Salve chiedo un informazione se possibile ragazzo con poblemi ad avere un linguaggio scurrile e un p

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Salve chiedo un informazione se possibile ragazzo con poblemi ad avere un linguaggio scurrile e un po volgare non capendo la gravità di quello che fa alcune volte perche preso alla leggera cambia ogni secondo lavoro non mantiene amici durature e non ha amici scherza dalla mattina alla sera e inventa pure storie per far seguire e ammirare e si vede diverso dagli altri oltre ad una disabilità intellettiva per il resto ragiona vorrei jn consiglio vostro, potreste darmi un parere? ha da poco ha fatto questa visita psichiatrica ma non capisco la diagnosi del comportamento visto che cene sono tante grazie vi allego relazione

Dall'anamnesi, dal colloquio e dalla documentazione inviatami in precedenza si evidenziano segni e sintomi tali da far porre la diagnosi di: "Ritardo Mentale Moderato secondo test di WAIS-IV associato a disturbi comportamentali e immaturità affettiva".
Dal colloquio, così come dalla presa visione degli indici del test WAIS-IV somministrato in data 25/08/2024, si evidenziano difficoltà nel ragionamento sulle informazioni precedentemente apprese, ha difficoltà a sviluppare, nella propria mente, una rappresentazione visiva di un concetto complesso e articolato per cui gli risulta più semplice la rappresentazione di concetti semplici ed elementari. Non risulta in grado di individuare le caratteristiche implicite alla base di un problema specifico o di un gruppo di osservazioni e non è in grado di ragionare a partire da elementi specifici od osservazioni per arrivare a regole generali o ad ampie generalizzazioni. È compromessa la MDL per cui si evidenziano difficoltà e lentezza nell'elaborare informazioni per brevi periodi di tempo in attività cognitive continue. Di conseguenza, emergono difficoltà nel calcolo matematico, nello svolgere compiti semplici, disturbi dell'attenzione e della concentrazione.

Ha una scarsa consapevolezza delle norme sociali e un forte sentimento di inferiorità (vorrebbe essere come gli altri).
Il funzionamento adattativo è insufficiente se non supportato da facilitatori soprattutto nell'area delle capacità sociali/interpersonali. Anche il funzionamento lavorativo è compromesso
Dott.ssa Enrica Garibaldi
Psicologo, Neuropsicologo, Sessuologo
Catania
Buongiorno, da quanto descrive e dalla relazione che riporta, emerge un quadro clinico complesso, nel quale sono presenti una disabilità intellettiva di grado moderato e una componente di immaturità affettiva e comportamentale.
Il linguaggio scurrile, l’incapacità di cogliere la gravità delle proprie azioni, la tendenza a inventare storie o a cercare costantemente l’attenzione, così come la difficoltà nel mantenere rapporti amicali o lavorativi stabili, possono essere manifestazioni secondarie alla limitata consapevolezza di sé e alle difficoltà cognitive e sociali tipiche del ritardo mentale moderato.
In questi casi è fondamentale un intervento multidisciplinare che includa:
un percorso psicoeducativo e riabilitativo volto a potenziare le competenze sociali e comunicative;
un supporto psicoterapeutico o di counseling individuale o familiare, per favorire una maggiore comprensione dei comportamenti e gestire la frustrazione e l’impulsività;
la possibilità di coinvolgere servizi di integrazione lavorativa protetta o centri diurni, per garantire un ambiente strutturato e supportivo.
È importante inoltre che la famiglia o le figure di riferimento ricevano indicazioni psicoeducative su come gestire la comunicazione e i comportamenti problematici, per evitare rinforzi involontari.
La diagnosi riportata (“Ritardo mentale moderato associato a disturbi comportamentali e immaturità affettiva”) spiega in modo coerente la maggior parte dei comportamenti descritti. Tuttavia, per orientare un intervento mirato, sarebbe utile una valutazione funzionale più approfondita, che analizzi le aree di forza e di debolezza, così da definire un progetto riabilitativo personalizzato.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti o per un colloquio di approfondimento.

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Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Capisco quanto possa essere delicato leggere una relazione così strutturata e cercare di darle un significato concreto nella vita quotidiana di vostro figlio. Provo a tradurla in modo semplice e rassicurante.

Quella diagnosi indica che siamo di fronte a un funzionamento cognitivo che richiede supporto stabile. Il ragazzo ha difficoltà nel comprendere pienamente le conseguenze dei propri comportamenti, nel seguire regole non scritte della relazione sociale, nel mantenere l’attenzione e nel ragionamento più complesso. Questo spiega il linguaggio volgare, lo scherzare continuo, la tendenza a inventare storie per sentirsi accettato, i cambi lavorativi e la fatica a creare amicizie stabili. Non è “cattiveria”, né mancanza di volontà: è un modo di funzionare che ha bisogno di guida, contenimento e strategie specifiche.

