Salve, dopo un colpo di frusta 2 anni fa, ho riportato microfrattura del dente dell’epistrofeo e les

Salve, dopo un colpo di frusta 2 anni fa, ho riportato microfrattura del dente dell’epistrofeo e lesione del legamento alare di dx, non diagnosticati, tutto scoperto dopo mesi di vertigini e dolori all’occipite, al massetere dx, ai trapezi. Non mi hanno fatto mettere il collare. Ho sviluppato una contrattura antalgica e lesioni distrattive, che adesso sono diventate fibrosi dei paravertebrali profondi e del triangolo di tillaux di destra. No ernie, canale midollare integro. Fisioterapia fatta e tanta e ancora ne faccio, il dolore è cronico da 2 anni, i muscoli sono così rigidi e deboli che non riesco più a stare seduta senza poggiare la testa. Cosa posso fare? È una condizione ormai irreversibile?

4 risposte


Salve, Il corpo umano reagisce ad una condizione di parziale instabilità post traumatica come è nel suo caso attraverso un maggiore reclutamento muscolare che da un lato è funzionale dall'altro nel tempo può portare a dolorose contratture, limitazione funzionale, cefalea e vertigini. L' approccio più indicato in questi casi è un corretto trattamento manuale per ridurre lo stato tensivo e migliorare i movimenti fisiologici, abbinato a degli esercizi che vadano a rinforzare la muscolatura profonda riducendo il carico sui muscoli più superficiali che sono quelli da cui poi scaturisce il dolore. Allo stato dell'arte questa rappresenta la terapia migliore per la condizione descritta.

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Salve, concordo con il collega, il corpo conserva una memoria del trauma e tutta la sua muscolatura cervicale è ormai in disfunzione. Attraverso un buon trattamento manuale di release miofasciale a livello dei muscoli suboccipitali e spleni del collo in associazione al trattamento della muscolatura paravertebrale mediante tecnica interventistica (dry o wet needling) si fornisce uno stimolo controirritativo sul segmento interessato ottenendo un release profondo del sistema tonico-posturale. Questi trattamenti associati hanno effetto anche sulle vertigini. E’ importante capire inoltre che tipo di terapia riabilitativa ha già fatto? Ha associato terapia fisica? Se si, di che tipo?


Salve! In aggiunta a quanto riportato sopra dal collega, Le suggerisco di sottoporsi a valutazione medica anche nell'ottica di una terapia farmacologica per il dolore cronico. Cordiali saluti!


Concordo coi colleghi. La cronicizzazione del quadro spesso prevede un approccio terapeutico multidisciplinare, non raramente associando farmaci e/o agopuntura con pratiche fisioterapiche sia manuali che con tp fisiche. Può giovare applicazione locale di calore (ha provato i cerotti specifici?). Meglio se l'inquadramento e l'evoluzione della sua situazione vengano seguiti da un fisiatra per valutare di volta in volta come orientare la terapia. Buona giornata!

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