Questo è il quadro clinico in ordine cronologico da quando ero piccolo: Avevo cifosi, scoliosi, pie
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Questo è il quadro clinico in ordine cronologico da quando ero piccolo:
Avevo cifosi, scoliosi, piedi piatti, quindi ho messo il busto, il plantare, l’apparecchio e poi bite (poi li tolsi tutti).
Ho le gambe a X (e dolore ginocchia).
Ultimamente mi sono operato al polso sx rotto, allo scafoide.
Ho frenulo corto lingua (mi hanno detto che potrebbe incidere).
Ultimamente mi è stato rimosso un dente devitalizzato male.
Detto questo ho fatto una visita fisiatrica che mi ha consigliato un plantare. 2 osteopati mi hanno consigliato il bite e non il plantare. Detto questo, ho fatto il plantare ma non trovo beneficio. nell’ultimo periodo ho dolori ricorrenti soprattuto alla schiena, spesso mi bloccavo quando ero tanto tempo seduto(studio all’università) e al ginocchio destro in particolare ma ad entrambi in generale. Ho deciso quindi di andare dall’osteopata, la quale mi ha suggerito che probabilmente i plantari non stanno funzionando bene. Ho avuto tanti input da tanti professionisti, mi trovo un po’ spaesato in questi momento.
-dolore schiena e ginocchia
-plantare ma non noto miglioramenti
Avevo cifosi, scoliosi, piedi piatti, quindi ho messo il busto, il plantare, l’apparecchio e poi bite (poi li tolsi tutti).
Ho le gambe a X (e dolore ginocchia).
Ultimamente mi sono operato al polso sx rotto, allo scafoide.
Ho frenulo corto lingua (mi hanno detto che potrebbe incidere).
Ultimamente mi è stato rimosso un dente devitalizzato male.
Detto questo ho fatto una visita fisiatrica che mi ha consigliato un plantare. 2 osteopati mi hanno consigliato il bite e non il plantare. Detto questo, ho fatto il plantare ma non trovo beneficio. nell’ultimo periodo ho dolori ricorrenti soprattuto alla schiena, spesso mi bloccavo quando ero tanto tempo seduto(studio all’università) e al ginocchio destro in particolare ma ad entrambi in generale. Ho deciso quindi di andare dall’osteopata, la quale mi ha suggerito che probabilmente i plantari non stanno funzionando bene. Ho avuto tanti input da tanti professionisti, mi trovo un po’ spaesato in questi momento.
-dolore schiena e ginocchia
-plantare ma non noto miglioramenti
Grazie per aver descritto così chiaramente la sua storia clinica. Situazioni come la sua, con molti interventi diversi nel tempo e sintomi distribuiti su più distretti, richiedono un inquadramento fisiatrico unico, globale e ragionato, perché è normale sentirsi confusi dopo indicazioni differenti da più professionisti.
Da quanto descrive, posso solo offrirle ipotesi generali, senza finalità diagnostiche, perché online non è possibile eseguire un esame obiettivo.
In casi simili, le linee guida internazionali evidenziano alcuni punti chiave:
La presenza di scoliosi/cifosi giovanile, piedi piatti e ginocchia in valgo può predisporre a carichi non ottimali su rachide e articolazioni degli arti inferiori. Tuttavia, non sempre il plantare da solo risolve il problema: è solo uno strumento, funziona se inserito in un percorso globale.
I dolori lombari ricorrenti negli studenti sono spesso legati a ipomobilità, posture mantenute, riduzione del controllo del bacino e debolezza dei muscoli stabilizzatori. La correlazione con plantari o bite è possibile ma non è mai lineare: serve una valutazione funzionale.
Il ginocchio in valgo e i suoi sintomi richiedono normalmente una valutazione mirata su forza dell’anca, rotazioni femorali, allineamento dinamico, carico durante squat e camminata. Anche in questo caso il plantare aiuta solo se è realmente indicato e se associato a esercizi specifici.
La presenza di molti dispositivi nel tempo (bite, busti, plantari, apparecchi) suggerisce che nessuno di essi ha rappresentato da solo il fattore determinante: ciò rafforza la necessità di costruire una strategia terapeutica basata non sugli ausili, ma sulla funzione, sul movimento e su un esame clinico completo.
