapeuta.
in bocca al lupo!
D.L.

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, Mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Ritengo importante che, in prima battuta, rivolga la questione al medico al fine di poter avere informazioni utili dal punto di vista organico; comunque, ritengo sia per lei importante intraprendere un percorso psicologico al fine di indagare le cause, origini ed i fattori di mantenimento del sintomo di disagio che presenta onde evitare che la situazione possa irrigidirsi e trovare e strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Ilaria Rasi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, potrebbe prima di tutto rivolgere questa domanda ad un nutrizionista per verificare le abitudini alimentari e programmare un piano strutturato sulla sua persona. Qualora il problema continuasse a persistere allora potrebbe contattare uno psicologo. Risponderle in merito alla possibilità che riguardi l'ansia è difficile poiché mancano informazioni per contestualizzare quello che le succede. Un saluto
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, rivolga questa domanda prima di tutto al suo nutrizionista. Inoltre, che rapporto ha con l’ansia? Potrebbe comprendere alcune cose con un percorso psicologico.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Il cibo attiva tante compensazioni. Sarebbe utile indagare sulle cause che hanno scatenato questo senso di vuoto che le fanno venire questa fame che definisce estrema. Parla anche di ansia, è sempre stato un suo problema? Si l'ansia e l'angoscia possono dare queste reazioni. Se volesse indagare da un punto di vista psicologico le consiglio un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla a fare chiarezza su ciò che può essere all'origine del suo problema, se vuole indagare a livello organico ne parli col suo medico. Distinti saluti
Dott.ssa Laura Pacati
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, sarebbe interessante se potesse dire qualcosa di più su quello che lei definisce un "problema che riguarda la fame".
Cordiali saluti,
Laura Pacati
Dott.ssa Carlotta Vittoria Cerioli
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Cara Utente, le consiglio di approfondire innanzitutto con l'aiuto di un medico per escluderne la natura organica. Qualora il problema dovesse persistere consiglierei di intraprendere un percorso psicologico al fine di comprendere meglio le cause di tale disagio in modo tale da fornirne gli strumenti per fronteggiare la difficoltà.
Rimango a disposizione,
Dott.ssa Cerioli
Dott.ssa Georgia Silvi
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Gentile utente,
Le cause di quello che descrive possono essere molte. Potrebbe anche trattarsi di un disturbo ansioso, quindi bisognerebbe avere qualche dettaglio in più per poterle fornire una risposta precisa.
Comunque per una difficoltà di questo tipo è molto indicato un percorso di psicoterapia.
Se desiderasse avere ulteriori informazioni non esiti a contattarmi in privato, sarò lieta di risponderle.
Un cordiale saluto, dott.ssa Georgia Silvi
Dott.ssa Violetta Molteni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Cesena
Cara ragazza, le suggerisco di parlarne con il suo medico di base anche per farsi spiegare meglio come funziona il metabolismo, come varia la digestione in base a cosa mangiamo, come varia la glicemia, cosa può aumentare la necessità di calorie. L'ansia potrebbe influire sulla digestione, ma tantissime altre cose influiscono.
resto a disposizione
Dr.ssa Violetta Molteni
Dott.ssa Paola Tucci
Psicologo
Roma
Buongiorno,
mi dispiace per la situazione di disagio che sta vivendo.
Prima di tutto le consiglio di contattare un nutrizionista per verificare le abitudini alimentari, successivamente potrà valutare se approfondire eventuali implicazioni psicologiche.
Resto a disposizione.
Un saluto dott.ssa Paola Tucci
Dott. Diego Corti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Como
Buongiorno, oltre a quanto giustamente suggerito dai colleghi per ciò che concerne la parte nutrizionale, mi pare che, sul versante psicologico, lei stessa abbia già in parte circoscritto il problema. Le consiglio di fissare una seduta conoscitiva con un collega per esplorare meglio il tema e decidere, eventualmente, se intraprendere un percorso psicologico o psicoterapeutico. Un caro saluto. DC
Dott.ssa Mariarosaria Russo
