Salve, è da tempo immemore ormai che ho un problema quando cominciò ad agitarmi oppure vado in ansia

Salve, è da tempo immemore ormai che ho un problema quando cominciò ad agitarmi oppure vado in ansia comincio a ridere senza motivo e vado avanti così per un po' di tempo tipo 10 Min. Fino ad oggi non mi è sembrato un problema ma oggi è successa una cosa strana ho litigato con mia madre ed ho cominciato a ridere mentre lei mi parlava e poi Non ho smesso per mezz'ora ho provato a fermarmi e ci riuscivo solo che dopo neanche un minuto ricominciavo senza motivo ora non so cosa possa significare magari non è niente e sbaglio però vorrei un parere più esperto. Potreste aiutarmi? Vi ringrazio

25 risposte


Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico per indagare cause origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo sia importante avere ulteriori informazioni al fine di poter comprendere il significato del sintomo e poter rispondere in maniera esaustiva alla sua richiesta. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL

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Salve, sono d’accordo col collega, servirebbero ulteriori informazioni per poterle dare una risposta esaustiva. Ha pensato a un consulto psicologico? Buona giornata. Dott. Fiori


Salve. Ridere può essere un modo per scaricare la tensione. Poiché è irrefrenabile, valuti la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico che può aiutarla a comprendere le cause della tensione e ansia che scatenano la risata, a elaborare il vissuto emotivo collegato alla situazione e a canalizzare le emozioni nella giusta direzione. Distinti saluti


buon pomeriggio, posso comprendere che possa sentirsi confuso/a rispetto a quanto le è accaduto. Potrebbe essere utile iniziare un percorso psicologico dove attraverso il confronto con un professionista può riflettere su quanto accaduto, sui vissuti emotivi collegati e magari comprendere meglio eventuali aspetti che hanno innescato ciò. Resto a disposizione se dovesse aver bisogno di maggiori informazioni. Saluti dott.ssa G.Labriola


Gentile, un consulto con un professionista potrebbe giovarle: in primo luogo sarà utile escludere cause neurobiologiche. Nel suo caso però, ridere potrebbe rappresentare un meccanismo di difesa. A volte la nostra mente, nelle sue parti più profonde, ci sorprende con reazioni che razionalmente non ci si aspetta di avere. Parlarne con un professionista potrebbe essere un buon modo per indagare i fattori che causano questa reazione, trasversalmente a diverse situazioni, così come quelli che favoriscono il suo mantenimento nel tempo. A disposizione per ulteriori chiarimenti. Cari saluti


Chissà che significati attribuisce inconsciamente a ciò che scatena questa reazione...con un percorso psicoterapeutico potrebbe scoprirlo molto probabilmente e, di conseguenza, trovare un modo per starci meglio


Buona sera gentile utente, l'argomento che ci riporta è molto delicato. La risata può avere un significato particolare, è un sintomo che lei una per dire qualcos'altro e per definire le relazioni (ad esempio con la mamma). Le consiglio di contattare uno psicoterapeuta per approfondire questi comportamenti, i quali necessitano della giusta attenzione. Resto a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Chiara De Battisti


Non è possibile darle una risposta netta, sia perché disponiamo di pochi elementi, sia perché gli elementi di cui disponiamo sono comunque mediati dalla sua attenzione selettiva e interpretazione causale. Le suggerisco di richiedere un colloquio di consulenza in modo da permettere al professionista di sondare il suo vissuto avvalendosi di tante altre domande che potranno fornire un quadro esauriente, preciso, mirato della sua situazione. Cordialmente, dott.ssa Mgf


Buongiorno, potrebbe fornire maggiori dettagli, grazie. MT


Salve la situazione che descrive nella sua nota merita sicuramente una maggiore attenzione. Pertanto un consulto con uno psicoterapeuta può essere una buona possibilità. Un cordiale saluto


Gentile Utente, sta vivendo una situazione davvero particolare, e si capisce che le crei un vero disagio. Sono d'accordo con i colleghi e le colleghe che le hanno già risposto: questo sintomo merita attenzione e le consiglio di consultare uno psicoterapeuta per approfondire. con i migliori aguri, dr. Ventura


