Salve,cari medici. Mi sono interessata ad un uomo che ha dimostrato fin da subito il tipico pattern

4 risposte
Salve,cari medici. Mi sono interessata ad un uomo che ha dimostrato fin da subito il tipico pattern di attaccamento evitante. Io da parte mia ho un profilo con tratti narcisistici,sono passionale inquieta molto intuitiva ed anche " bisognosa" . Cioè in pratica lui non si fa sentire ed io gli debba cavare le parole di bocca e ciò non mi appaga come donna mi frustra e mi confonde. Cosa debbo fare e quanto tempo dovrei aspettare per una valutazione abbastanza sicura della situazione e dunque della decisione da prendere? Grazie
Dott.ssa Jessica Ceccherini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentile Utente, Buongiorno,
da ciò che descrive emerge una dinamica relazionale che può effettivamente risultare molto frustrante e confondente, soprattutto quando i bisogni di vicinanza e conferma incontrano una modalità più distante e ritirata dell’altro.

È importante sottolineare che, al di là delle etichette (attaccamento evitante, tratti narcisistici), ciò che conta è come Lei si sente dentro questa relazione: non appagata, in attesa, costretta a “tirare fuori” l’altro. Questi segnali meritano ascolto.

Più che stabilire un tempo “giusto” da aspettare, può essere utile interrogarsi su quanto questa modalità sia sostenibile per Lei e su quali bisogni emotivi stiano rimanendo insoddisfatti. Spesso, in queste situazioni, la difficoltà non è solo capire l’altro, ma comprendere cosa spinge a restare in una relazione che genera sofferenza.

Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni affettivi, sui suoi schemi relazionali e su cosa desidera davvero da una relazione, così da poter prendere una decisione più consapevole e rispettosa di sé.

Cordiali Saluti
Dr.ssa Jessica Ceccherini

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Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Cara signora,
sicuramente la relazione tra una persona evitante e una bisognosa risulta alquanto squilibrata e sfibrante e tende a creare un loop continuo disfunzionale: più lui scappa più lei lo cerca e più lei lo cerca più lui scappa.
Dovrebbe chiedersi quindi quanto è disponibile a rimanere in una storia che la sta mettendo così in difficoltà. Le consiglierei di intraprendere un percorso di terapia per andare a indagare se questo schema lo ritrova anche in altre situazioni relazionali del suo passato o nella famiglia di origine. Le auguro di ritrovare presto la sua serenità.
Gentile utente, da una prospettiva clinica è utile spostare l’attenzione dal “profilo” dell’altro alla qualità della dinamica che si è instaurata. Quando l’interazione è caratterizzata da asimmetria di investimento, scarsità di comunicazione e attivazione costante dell’attesa, il rischio è che la relazione venga mantenuta più dalla tensione che da una reale reciprocità. Più che chiedersi quanto aspettare che l’altro cambi, può essere più funzionale interrogarsi su quanto questa modalità sia compatibile con i suoi bisogni affettivi e relazionali. Un tempo di osservazione limitato e intenzionale — alcune settimane, non mesi — è generalmente sufficiente per valutare se, a fronte di una posizione chiara e autentica da parte sua, vi sia una capacità di risposta e di incontro dall’altra parte. Se la dinamica resta invariata e continua a generare confusione e frustrazione, questo dato è già clinicamente significativo e può orientare una scelta di tutela di sé, senza ulteriori attese riparative. Un caro saluto
Dott.ssa Denise Cavalieri
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Ravenna
Gentile Signora, la chiarezza con cui definisce i vostri profili è un ottimo punto di partenza, ma sembra che questa consapevolezza 'tecnica' non la stia aiutando a stare meglio.
Lei descrive una dinamica di inseguimento e fuga: più lei sente il bisogno di 'cavargli le parole di bocca' per nutrire la sua passionalità, più lui, probabilmente per paura dell'invasione, fa un passo indietro.
Questo incastro non è solo frustrante, è un corto circuito emotivo.
Ecco alcuni spunti fenomenologici per lei:
Osservi il suo 'bisogno': Quando lui non si fa sentire, cosa accade nel suo corpo? Quell'inquietudine che prova è un segnale. Invece di proiettarla su di lui cercando di cambiarlo, provi a 'stare' con quel vuoto. Cosa le sta dicendo di lei quel silenzio?
La trappola della valutazione: Lei chiede quanto tempo aspettare per una decisione.
In realtà, la decisione non dipende da una 'scadenza', ma dalla sua soglia di tolleranza. Se oggi il modo di esserci di quest'uomo la confonde e non l'appaga, questa è già la sua realtà.
Aspettare che lui cambi natura è spesso un'illusione che alimenta il tratto narcisistico di voler 'vincere' una sfida impossibile.
Sposti il focus: Invece di chiedersi 'quando lui cambierà?', provi a chiedersi: 'Perché scelgo un partner che non risponde ai miei bisogni?'.
Spesso ci sentiamo attratti da chi non c'è perché quel rifiuto è un terreno che conosciamo bene, anche se ci fa soffrire.
La decisione sicura non arriverà da un comportamento di lui, ma dal momento in cui lei deciderà che il suo benessere vale più del tentativo di 'conquistare' un evitante.
Ne parli nel suo spazio terapeutico, concentrandosi non su 'cosa fa lui', ma su cosa sente lei in questo 'qui e ora' fatto di attese."
Spero che questa risposta possa aiutarla a riportare l'attenzione su Lei stessa.
Con affetto Denise

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