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Castellammare di Stabia
Salve, premesso che bisognerebbe considerare e indagare quanto mangia, cosa mangia, quanto brucia in termini di energie giornaliere e come reagisce quando sente di avvertire un senso di vuoto e una fame estrema, potrebbe rivolgersi al medico di base per un primo confronto e per escludere un eventuale problema di tipo organico. Esclusi tutti i più probabili problemi di tipo organico, se la situazione dovesse comunque continuare a causarle un disagio potrebbe essere indicato uno specialista per aiutarla a sentirsi più serena.
Cordiali saluti
Dr.ssa Mariarosaria Russo
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Gentile Signora la sua nota pur mettendo in luce degli elementi degni di una maggiore attenzione non fornisce una serie di indicazioni che consentono di fornirle una risposa esauriente. Pertanto è sicuramente utile rimettere ordine in questo insieme di elementi escludendo prima gli eventuali fattori organici attraverso un controllo medico e in caso di risultati negativi dirigere l'attenzione verso i fattori di ordine psicologico. La sua ipotesi di una problematica di tipo emotivo o ansiosa sembra possibile ma mancano alcuni elementi che lei non indica nella sua richiesta e pertanto si tratta solo di una ipotesi da verificare attraverso un consulto con uno psicoterapeuta. Certo è molto interessante il fatto che lei nota questo sintomo solo quando è in compagnia - silenziosa come se la compagnia - rumorosa non le crei questi tipo di comportamento, come stare insieme risvegli qualche suo desiderio che si esprime in questo modo, ma le ripeto questa è solo una ipotesi da verificare. Un cordiale saluto
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Gentile Utente, mi dispiace per il disagio che sta vivendo. Come suggerito dai colleghi, è opportuno che ponga la stessa domanda ad un medico. Al contempo, è importante tenere in considerazione la sua stessa intuizione relativa all'ansia e se volesse, potrebbe farlo con un adeguato supporto psicologico. Resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti o approfondimenti. Dott.ssa Valentina Cecchi
Dott. Claudio Cucina
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, avere fame come lei stassa può intuire può avere diverse cause, e al fine di escludere possibili cause organiche rivolgerei in prima battuta il suo quesito al suo medico di base. Il fatto che lei metta in relazione la sua fame con l'ansia mi fa pensare che forse lei avverta un qualche tipo di disagio e che potrebbe sentirsi in ansia, magari accentuata in situazioni sociali. Questo aspetto potrebbe approfondirlo chiedendo un colloquio con uno psicologo e verificando la necessità o meno di prendersi uno spazio in cui esporre meglio i suoi timori.
Un saluto.
Claudio Cucina
Salve, ho letto ora la sua richiesta. Quello che mi sorge spontanea consigliarle è innanzitutto rivolgersi al suo medico di paese e fare dei controlli in merito, successivamente sarebbe opportuno per lei poter intraprendere degli incontri psicologici per poterne comprende le cause e trovare le giuste strategie di Problem solving.
Per qualche altra informazione sono a sua disposizione
Dott.ssa Martina Cecconi
Buongiorno gentile utente la ringrazio per aver posto il suo quesito.
In prima battuta indagherei con l'aiuto del suo medico curante la sua salute a livello fisico, magari con esami del sangue specifici. In questo modo avrà la certezza del suo stato di salute sul piano fisico. Qualora fosse tutto nei parametri potrebbe pensare di farsi aiutare da un professionista psicologico/a per indagare disagi sul piano psicologico/emotivo e approfondire così ogni aspetto.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cordialmente, Dottoressa Monica Pesenti
Dott.ssa Elisa Fedriga
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Iseo
Buongiorno, concordo con i colleghi sul parlarne con il medico di case e aggiungo: ha mai provato a notare che sensazioni prova prima, durante e dopo l il pasto?
Dott. Massimiliano Trossello
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Leinì
Buongiorno. Sono d'accordo con i colleghi nel ritenere prioritario il consulto medico per avere più chiara la situazione internistica. In seguito prenderei eventualmente in considerazione il parere di uno specialista psicologo.

