Salve a tutti, sono qui per porvi una domanda riguardo l'infezione da HIV. 3 settimane fa ho avuto u
Salve a tutti, sono qui per porvi una domanda riguardo l'infezione da HIV. 3 settimane fa ho avuto un rapporto non protetto, e sia io che questo ragazzo siamo negativi (dopo il rapporto con me ha effettuato un test che si compra in farmacia e ha dato esito negativo, e a gennaio ha fatto il sierologico che ha dato il medesimo risultato, inoltre non aveva rapporti sessuali da gennaio, quindi il test effettuato era al di fuori del cosiddetto periodo finestra). Nonostante la negatività non mi sento del tutto tranquillo, e vorrei capire quali sono i sintomi che potrebbero mettere in allarme all'inizio riguardo un'ipotetica infezione. Potreste darmi dei chiarimenti?
4 risposte
Caro utente, le informazioni che lei ha riportato non fanno presagire una eventuale infezione. Attenzione però a non sottovalutare le sue idee e le sue paure relative alla contraccezione visto che sembra mostrare disagio e ansia rispetto ad eventuali malattie sessualmente trasmissibili.
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Gentile utente, i sintomi sono aspecifici, spesso simili a un'influenza, a volte invece si è del tutto asintomatici. L'esito negativo da voi effettuato dovrebbe tranquillizzarvi, per sicurezza potete ripetere il test a 100 giorni. La prossima volta le consiglio di utilizzare le giuste precauzioni. Cordialmente Dottor Mauro Vargiu
Capisco la tua preoccupazione, ed è del tutto normale voler approfondire la questione per sentirsi più sicuri. Da un punto di vista razionale, i dati che riporti indicano che il rischio di trasmissione dell’HIV nel tuo caso è estremamente basso, se non nullo. Il test del tuo partner era fuori dal periodo finestra e ha dato esito negativo, quindi non c’era una fonte di contagio nota.Tuttavia, il timore che provi suggerisce un aspetto interessante: a volte, l’ansia legata alla salute può generare dubbi persistenti, anche di fronte a dati rassicuranti. Questo è un punto importante, perché spesso la paura dell’HIV non è solo legata al virus in sé, ma anche alle rappresentazioni mentali che ne abbiamo, alle nostre credenze sulla sessualità e al bisogno di controllo sulle incognite della vita. La chiave per affrontare la questione è duplice: da un lato, fare riferimento ai dati scientifici e ai test diagnostici per avere certezze oggettive; dall’altro, esplorare come mai questo episodio ha attivato in te un’ansia che persiste nonostante le informazioni rassicuranti. Ti invito a riflettere: cosa rappresenta per te questa paura? È solo legata al rischio reale o tocca anche aspetti più profondi, come la fiducia in te stesso, nel partner, o il modo in cui vivi la sessualità? Se senti che l’ansia continua a tormentarti, potrebbe essere utile esplorarla in un percorso terapeutico, non solo per superare questa situazione specifica, ma anche per comprendere meglio il tuo rapporto con la paura e il controllo. Per ulteriori info resto a tua disposizione paolo satriano
Buongiorno, le linee guida indicano che, per una corretta diagnosi della malattia, occorre eseguire un test ad un mese dall'esposizione al rischio da confermare dopo tre mesi. Quindi, dato che in entrambi i casi lei è risultato negativo, bisognerebbe indagare la natura del malessere che porta. Le consiglio di consultare, a tal proposito, il suo medico di medicina generale per decidere con lui quali accertamenti sarebbero utili. La ringrazio per il suo interrogativo e le auguro buona giornata. Dott.ssa Silvia Sorà
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