Non so se ho bisogno di un percorso psicologico o terapeutico. Premetto che ho frequentato un perco

Non so se ho bisogno di un percorso psicologico o terapeutico. Premetto che ho frequentato un percorso di 4 anni all'interno di una comunità dove praticavamo psicodramma. Sono 4 anni circa che ho terminato il percorso e vorrei riprendere un percorso di supporto, gestione rabbia e emotività fortissima. Cosa mi consigliate?

26 risposte


Buonasera, avendo lei familiarità con lo psicodramma la prima cosa che forse mi chiederei al suo posto è se vorrebbe intraprendere un intervento individuale o di gruppo. In ogni caso, una consulenza con uno psicologo potrebbe esserle d'aiuto per approfondire e contestualizzare meglio i suoi modi di sentirsi, mettendo a tema la rabbia di cui parla. In bocca al lupo! un saluto, dott.ssa AC

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Gentile utente, credo sia difficile darle una risposta con cosí pochi elementi. Arrivandomi una sua forte motivazione ad iniziare un percorso, mi sento di consigliarle di affidarsi ad un professionista (psicologo o psicoterapeuta) che le ispiri fiducia e che possa indirizzarla al meglio. Un caro saluto, Marcella


Salve. L'esperienza dello psicodramma l'ha probabilmente aiutata a vedere aspetti di sé stesso, ma chiaramente lei si è reso conto che non è stata risolutiva. Dunque la sua domanda appare motivata dalla ricerca di un percorso che la possa aiutare a comprendere le cause della sua rabbia e del suo malessere per giungere ad una risoluzione. Ne consegue che il percorso che lei sta cercando è di carattere psicoterapeutico e non di semplice supporto psicologico. Dunque la mia indicazione è di individuare uno psicoterapeuta che le ispiri fiducia ed intraprendere un percorso di psicoterapia, che data la sua esperienza con lo psicodramma, vedrei più di orientamento psicoanalitico/psicodinamico. Cordiali Saluti. Dott. Luca Legno


Gent.mo, generalmente nelle prime sedute con un nuovo paziente si effettua sempre una prima fase che è di consulenza, che serve allo psicologo e allo psicoterapeuta per raccogliere le informazioni necessarie a individuare il percorso di psicoterapia più adatto a lei. Quindi le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta e vedere, insieme a lui, se quel tipo di percorso può fare al caso suo. In bocca al lupo! Dott.ssa Elisa Paterlini


Gentile utente, ritengo che il livello di motivazione sia un buon punto di partenza e sicuramente un colloquio iniziale conoscitivo e di esplorazione potrà meglio inquadrare le ragioni della richiesta. Sono a disposizione se desidera contattarmi privatamente, un saluto


Gentile utente, ovviamente servono maggiori dettagli riguardo alla sua situazione emotiva e psicologica. Comunque può rivolgersi all'approccio cognitivo comportamentale il quale è un approccio che include il trattamento di un largo spettro di disturbi psicologici e di aspetti specifici come la gestione della rabbia e l'espressione forte dell'emotività. La maggior parte dei terapeuti fanno le sedute online per avere un primo inquadramento della problematica. Se dovesse avere bisogno di altri approfondimenti rimango in sua disposizione. Cordialmente Dott. Emiliano Tavanxhiu

Dott. Emiliano Tavanxhiu

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psicoterapeuta

Borgo San Lorenzo

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Un percorso terapeutico individuale è comunque un'esperienza utile e con una finalità diversa da esperienze di gruppo. Lei scrive "emotività fortissima". Non è certo facile gestire una tale intensità emotiva che ostacola la realizzazione dei progetti, le relazioni con le persone a cui teniamo, il rapporto con noi stessi, la solitudine, i distacchi e potrei continuare. La incoraggio quindi a intraprendere una psicoterapia, non esiti e non perda tempo!


Buongiorno, Avendo praticato lo psicodramma sicuramente ha avuto modo di approfondire alcune tematiche importanti e conoscere aspetti di lei importanti. Se attualmente sente il bisogno di intraprendere un percorso per incanalare meglio la rabbia allora ritengo che sia la cosa giusta. Se iniziare o no un percorso dipende solo da noi, nessuno può scegliere per noi perché saremo noi in prima persona a doverci mettere in gioco. Le auguro il meglio Dottoressa Ciacci Maria Noemi.


