Salve a tutti, circa un anno fa, 3 giugno 2025, ho riportato una lesione al collaterale mediale inte

Salve a tutti, circa un anno fa, 3 giugno 2025, ho riportato una lesione al collaterale mediale interno, con leggero interessamento del menisco e del PAPE, e un importante edema osseo sul condilo femorale tibiale esterno. Dopo aver fatto tutta la prassi di riabilitazione ritorno ad allenarmi al campo dopo 5 mesi, al primo saltello prendo una storta che mi fa stare fermo altri 2 mesi più per paura credo che per altro, considerato che gonfiore e dolore sono svaniti dopo 4-5 giorni. Rientro quasi a pieno regime a febbraio/marzo, giusto in tempo per una partita. In un episodio recente capita che sempre con un saltello ( non stavo facendo una partita, stavamo giocando così in maniera banale in una mangiata) sento dolore e subito riecco gonfiore. Ah, specifico che la lesione era di 2/3 grado, ma per il mio fisioterapista di fiducia invece il collaterale era rotto completamente. Comunque, adesso faccio un’altra visita dove mi viene detto che il mio ginocchio è molto instabile, internamente non tiene per niente, mi viene CALDAMENTE sconsigliato di giocare in queste condizioni, e mi viene raccomandato di informarmi su tecnica PRP, solo che tutti quelli a cui ho chiesto mi dicono che dopo 1 anno è molto difficile sistemare le cose, e che ci vorrebbe un intervento chirurgico isolato al collaterale. Qualcuno mi sa dire qualche pensiero? Ovvio che così non si capisca molto, ho cercato di spiegare il meglio possibile

1 risposta


Buongiorno, da quanto descrive, il dato più importante non è tanto il singolo episodio di dolore o gonfiore, quanto il fatto che, a distanza di circa un anno dal trauma, durante la visita le sia stata riscontrata una significativa instabilità del compartimento mediale del ginocchio. Se il legamento collaterale mediale è effettivamente guarito in modo insufficiente o presenta una lassità residua importante, è possibile che il ginocchio continui a cedere durante cambi di direzione, salti o attività sportive, predisponendo a nuovi episodi traumatici. In questi casi il PRP può talvolta essere proposto come trattamento biologico per alcune lesioni legamentose, ma quando esiste una vera instabilità meccanica cronica a distanza di un anno dall'infortunio, i risultati sono generalmente meno prevedibili. Il PRP non è in grado di "ricostruire" un legamento che sia guarito in posizione non corretta o che presenti una marcata insufficienza strutturale. Prima di prendere qualsiasi decisione terapeutica, ritengo fondamentale eseguire una nuova valutazione specialistica con un chirurgo del ginocchio, correlandola a una risonanza magnetica aggiornata e a un accurato esame clinico. Talvolta l'instabilità mediale cronica può associarsi anche a lesioni residue di altre strutture stabilizzatrici, che meritano di essere valutate nel loro insieme. Se viene confermata una significativa instabilità mediale e il desiderio è quello di tornare a praticare sport con salti, cambi di direzione e contatto, il trattamento chirurgico ricostruttivo può effettivamente entrare in considerazione. Al contrario, se la lassità è modesta e il problema principale è la debolezza muscolare o la scarsa fiducia nel ginocchio, può esserci ancora spazio per un percorso riabilitativo mirato. Il consiglio è quindi di non basare la scelta sul solo PRP o sulle opinioni raccolte informalmente, ma di ottenere una diagnosi precisa dell'entità dell'instabilità attuale. È proprio questo elemento che permette di capire se il problema sia ancora trattabile in modo conservativo o se una ricostruzione legamentosa possa offrire maggiori garanzie di stabilità e ritorno allo sport. Cordiali saluti.

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