La parte emotiva è altrettanto importante. Quando lui sovrasta gli altri con battute, storie inventate o atteggiamenti provocatori, spesso sta cercando un modo per sentirsi “al livello degli altri”, per colmare quel senso di diversità e inferiorità che percepisce. È un modo un po’ immaturo, ma per lui funziona nel breve periodo per non sentirsi escluso. Non sempre ha la consapevolezza dell'impatto che certe parole o atteggiamenti hanno sugli altri, e questo va insegnato con calma, coerenza e strumenti pratici, non solo rimproveri.

In questi casi il lavoro migliore è integrato: supporto psicoeducativo per lui, training sulle abilità sociali e comunicative, lavoro sulla regolazione emotiva e supporto alla famiglia su come impostare limiti chiari e modalità comunicative efficaci. Un percorso di gruppo per abilità sociali o un laboratorio educativo possono fare davvero la differenza, perché osservare e praticare comportamenti sociali adattivi con coetanei è molto più efficace che solo parlarne.

Non siete soli e non c’è nulla di “sbagliato” nel cercare aiuto strutturato. Con il giusto supporto molti ragazzi come lui imparano a muoversi nel mondo con maggiore sicurezza, a contenere i comportamenti inadeguati e a costruire relazioni più stabili.
Saluti
Dott. Lauro Quadrana
Neuropsicologo, Neuropsichiatra infantile, Psicoterapeuta
Roma
salve, legga qui: lauroquadrana.it. eseguo in ospedale terapie di stimolazione cognitiva non invasiva (neuromodulazione)
Dott. Michele Scalese
Psicologo, Neuropsicologo
Galatina
Buongiorno,
dalla descrizione che fornisce e dal contenuto della relazione psichiatrica, il quadro delineato è piuttosto chiaro: il ragazzo presenta **un ritardo mentale moderato**, secondo la classificazione clinica, **associato a difficoltà comportamentali e a una marcata immaturità affettiva**.

In termini pratici, questo significa che la persona in questione ha **limitate capacità di ragionamento astratto**, difficoltà nel mantenere l’attenzione e nel comprendere pienamente le conseguenze dei propri comportamenti. Il linguaggio scurrile, la tendenza a inventare storie o a cercare attenzione, così come l’incapacità di mantenere relazioni o lavori stabili, **non sono solo segni di “maleducazione” o superficialità**, ma rappresentano **manifestazioni di una fragilità cognitiva ed emotiva strutturale**.

Queste persone, pur essendo spesso capaci di comprendere il mondo intorno a loro in modo concreto e immediato, **faticano a modulare il comportamento in funzione del contesto** e a valutare l’impatto delle proprie azioni sugli altri.
L’immaturità affettiva, inoltre, li porta a vivere le relazioni in modo infantile, oscillando tra il bisogno di approvazione e la difficoltà a gestire frustrazioni o limiti.

In questi casi è fondamentale **un intervento psicoeducativo continuativo**, volto a:

* insegnare gradualmente le norme sociali e comportamentali;
* favorire la consapevolezza emotiva e il controllo degli impulsi;
* rafforzare le competenze relazionali e lavorative, possibilmente in contesti protetti o mediati.

È importante, quindi, che il ragazzo sia **seguito da un’équipe multidisciplinare** (neuropsichiatra, psicologo, educatore professionale) e che l’ambiente familiare mantenga **un atteggiamento fermo ma comprensivo**, evitando giudizi moralistici e privilegiando interventi coerenti e strutturati.


Dott. Ivan De lucia
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Ovada
Buonasera,
dalla relazione che riporta emerge un quadro compatibile con una disabilità intellettiva moderata, associata a difficoltà di regolazione emotiva e sociale. Questo significa che il ragazzo ha un funzionamento cognitivo più lento e concreto rispetto alla media, con ridotte capacità di astrazione e di comprensione delle conseguenze sociali dei propri comportamenti. Le espressioni scurrili, la tendenza a inventare storie o a cercare attenzione possono essere modi immaturi per sentirsi accettato o per compensare un senso di diversità o di inferiorità.

In questi casi è molto utile un percorso educativo e psicologico integrato, che aiuti la persona a sviluppare maggiore consapevolezza delle proprie emozioni, a rafforzare le abilità sociali e a imparare modalità più adeguate per relazionarsi e comunicare. Un intervento basato su tecniche cognitivo-comportamentali adattate al livello di comprensione può favorire miglioramenti significativi nel comportamento e nella qualità della vita.

Resto disponibile, anche online, per un confronto più approfondito su come impostare un percorso di sostegno personalizzato e strutturato.
Un caro saluto,
Dott. Ivan De Lucia
Dott.ssa Irene Testa
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Canelli
Buongiorno, rispetto alle difficoltà del ragazzo che Lei ha descritto, sarebbe utile rivolgersi ai Colleghi specialisti che hanno effettuato la valutazione per poter aiutare al meglio il ragazzo nella gestione delle sue difficoltà.
Buon proseguimento di giornata,
IT

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