Gentilissimo, le consiglio di trovare un professionista con il quale si senta molto bene, e al quale si sente di affidarsi nella condivisione e nella scelta di un percorso. La prima fase dovrebbe essere di diagnosi, al fine di consigliarle al meglio come incanalare l'intervento e sfruttare al meglio le sue energie. Le porgo i miei più cordiali saluti. Dott. Davide Biagioni


Carissimo, È una buona idea riprendere un percorso di psicoterapia individuale. È importante che lei trovi un professionista da cui si senta accolto, ascoltato e capito e con cui si senta libero di poter condividere il suo sentire senza giudizio. Dott.ssa Maria Zulian


Buongiorno, Se ha difficoltà a gestire queste emozioni e trova che in questo periodo ne sta risentendo, forse sarebbe il caso di rimettersi in gioco. Io sono una psicologa specializzanda ad indirizzo cognitivo comportamentale, se decidesse di intraprendere un percorso individuale con me, o con colleghi dello stesso approccio, potrà lavorare sui suoi pensieri e comportamenti che probabilmente alimentano e/o mantengono le emozioni negative. Le emozioni che vengono vissute come negative non devono sparire, sono utili alle persone, è l'eccesso di queste che fa sì che diventino disfunzionali, solo per precisare. Mi rendo disponibile. Le porgo i miei cordiali saluti Dr.ssa Michela Bertarelli


Salve. Mi presento, sono la Dr.ssa Iris Mattera e due anni ho collaborato come psicologa al Policlinico Umberto I di Roma su pazienti con problematiche di dipendenza multipla. Da esperta nel settore, ho effettuato sessioni di psicodramma di gruppo e so bene l'importanza di questo tipo di esperienza quando si ha a che fare con le difficoltà che descrive. Purtroppo la rabbia e la gestione delle emozioni, sono sempre un tasto dolente e potrebbero essere aree su cui deve continuare a lavorare nel tempo. Tuttavia il suo percorso ha avuto delle evoluzioni nel tempo, quindi potrebbe sperimentare un setting nuovo, magari individuale e privato. Personalmente mi avvalgo di tecniche psicodrammatiche anche in terapia individuale, oltre che di tecniche metaforiche che lei ha sicuramente sperimentato in comunità. Per ulteriori informazioni può contattarmi privatamente. I miei auguri


Buongiorno penso che possa essere utile per lei intraprendere un percorso che le permetta di approfondire la conoscenza profonda di se stesso e delle sue dinamiche interne attraverso la quale acquisire consapevolezza circa il proprio attuale modo di reagire emotivamente. Da questa consapevolezza che si traduce in comprensione dell’origine e delle cause delle proprie reazioni ne conseguirà una capacità di ‘gestione’ ed ‘autoregolazione’ . Possono dunque fare al suo caso percorsi di psicoterapia psicoanalitica, psicodinamica. Restando a disposizione per chiarimenti circa i diversi orientamenti la saluto cordialmente. Dott.ssa Daniela La Porta


Buongiorno dalle sue parole si evince una difficoltà nel gestire, comprendere e modulare le emozioni. In realtà molti potrebbero essere gli approcci utili per rispondere alle sue esigenze sia a livello individuale che di gruppo. Io le consiglierei comunque di iniziarne uno e vedere come va, così potrà capire cosa è meglio per lei. In bocca al lupo


Buongiorno sicuramente la sua problematica le crea diversi disagi, come palesa nella sua richiesta di aiuto . Le consiglio di affrontare la problematica emotiva con uno Psicoterapeuta in modo da elaborare la rabbia e ad avere al contempo strategie cognitive di migliore soluzione. Lo psicologo non è abilitato alla cura ,avrebbe bisogno di uno Psicoterapeuta. Ci sono percorsi brevi che mettono a fuoco più velocemente le situazioni e le soluzioni. Le consiglio di prendere un appuntamento.


Buonasera, sì dovrebbe fare un percorso serio con uno psicoterapeuta per elaborare la sua rabbia ed emotività fortissima come lei ci scrive. Sicuramente molto interessante il corso di psicodramma che che ha eseguito per 4 anni che l'ha arricchita sicuramente, ma non ha niente a che vedere con un'analisi personale. la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.


Buongiorno. Da quello che scrive sembra palpabile la voglia di ricominciare un percorso di psicodramma ma la richiesta che fa sembra anche contenere dei dubbi che vorrebbe discutere. Penso che la domanda indiretta se iniziare o meno un percorso possa avere una risposta solo personale. Certo che iniziare un percorso terapeutico significa conoscere quello che può accadere e quindi decidere con più elementi.