Salve, mi dispiace per situazione difficile che sta vivendo. Ritengo sia opportuno indagare il suo vissuto con un psicoterapeuta, che la aiuti ad ascoltarsi e capire. Cordialmente, Dott.ssa Valentina Maccioni


Gentile utente, pare che la risata sia un modo che ha di "sopravvivere" a situazioni di forte tensione. Essendo diventato un peso, incomprensibile ed irrefrenabile, le suggerisco di approfondire la situazione alttraverso un percorso psicoterapeutico. Un caro saluto


Gentile utente, la sua risata sembra essere una difesa da emozioni molto intense che altrimenti dovrebbe sperimentare in maniera più angosciante. Ovviamente questa è solo una ipotesi, che andrebbe invece discussa insieme a Lei. Un saluto. LM


Buongiorno, da quel che leggo sembra essere una situazione che va approfondita. Se ci riflette bene la sua reazione non è congrua con una situazione di rabbia o litigio. Andrebbe fatto un percorso di valutazione ed esplorazione della dinamica per cercare di capire meglio questa sua reazione. Cordiali saluti, Dottor Dario Corteggiano.


Salve, sicuramente la reazione che descrive, di ridere quando si sente in ansia è abbastanza particolare. Dice però anche che fin ora non l'ha vissuto come un problema. forse lo aiutava a incanalare il disaggio e cosi sentiva sollievo. Mi chiedo perché nella situazione con la madre è diventato un problema invece. Comunque, se questa condizione non la vive come un problema, non è che per forza ce bisogno di fare qualcosa. se invece vuole trovare vie più adatte per affrontare la sua ansia e forse anche guardare le cause di questa reazione ansiosa, un percorso terapeutico potrebbe aiutare.


Salve, mi spiace molto per la situazione descritta. Ridere potrebbe essere un modo per scaricare la tensione. Ritengo comunque utile intraprendere un percorso psicologico al fine di elaborare pensieri e le emozioni connessi alla situazione descritta e trovare strategie utili per fronteggiarla. Se sceglierà di affidarsi ad un professionista, io faccio anche consulti online, resto a disposizione, Dott.ssa G.Mangano


Buonasera, in effetti può sembrare strano ed insolito ridere in momenti di tensione e ansia ma in realtà la risata in tali situazioni può essere una risposta automatica di fuga dalla situazione spiacevole. E’ come un istinto (protettivo) ad evitare una circostanza che fa soffrire. Credo che un supporto psicologico possa aiutarla a gestire emotivamente le situazioni problematiche rendendola più tranquilla e pronta ad esprimere, in quei momenti, la reale emozione sta provando. Se vuole sono a disposizione. Cari saluti, dott.ssa Alessia Arpino


Gentile utente, è comprensibile che lei si senta preoccupato per questo comportamento di ridere in momenti di ansia o conflitto. Ci tengo a sottolineare però che il fatto che riconosca che questa reazione si manifesta in risposta a stati di agitazione è già segno di una buona capacità di analisi. Tuttavia, se lo desidera, con l'aiuto di un professionista, potrebbe andare ancora più in profondità per esplorare più a fondo le emozioni che si nascondono dietro a questo comportamento, che sembra essere un modo per evitare di affrontare altre difficoltà o per difendersi da situazioni emotivamente intense. Questo percorso di esplorazione può aiutarla a riconoscere le radici del suo comportamento e a non essere più in balia delle sue emozioni. Se desidera ulteriori informazioni o chiarimenti non esiti a contattarmi. Un caro saluto, VZ.


Gentile utente, la sua descrizione del comportamento di ridere in situazioni di ansia o agitazione è un aspetto interessante e merita un’attenzione particolare. La risa, in questi contesti, può funzionare come una sorta di meccanismo di difesa di fronte a emozioni intense, specie quando si tratta di conflitti interpersonali o situazioni di stress. È possibile che la sua reazione incomprensibile rappresenti un modo per alleviare la tensione interna, una sorta di scorciatoia che la sua mente ha sviluppato per far fronte a momenti difficili. Ciò che può sembrare strano o fuori luogo può in realtà essere una manifestazione inconscia di ansia o una risposta alla frustrazione. È utile esplorare immagini e sentimenti legati a questo comportamento, cercando di capire cosa rappresenta per lei in quel momento. Anche se oggi non ha percepito il comportamento come problematico, potrebbe diventare tale se interferisce con le relazioni o il suo benessere. Un percorso di supporto con uno psicologo potrebbe offrirle un contesto sicuro per esplorare queste reazioni e lavorare su strategie per affrontare l'ansia in modi più adattivi. Se desidera discutere ulteriormente di questi aspetti e ricevere supporto, non esiti a contattarmi. Troverà uno spazio di profondo ascolto e sostegno senza giudizio. Cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.


