Per risolvere il problema della cruralgia alla gamba destra che provoca dolore intenso quando cammin
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Per risolvere il problema della cruralgia alla gamba destra che provoca dolore intenso quando cammino al punto che dopo 10-15 minuti la gamba comincia a zoppicare. E' piu' utile sottoporsi a sedute di osteopatia (cosa che sto gia' facendo) oppure ad una seduta di chiropratica per risolvere in breve tempo il dolore? Dalla risonanza magnetica risulta una protusione discale L2-L3 ed L3-L4, con listesi L3-L4, conflitto radicolare L2-L3 destro e L3-L4 sinistro in stenosi mista.
Dopo 5 mesi di fisioterapia e sedute osteopatiche il dolore alla zona sinistra e' scomparso completamente, mentre ora lo stesso dolore si presenta nella zona di destra dove prima non avvertivo dolore.
Il neurochirurgo che mi ha visitato ha escluso categoricamente un intervento chirurgico.
Dopo 5 mesi di fisioterapia e sedute osteopatiche il dolore alla zona sinistra e' scomparso completamente, mentre ora lo stesso dolore si presenta nella zona di destra dove prima non avvertivo dolore.
Il neurochirurgo che mi ha visitato ha escluso categoricamente un intervento chirurgico.
Buongiorno, se in questo caso l'osteopatia non la sta aiutando proverei a cambiare approccio. Anche la chiropratica può aiutare in casi come il suo ma ci tengo a precisare che non è detto che la chiropratica le risolva in breve tempo il dolore. L'obiettivo della chiropratica è capire se effettivamente il problema deriva dal conflitto radicolare di L2-L3 o se ci sono altri fattori in gioco e di conseguenza lavorare sulla causa e non solo sul togliere il dolore.
Resto a disposizione,
Cordiali Saluti
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Salve, continui con la terapia che fin ora le ha dato benefici.
Cordiali saluti
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Buongiorno,
capisco perfettamente il disagio che sta vivendo, anche perché si tratta di una condizione piuttosto comune.
In media, problematiche come la cruralgia – se ben inquadrate – dovrebbero migliorare in modo significativo entro una decina di sedute. È importante valutare non solo il tratto lombare, ma anche la zona dorso-lombare e la cintura pelvica, che spesso possono essere coinvolte in un’irritazione radicolare con proiezione anteriore (come nel suo caso, sulla gamba). In questi casi, anche un esame come l’elettromiografia può essere utile per approfondire la diagnosi.
Cinque mesi di trattamento senza una risoluzione completa mi sembrano effettivamente tanti, a meno che non si tratti di un atleta professionista che ha dovuto continuare ad allenarsi. Detto questo, la sua descrizione è molto chiara, ma mancano ancora alcuni dati clinici importanti, quindi non posso esprimere un giudizio definitivo senza una visita diretta.
Tenga presente inoltre che oggi è molto comune riscontrare protrusioni discali alla risonanza magnetica anche in pazienti completamente asintomatici. Questo significa che la presenza di una protrusione non indica necessariamente che quella sia la causa reale del dolore.
In più, la cruralgia è spesso associata a parestesie o altri sintomi di tipo nervoso, che lei non ha menzionato. Questo lascia spazio all’ipotesi che si possa trattare anche di una disfunzione clinica di tipo meccanico, e non per forza di un quadro neurologico grave.
Il mio consiglio è di farsi valutare da un professionista qualificato che possa stabilire con precisione il ruolo delle disfunzioni biomeccaniche e strutturali nel suo caso specifico, così da impostare un trattamento mirato.
Resto a disposizione,
capisco perfettamente il disagio che sta vivendo, anche perché si tratta di una condizione piuttosto comune.
In media, problematiche come la cruralgia – se ben inquadrate – dovrebbero migliorare in modo significativo entro una decina di sedute. È importante valutare non solo il tratto lombare, ma anche la zona dorso-lombare e la cintura pelvica, che spesso possono essere coinvolte in un’irritazione radicolare con proiezione anteriore (come nel suo caso, sulla gamba). In questi casi, anche un esame come l’elettromiografia può essere utile per approfondire la diagnosi.
