Quale esame per indagare cause anemia post frattura collo omero? Buona sera La mia Mamma ha r
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Quale esame per indagare cause anemia post frattura collo omero?
Buona sera
La mia Mamma ha riportato circa 3 mesi fa una frattura scomposta del collo dell’omero pluriframmentaria non operata per età (88). Prima della frattura Mamma godeva di discrete condizioni generali, mentre in questi 3 mesi sta peggiorando in continuazione l’emoglobina (da 12 a 10), senza altre cause apparenti.
Quali esami fare?
Una Angio RM o una Angio tac, ad esempio?
Grazie
Buona sera
La mia Mamma ha riportato circa 3 mesi fa una frattura scomposta del collo dell’omero pluriframmentaria non operata per età (88). Prima della frattura Mamma godeva di discrete condizioni generali, mentre in questi 3 mesi sta peggiorando in continuazione l’emoglobina (da 12 a 10), senza altre cause apparenti.
Quali esami fare?
Una Angio RM o una Angio tac, ad esempio?
Grazie
Buona sera. Presumo che Lei sia preoccupato per una eventuale persistenza di sanguinamento correlato alla frattura.
L'anemia post frattura è più spesso legata al sanguinamento dall'osso (l'osso è molto vascolarizzato, specie in alcune sedi come "i colli chirurgici") e dai tessuti molli limitrofi e non a lesioni di grossi vasi adiacenti il focolaio di frattura, eventualità quest'ultima, rara, ma comunque possibile e che in genere determina anemizzazioni rapide. Il sanguinamento dall'osso è autolimitate: l'ematoma di frattura, in presenza di sufficiente stabilità meccanica, si organizza e così si arresta l'emorragia. A 88 anni il midollo osseo non è sufficientemente rapido nel rigenerare i globuli rossi che sono finiti nel suddetto ematoma, il persistere dell'anemia dopo tre mesi non è quindi inusuale a quest'età: l'anemia che era iniziata come emorragica, prosegue come iporigenerativa.
Altra possibilità, relativamente frequente nell'anziano, è che l'eventuale utilizzo farmaci per prevenire il tromboembolismo (eparine) abbia determinato sanguinamenti in altre sedi, più frequentemente nel tratto gastrointestinale.
Quale che ne sia la causa, essendo l'anemizzazione della sua mamma lenta (2 grammi in 3 mesi), prima di ricorrere ad esami invasivi e rischiosi come angio TC e angio RMN, bisogna determinare se l'anemia è iporigenerativa o emorragica e questo lo si fa con dei banali esami del sangue: monitoraggio dell'emocromo e dei reticolociti (utili questi ultimi per capire se il midollo osseo sta reagendo efficacemente all'anemia), eventualmente farei uno striscio ematico (l'esame microscopico delle emazie fornisce validi elementi sulla causa di anemia), controllerei assetto marziale e farei dosaggio folati e B12 per verificare eventuali carenze che nell'anziano sono latenti e diventano evidenti solo dopo un'emorragia.
Con questi esami qualunque medico è in grado di capire se c'è probabilità che esista ancora un sanguinamento attivo e se si tratti di un problema di insufficiente rigenerazione dei globuli rossi e, quindi, sarà anche in grado di impostare una terapia o proseguire nell'iter diagnostico.
Spero di esserle stato utile.
L'anemia post frattura è più spesso legata al sanguinamento dall'osso (l'osso è molto vascolarizzato, specie in alcune sedi come "i colli chirurgici") e dai tessuti molli limitrofi e non a lesioni di grossi vasi adiacenti il focolaio di frattura, eventualità quest'ultima, rara, ma comunque possibile e che in genere determina anemizzazioni rapide. Il sanguinamento dall'osso è autolimitate: l'ematoma di frattura, in presenza di sufficiente stabilità meccanica, si organizza e così si arresta l'emorragia. A 88 anni il midollo osseo non è sufficientemente rapido nel rigenerare i globuli rossi che sono finiti nel suddetto ematoma, il persistere dell'anemia dopo tre mesi non è quindi inusuale a quest'età: l'anemia che era iniziata come emorragica, prosegue come iporigenerativa.
Altra possibilità, relativamente frequente nell'anziano, è che l'eventuale utilizzo farmaci per prevenire il tromboembolismo (eparine) abbia determinato sanguinamenti in altre sedi, più frequentemente nel tratto gastrointestinale.
Quale che ne sia la causa, essendo l'anemizzazione della sua mamma lenta (2 grammi in 3 mesi), prima di ricorrere ad esami invasivi e rischiosi come angio TC e angio RMN, bisogna determinare se l'anemia è iporigenerativa o emorragica e questo lo si fa con dei banali esami del sangue: monitoraggio dell'emocromo e dei reticolociti (utili questi ultimi per capire se il midollo osseo sta reagendo efficacemente all'anemia), eventualmente farei uno striscio ematico (l'esame microscopico delle emazie fornisce validi elementi sulla causa di anemia), controllerei assetto marziale e farei dosaggio folati e B12 per verificare eventuali carenze che nell'anziano sono latenti e diventano evidenti solo dopo un'emorragia.
Con questi esami qualunque medico è in grado di capire se c'è probabilità che esista ancora un sanguinamento attivo e se si tratti di un problema di insufficiente rigenerazione dei globuli rossi e, quindi, sarà anche in grado di impostare una terapia o proseguire nell'iter diagnostico.
Spero di esserle stato utile.
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