Saluti

MT
Dott.ssa Elisa Taverniti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, la questione da lei posta credo possa orientare la riflessione rispetto alla sensazione di vuoto che non è fisico ma interiore. In alcuni casi il cibo può rappresentare un rifugio nei confronti di emozioni e stati d animo non facilmente riconoscibili. La psicoterapia può esserle sicuramente utile per esplorare le dinamiche inconsce legate al rapporto con il cibo. Rimango a sua disposizione
Cordialmente
Dottoressa Elisa Taverniti
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Dott.ssa Elisa Del Greco
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile Utente,
è difficile dare una risposta considerando gli elementi da Lei descritti.
Le consiglierei di fare una visita dal suo medico e poi eventualmente un consulto psicologico.
Un caro Saluto
Dr.ssa Elisa Del Greco
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, condivido gran parte delle osservazioni fatte dai colleghi, sottolineando l’importanza di un approccio professionale che si basi su una comprensione profonda e non giudicante del vissuto del paziente.

Cordiali saluti

Dottor Mauro Vargiu
Dott.ssa Rita Anastasi
Psicologo, Psicologo clinico
Rizziconi
Capisco perfettamente il disagio che provi: quella sensazione di "vuoto" che compare quando il corpo dovrebbe essere sazio è frustrante, quasi come se ci fosse un cortocircuito tra lo stomaco e la testa. Il fatto che questo accada soprattutto in contesti sociali o di silenzio aggiunge un carico di ansia che, paradossalmente, può peggiorare il sintomo stesso.A 25 anni, con una storia di alimentazione equilibrata e normopeso, ci sono diversi elementi da valutare.Prima di parlare di ansia, è corretto capire se il tuo corpo sta processando il cibo in modo troppo rapido o anomalo.A volte, anche mangiando bene, il corpo può avere dei piccoli picchi di insulina che abbassano troppo velocemente gli zuccheri nel sangue, causando quella "fame estrema" improvvisa (ipoglicemia reattiva).Un metabolismo particolarmente attivo può accelerare i tempi di svuotamento gastrico.Spesso il "bruciore" o il vuoto gastrico vengono scambiati per fame, ma sono in realtà segnali di un'irritazione della mucosa dello stomaco.Se gli esami risulteranno negativi, entra in gioco la psicologia. Quello che descrivi somiglia molto a un sintomo somatico legato all'iper-allerta.In psicologia, lo stomaco è il luogo dove "digeriamo" non solo il cibo, ma anche le emozioni. Un senso di vuoto che arriva dopo un pasto completo può essere la manifestazione di un’ansia sottostante che non riesce a essere espressa a parole e "urla" attraverso i morsi della fame.Il fatto che il disagio aumenti quando sei con gli altri e c'è silenzio suggerisce che la tua attenzione sia focalizzata sul controllo del tuo corpo. Questa "iper-vigilanza" fa sì che tu senta ogni minimo movimento intestinale come un boato, innescando un circolo vizioso: senti il rumore -> provi imbarazzo -> l'ansia aumenta -> lo stomaco si contrae ulteriormente.Gestire questa situazione da soli è difficile perché la "fame estrema" spaventa e spinge a mangiare di nuovo o a isolarsi per evitare figuracce.Lavoro per aiutare le persone a decodificare i segnali del corpo. Posso aiutarti a distinguere la fame reale da quella emotiva e quindi imparare a riconoscere quando il tuo stomaco ha bisogno di nutrienti e quando invece ha bisogno di essere rassicurato.Lavorare sul perché il giudizio degli altri e il silenzio ti portino a "somatizzare" in questo modo specifico.Ripristinare l'ascolto corporeo e smettere di vivere lo stomaco come un nemico rumoroso e tornare a sentirlo come una parte di te che, in questo momento, sta solo cercando di dirti qualcosa che va oltre il cibo.Non c'è nulla di "sbagliato" in te, c'è solo un equilibrio da ritrovare.

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