Cinque mesi di trattamento senza una risoluzione completa mi sembrano effettivamente tanti, a meno che non si tratti di un atleta professionista che ha dovuto continuare ad allenarsi. Detto questo, la sua descrizione è molto chiara, ma mancano ancora alcuni dati clinici importanti, quindi non posso esprimere un giudizio definitivo senza una visita diretta.
Tenga presente inoltre che oggi è molto comune riscontrare protrusioni discali alla risonanza magnetica anche in pazienti completamente asintomatici. Questo significa che la presenza di una protrusione non indica necessariamente che quella sia la causa reale del dolore.
In più, la cruralgia è spesso associata a parestesie o altri sintomi di tipo nervoso, che lei non ha menzionato. Questo lascia spazio all’ipotesi che si possa trattare anche di una disfunzione clinica di tipo meccanico, e non per forza di un quadro neurologico grave.
Il mio consiglio è di farsi valutare da un professionista qualificato che possa stabilire con precisione il ruolo delle disfunzioni biomeccaniche e strutturali nel suo caso specifico, così da impostare un trattamento mirato.
Resto a disposizione,
Buonasera, grazie per aver condiviso in modo così dettagliato la sua situazione. Dal quadro descritto, emerge una cruralgia destra secondaria a un conflitto radicolare L2-L3 e L3-L4, in presenza di protrusioni discali, stenosi mista e listesi. Il fatto che il dolore sinistro sia completamente risolto dopo fisioterapia e osteopatia è un segnale positivo: significa che il tessuto neurale e i distretti coinvolti rispondono bene alla terapia conservativa.
Sull’efficacia tra osteopatia e chiropratica:
• L’osteopatia agisce con tecniche di normalizzazione fasciale, articolare e viscerale, spesso con approccio più dolce e progressivo, e sembra aver già dato buoni risultati su un lato.
• La chiropratica può essere utile nel riequilibrio vertebrale, ma le manipolazioni ad alta velocità (HVLA) non sono sempre indicate in presenza di listesi, stenosi e conflitti radicolari attivi, poiché potrebbero provocare una riacutizzazione del dolore o una risposta eccessiva.
Cosa può essere più utile in questo momento:
1. Continuare con un approccio osteopatico/fisioterapico combinato, mirato specificamente al lato destro.
2. Integrare con esercizi di neurodinamica, decompressione posturale, e rinforzo progressivo, sempre sotto controllo.
3. Considerare, se il dolore persiste e limita la deambulazione, una valutazione per eventuale infiltrazione selettiva (es. cortisonica o con ozono) sotto guida TAC o ecografica.
4. Monitorare l’evoluzione clinica: la zoppia indotta dal dolore è un segno di sofferenza funzionale, ma può regredire se trattata con continuità.
In sintesi:
• Al momento è più prudente proseguire con l’osteopatia, integrando eventualmente con approcci fisioterapici attivi.
• La manipolazione chiropratica non è controindicata in assoluto, ma va valutata con molta cautela nel suo caso, e solo se eseguita da professionisti con esperienza comprovata in problematiche vertebrali complesse.
• È positivo che il neurochirurgo abbia escluso l’intervento, ma resta importante non sottovalutare la progressione clinica del dolore e del passo.
Se lo desidera, posso aiutarla a individuare una strategia di esercizio mirata o suggerirle a chi rivolgersi per una valutazione complementare.
Un caro saluto, Denis
Sull’efficacia tra osteopatia e chiropratica:
• L’osteopatia agisce con tecniche di normalizzazione fasciale, articolare e viscerale, spesso con approccio più dolce e progressivo, e sembra aver già dato buoni risultati su un lato.
• La chiropratica può essere utile nel riequilibrio vertebrale, ma le manipolazioni ad alta velocità (HVLA) non sono sempre indicate in presenza di listesi, stenosi e conflitti radicolari attivi, poiché potrebbero provocare una riacutizzazione del dolore o una risposta eccessiva.
Cosa può essere più utile in questo momento:
1. Continuare con un approccio osteopatico/fisioterapico combinato, mirato specificamente al lato destro.
2. Integrare con esercizi di neurodinamica, decompressione posturale, e rinforzo progressivo, sempre sotto controllo.
3. Considerare, se il dolore persiste e limita la deambulazione, una valutazione per eventuale infiltrazione selettiva (es. cortisonica o con ozono) sotto guida TAC o ecografica.