Il dato più importante è che plantare e bite non vanno “a tentativi”, ma vengono prescritti solo se la valutazione clinica ne chiarisce l’utilità reale. Il fatto che il plantare non le stia dando beneficio può semplicemente indicare che:
– non è il trattamento prioritario;
– non è calibrato sul suo pattern funzionale;
– manca un programma di esercizio terapeutico associato;
– il dolore ha origine da altre strutture (rachide, anca, controllo motorio, sovraccarico).
Per orientarsi in modo definitivo, è indicata una visita fisiatrica approfondita, con:
– analisi del movimento (cammino, squat, step-down);
– valutazione della colonna e del bacino;
– test funzionali per anca e ginocchio;
– eventuale ecografia muscolo-scheletrica;
– verifica dell’effettiva indicazione del plantare o di un eventuale bite.
Solo così si può definire una diagnosi funzionale chiara e stabilire se continuare con il plantare, modificarlo o abbandonarlo del tutto.
Se desidera, può prenotare una valutazione fisiatrica in studio o un consulto online, così da ricevere un orientamento preciso e finalmente coerente con la sua storia clinica.
Da quanto descrive, posso solo offrirle ipotesi generali, senza finalità diagnostiche, perché online non è possibile eseguire un esame obiettivo.
In casi simili, le linee guida internazionali evidenziano alcuni punti chiave:
La presenza di scoliosi/cifosi giovanile, piedi piatti e ginocchia in valgo può predisporre a carichi non ottimali su rachide e articolazioni degli arti inferiori. Tuttavia, non sempre il plantare da solo risolve il problema: è solo uno strumento, funziona se inserito in un percorso globale.
I dolori lombari ricorrenti negli studenti sono spesso legati a ipomobilità, posture mantenute, riduzione del controllo del bacino e debolezza dei muscoli stabilizzatori. La correlazione con plantari o bite è possibile ma non è mai lineare: serve una valutazione funzionale.
Il ginocchio in valgo e i suoi sintomi richiedono normalmente una valutazione mirata su forza dell’anca, rotazioni femorali, allineamento dinamico, carico durante squat e camminata. Anche in questo caso il plantare aiuta solo se è realmente indicato e se associato a esercizi specifici.
La presenza di molti dispositivi nel tempo (bite, busti, plantari, apparecchi) suggerisce che nessuno di essi ha rappresentato da solo il fattore determinante: ciò rafforza la necessità di costruire una strategia terapeutica basata non sugli ausili, ma sulla funzione, sul movimento e su un esame clinico completo.
Il dato più importante è che plantare e bite non vanno “a tentativi”, ma vengono prescritti solo se la valutazione clinica ne chiarisce l’utilità reale. Il fatto che il plantare non le stia dando beneficio può semplicemente indicare che:
– non è il trattamento prioritario;
– non è calibrato sul suo pattern funzionale;
– manca un programma di esercizio terapeutico associato;
– il dolore ha origine da altre strutture (rachide, anca, controllo motorio, sovraccarico).
Per orientarsi in modo definitivo, è indicata una visita fisiatrica approfondita, con:
– analisi del movimento (cammino, squat, step-down);
– valutazione della colonna e del bacino;
– test funzionali per anca e ginocchio;
– eventuale ecografia muscolo-scheletrica;
– verifica dell’effettiva indicazione del plantare o di un eventuale bite.
Solo così si può definire una diagnosi funzionale chiara e stabilire se continuare con il plantare, modificarlo o abbandonarlo del tutto.
Se desidera, può prenotare una valutazione fisiatrica in studio o un consulto online, così da ricevere un orientamento preciso e finalmente coerente con la sua storia clinica.
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Gentile paziente, la sua confusione è legittima: lei presenta un "sistema posturale complesso" dove bocca (denti/frenulo), schiena e piedi si influenzano a vicenda. Se il plantare da solo non basta, è molto probabile che la componente dominante sia mista, rendendo l'approccio solo ai piedi insufficiente. Più che collezionare pareri isolati, le serve un Medico Fisiatra esperto in Posturologia che faccia da "regista": serve una valutazione globale per stabilire la priorità tra Bite e Plantare (spesso servono entrambi, ma vanno calibrati insieme). Nel frattempo, per i dolori da studio, interrompa la posizione seduta ogni 45 minuti: la staticità è il peggior nemico per le sue ginocchia e la sua schiena. Un cordiale saluto.
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