La sua reazione di ridere durante momenti di ansia potrebbe essere legata a una risata nervosa, che spesso si manifesta quando ci si trova in situazioni di stress, imbarazzo o disagio. Questo fenomeno è una risposta involontaria a emozioni difficili da gestire. Sebbene non sempre rappresenti un problema, la persistenza e l'intensità di questa risposta, come nel caso che ha descritto, potrebbe suggerire la necessità di approfondire il suo significato. Potrebbe essere utile consultare un professionista per esplorare meglio la situazione e trovare strategie efficaci per gestire l'ansia in modo più funzionale.


Gentile utente, il comportamento che descrive, in cui comincia a ridere in momenti di ansia o stress, potrebbe essere una sua risposta emotiva alle situazioni di tensione. Il ridere in modo incontrollabile può, a volte, essere un meccanismo di difesa o una risposta involontaria a emozioni intense, come ansia, frustrazione o stress. Se il disagio che le genera la sua risposta di "risata incontrollata" (che deduco dal suo descriverla come un problema), inizia ad essere importante, le consiglio di rivolgersi ad un* professionista per esplorare insieme qual è la funzione che ha per lei la sua risposta di risata e per poter trovare insieme modi di gestire quelle situazioni che le generino meno disagio.


Gentile utente, la risata incontrollata in situazioni di forte tensione o ansia non è rara: può essere una reazione nervosa del corpo, un modo involontario per scaricare l’attivazione emotiva e l’adrenalina. In altre parole, il suo organismo trova nella risata una valvola di sfogo, anche se la situazione non ha nulla di divertente. Quando il sistema nervoso è in uno stato di forte attivazione, può manifestare reazioni “incongrue” come pianto o riso improvvisi: non sono un segnale di pazzia o perdita di controllo, ma di sovraccarico emotivo. Tuttavia, se questa risposta diventa molto frequente o prolungata (come nel caso che descrive), può indicare che la tensione emotiva non trova altre vie per essere espressa o regolata. Le consiglio di: Annotare in quali situazioni accade (litigi, discussioni, momenti di stress, ecc.) per comprendere meglio i contesti scatenanti; Allenarsi a riconoscere i segnali fisici dell’ansia prima che diventi troppo intensa, ad esempio con esercizi di respirazione o grounding; Confrontarsi con uno psicologo, che possa aiutarla a individuare strategie più funzionali per gestire le emozioni e prevenire il manifestarsi di queste risposte automatiche. In alcuni casi, se la risata involontaria dura a lungo o compare in contesti diversi da quelli ansiosi, è consigliabile anche un controllo medico o neurologico, solo per escludere altre cause fisiologiche. Il fatto che lei se ne renda conto e cerchi di capire cosa succede è già un passo importante verso una maggiore consapevolezza e regolazione emotiva. Dott.ssa Sara Petroni