4. Monitorare l’evoluzione clinica: la zoppia indotta dal dolore è un segno di sofferenza funzionale, ma può regredire se trattata con continuità.
In sintesi:
• Al momento è più prudente proseguire con l’osteopatia, integrando eventualmente con approcci fisioterapici attivi.
• La manipolazione chiropratica non è controindicata in assoluto, ma va valutata con molta cautela nel suo caso, e solo se eseguita da professionisti con esperienza comprovata in problematiche vertebrali complesse.
• È positivo che il neurochirurgo abbia escluso l’intervento, ma resta importante non sottovalutare la progressione clinica del dolore e del passo.
Se lo desidera, posso aiutarla a individuare una strategia di esercizio mirata o suggerirle a chi rivolgersi per una valutazione complementare.
Un caro saluto, Denis
Buongiorno,
la sua descrizione mostra un quadro complesso, ma è positivo che abbia già riscontrato miglioramenti dalla fisioterapia e dall’osteopatia. La cruralgia con dolore intenso e zoppia dopo pochi minuti di cammino è un segnale importante che richiede un’attenzione continua.
Osteopatia e chiropratica sono entrambe discipline manuali valide, ma con approcci differenti. L’osteopatia tende a lavorare in modo globale sul corpo, considerando anche gli aspetti viscerali e muscolari, mentre la chiropratica si concentra maggiormente sulla mobilità vertebrale e sulle disfunzioni articolari, con tecniche specifiche per decomprimere le radici nervose quando possibile.
Nel suo caso, con protusioni, listesi e conflitto radicolare, un trattamento chiropratico mirato potrebbe aiutare a migliorare la mobilità vertebrale e ridurre la compressione sulle radici nervose, potenzialmente favorendo un sollievo più rapido dal dolore sciatico.
Tuttavia, la cosa più importante è un percorso personalizzato e graduale, sempre sotto controllo medico, per evitare di aggravare la situazione. Se già segue un osteopata, potrebbe valutare con lui la possibilità di integrare o alternare il trattamento chiropratico, mantenendo sempre monitorata la sua condizione.
È incoraggiante che il neurochirurgo abbia escluso la necessità di un intervento, confermando la validità dell’approccio conservativo.
Resto a disposizione per ogni chiarimento.
Un saluto,
Dr. Filippo Gargiulo – Chiropratico
la sua descrizione mostra un quadro complesso, ma è positivo che abbia già riscontrato miglioramenti dalla fisioterapia e dall’osteopatia. La cruralgia con dolore intenso e zoppia dopo pochi minuti di cammino è un segnale importante che richiede un’attenzione continua.
Osteopatia e chiropratica sono entrambe discipline manuali valide, ma con approcci differenti. L’osteopatia tende a lavorare in modo globale sul corpo, considerando anche gli aspetti viscerali e muscolari, mentre la chiropratica si concentra maggiormente sulla mobilità vertebrale e sulle disfunzioni articolari, con tecniche specifiche per decomprimere le radici nervose quando possibile.
Nel suo caso, con protusioni, listesi e conflitto radicolare, un trattamento chiropratico mirato potrebbe aiutare a migliorare la mobilità vertebrale e ridurre la compressione sulle radici nervose, potenzialmente favorendo un sollievo più rapido dal dolore sciatico.
Tuttavia, la cosa più importante è un percorso personalizzato e graduale, sempre sotto controllo medico, per evitare di aggravare la situazione. Se già segue un osteopata, potrebbe valutare con lui la possibilità di integrare o alternare il trattamento chiropratico, mantenendo sempre monitorata la sua condizione.
È incoraggiante che il neurochirurgo abbia escluso la necessità di un intervento, confermando la validità dell’approccio conservativo.
Resto a disposizione per ogni chiarimento.
Un saluto,
Dr. Filippo Gargiulo – Chiropratico
Buongiorno, per mia esperienza le sarebbe più utile effettuare una radiografia di tutta la colonna e bacino per capire a fondo per quale motivo i dolori si presentano in sedi diverse in tempi diversi. Una analisi chiropratica può essere molto utile in questi casi sia per ridurre i sintomi sia per prevenire eventuali ricadute ma soprattutto per comprendere come sta funzionando la colonna vertebrale in questo momento. Spero di averla aiutata.
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