Operato per nevralgia cronica post-operatoria (dal 2008) nel gennaio 2020 di tripla neurectomia, rev

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Operato per nevralgia cronica post-operatoria (dal 2008) nel gennaio 2020 di tripla neurectomia, revisione inguinale anteriore, riparazione con protesi pre-peritoneale.. con risultato pessimo, dolore inguinale continuo con bruciore, esteso anche alla parte anteriore della coscia dx, dolore anche al minimo tocco. ad oggi i dolori ancora persistono continuamente e a volte aumentono di intensità. Terapia del dolore e farmaci vari senza alcun esito. Eseguita risonanza nel maggio 2020 :Si documentano fenomeni fibrocicatriziali con aspetto di tessuto di granulazione caratterizzato peraltro da enhancement disomogeneo dopo mdc del diametro assiale di circa 33x24 mm (dt x dap a disposizione peri neurale , che circonda il funicolo spermatico nella porzione più craniale del canale inguinale destro. Risonanza del maggio 2022 :Invariati per estensione, morfovolumetria e segnale gli esiti post chirurgici a dx caratterizzati da tessuto fibrocicatriziale, a segnale nettamente ipointenso in tutte le sequenze, privo di restrizione della diffusività e di impregnazione patologica dopo mdc, che circonda il legamento inguinale e i contorni del canale inguinale, e dal quale originano tralci fibrotici che si estrinsecano anteriormente nel tessuto adiposo sottocutaneo della parete addominale, nel contesto dei muscoli obliqui e retto di dx, e posteriormente nel contesto del tessuto adiposo omentale endoaddominale diretti in adiacenza a rami epigastrici e ai vasi iliaci esterni femorali e a meno di 7 mm dalla vescica. Vorrei sapere gentilmente se secondo il vostro parere ci sono speranze che i dolori che ho continuamente possano risolversi.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Una questione decisamente complessa legata ad una reazione fibroinfiammatoria di cicatrizzazione decisamente estesa e che evidentemente coinvolge e comprime fibre nervose sensoriali, da cui il dolore e la sua persistenza. Occorre vedere le immagini della RMI contestualmente alla valutazione clinica per cercare di delineare la situazione, nonché capire quanto ora sia stabilizzata o meno la reazione. Poi si potrà ragionare su e se come agire utilmente.

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