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Buonasera, da ciò che descrive emerge un elemento importante: quando si attiva uno stato emotivo intenso – agitazione, ansia, rabbia – compare in modo quasi automatico il riso. Lei stessa ha già colto il collegamento tra l’emozione e la reazione. Non è raro che emozioni percepite come difficili da tollerare (come la rabbia, la tensione o il conflitto) vengano “trasformate” in una risposta diversa, ad esempio il sorriso o la risata. Il riso, in questi casi, può avere una funzione di regolazione: smorza l’intensità, alleggerisce, prende distanza dall’emozione o dalla scena. È una modalità che spesso nasce come strategia difensiva e, in alcuni contesti, può anche essere stata utile. Il fatto che l’episodio recente sia durato più a lungo e che lei abbia percepito una difficoltà nel fermarlo potrebbe indicare che l’attivazione emotiva fosse particolarmente intensa. Quando l’ansia è alta, il corpo può “scaricare” la tensione in modi che non sempre risultano congrui con la situazione. Senza voler trarre conclusioni affrettate, sarebbe però importante andare più a fondo rispetto a questa modalità di gestione emotiva. Anche se il riso può avere una funzione protettiva, quando diventa incongruente rispetto a ciò che si prova rischia di “silenziare” una parte significativa di sé — ad esempio la rabbia, il bisogno di essere ascoltati, la frustrazione — rendendo più difficile esprimersi in modo efficace e rispettoso dei propri bisogni. Se questi episodi dovessero ripetersi o crearle disagio, potrebbe essere utile confrontarsi con uno psicologo, per comprendere meglio cosa accade dentro di lei in quei momenti e trovare modalità più funzionali di regolazione emotiva. Intanto può provare, quando sente che sta per accadere, a portare attenzione al corpo (respiro lento e profondo, piedi ben appoggiati a terra, nominare mentalmente l’emozione che sta provando: “ora sono arrabbiata”, “ora sono in ansia”). Dare un nome all’emozione spesso aiuta a ridurne l’intensità. Resto a disposizione, un saluto. Chiara


Salve, da ciò che descrive emerge un aspetto molto interessante: la risata, almeno in alcune circostanze, sembra comparire non quando si sente sereno o divertito, ma proprio quando prova tensione, agitazione, imbarazzo, rabbia o ansia. Questo può risultare molto confondente sia per chi lo vive sia per chi osserva la situazione dall'esterno, perché la risata viene spontaneamente associata alla felicità, mentre in realtà le emozioni umane sono molto più complesse. In una prospettiva cognitivo comportamentale, spesso non ci si concentra soltanto sul comportamento che appare in superficie, ma sul contesto in cui compare. Nel suo racconto, infatti, la risata sembra manifestarsi in momenti emotivamente intensi, come durante un litigio con sua madre o quando si sente particolarmente agitato. In alcuni casi può accadere che il nostro organismo reagisca a una forte attivazione emotiva attraverso comportamenti che sembrano paradossali. C'è chi si blocca, chi piange, chi diventa irritabile e chi, invece, ride. Non necessariamente perché trovi la situazione divertente, ma perché il corpo e la mente stanno cercando di gestire un livello elevato di tensione. Mi colpisce il fatto che lei riferisca di aver provato a fermarsi e di esserci riuscito solo temporaneamente, per poi ricominciare poco dopo. Questo suggerisce che non si tratti di una scelta volontaria o di una mancanza di rispetto verso sua madre, ma di qualcosa che in quel momento appare difficile da controllare. Immagino anche il disagio che può aver provato nel rendersi conto che la reazione continuava nonostante il tentativo di interromperla. Un altro elemento importante è che racconta come questo fenomeno sia presente da molto tempo. Questo invita a chiedersi non tanto "cosa significa questa risata?", quanto "in quali situazioni compare?", "quali emozioni la precedono?", "cosa teme o cosa sta vivendo in quei momenti?". Molto spesso, dietro un comportamento apparentemente inspiegabile, esistono schemi emotivi e modalità di funzionamento che diventano più chiari quando vengono osservati con attenzione. Per questo motivo eviterei interpretazioni affrettate o conclusioni drastiche. Dal suo racconto non è possibile stabilire il significato preciso di ciò che accade. Tuttavia, il fatto che questa modalità stia iniziando a crearle difficoltà nelle relazioni e che la lasci perplesso merita sicuramente attenzione e approfondimento. Credo che potrebbe esserle molto utile confrontarsi con uno psicologo, preferibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale. Non perché ci sia necessariamente qualcosa di grave, ma perché un percorso di questo tipo consentirebbe di comprendere meglio il legame tra le situazioni che vive, le emozioni che prova, i pensieri che le attraversano la mente e questa particolare risposta comportamentale. Spesso il beneficio iniziale non consiste nel "eliminare il sintomo", ma nel capirne il funzionamento e il motivo per cui si presenta proprio in certi momenti. Il fatto che oggi l'episodio sia durato più a lungo del solito sembra essere stato il campanello d'allarme che l'ha portata a interrogarsi su ciò che sta accadendo. A volte proprio questi momenti diventano un'occasione preziosa per conoscersi meglio e comprendere aspetti di sé che fino a quel momento erano rimasti sullo sfondo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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