Buongiorno, quello che racconta è davvero poco per potersi fare un'idea adeguata. Certo è chiaro che lei avverta ancora una situazione di disagio personale - "emotività fortissima", "Gestione della rabbia. Mi chiedo cosa intenda con "emotività": ansia? sente troppo le sofferenze altrui? è triste e preoccupato? E ancora: cosa intende per "gestione della rabbia"? ha avuto problemi per danni che ha arrecato a lei o ad altri quando si arrabbia? oppure all'opposto non riesce a far valere il suo punto di vista? Partendo da questi due semplici accenni al suo disagio, le consiglierei di contattare uno psicoterapeuta con cui proseguire un percorso individuale. Le dico questo perché sembra che abbia già avuto una lunga e approfondita esperienza di gruppo, e che ora debba concentrarsi su alcuni nodi che durante il suo percorso non sono stati focalizzati adeguatamente.


Lo psicologo è come il medico di base si va per poter valutare se il soggetto ha le risorse interne per poter affrontare il quotidiano , si parla di sostegno individuale dove lo psicologo diventa lo specchio di confronto un rimando della gestione quotidiano . Nel mio caso dopo 10 sedute faccio un rimando all'assistito dove decidiamo insieme se interrompere perchè già vediamo dei risultati e rivederci fra tre o sei mesi . O iniziare un percorso psicoterapeutico in quanto il soggetto non riesce attivamente ad entrare in contatto con le proprie emozioni ... o in altri casi invio da un psichiatra ... Quindi in sintesi le consiglierei questo tipo di cammino o almeno con i miei utenti lo trovo molto produttivo per arrivare ad una vera rimessione


Buonasera caro utente e grazie per aver posto la sua domanda, il mio consiglio è di seguire sempre ciò che si sente nel profondo. Se il suo sentire la porta a voler iniziare un nuovo percorso di consapevolezza di Sé, allora probabilmente è la strada giusta da intraprendere. Si ascolti nel profondo e si affidi ad un professionista che le risuona in fiducia. Rimango a disposizione, un caro saluto, Dottoressa Monica Pesenti


Salve, la scelta del professionista dovrebbe esulare dal tipo di approccio, ritengo opportuno suggerirle di scegliere sulla base delle sue sensazioni. Un saluto, MMM


Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini


Salve. Il mio suggerimento è fare una valutazione iniziale con uno psicoterapeuta esperto di approcci integrati, per poterla aiutare a orientarsi tra diversi approcci e scegliere insieme quale potrebbe essere quello più indicato per lei. L'importante è trovare l'approccio giusto per lei. Dopo anni di psicodramma, forse potrebbe esserle utile un percorso che lavori più in profondità, oppure più sul quotidiano, a seconda di dove si trova lei nel percorso. Le elenco alcune possibilità che potrebbe approfondire. Psicoterapia individuale, con approccio diverso dallo psicodramma: per esempio cognitivo -comportamentale, efficace nel gestire gli schemi di pensiero disfunzionali per la rabbia; EDMR, se è presente una componente traumatica. Percorsi corpo-mente: Bioenergetica, per lavorare sull'espressione fisica della rabbia; Protocollo Mindfulness, utile per la regolazione emotiva; percorsi di meditazione possono essere integrati alla psicoterapia. Psicoterapia di gruppo: per esempio gestaltici, oppure per la gestione della rabbia, per esplorare le emozioni in relazione. Percorsi di counseling centrato sull'emotività, se trova utile un lavoro più orientato all'azione e alla vita concreta.


Salve, ha solo bisogno di trovare un professionista con il quale creare una relazione terapeutica. Il tipo di percorso lo capirete insieme. In bocca al lupo Dott.ssa El Asmar Maria


Caro “paziente anonimo”, il fatto che tu ti stia ponendo questa domanda è già un segnale di consapevolezza. Da come racconti, hai esperienza con il lavoro introspettivo, anche grazie allo psicodramma. Ogni fase della nostra vita può richiedere attenzioni diverse: ciò che abbiamo compreso in un momento può chiedere, in un altro, di essere integrato più profondamente. La rabbia, nella prospettiva transpersonale, non è solo qualcosa da gestire. È un’energia rossa di autoaffermazione, trasformazione e direzione. È come il fuoco: può bruciare se è incontrollato, ma può anche scaldare, illuminare e dare forma, quando creiamo le condizioni per accoglierlo in una struttura. Ascoltare e abitare le proprie emozioni significa permettere loro di rivelare ciò che custodiscono: un confine da definire, un bisogno da riconoscere, un cambiamento da attraversare. Un percorso può offrirti proprio questo: uno spazio in cui accogliere il tuo sentire dentro una cornice sicura, tenerlo insieme, modellarlo e regolarlo, affinché quell’energia trovi una voce e si trasformi in forza consapevole. Rimango a disposizione e ti mando un caro saluto.


La distinzione tra percorso psicologico e psicoterapeutico dipende soprattutto dalla natura e dall’intensità della difficoltà, dagli obiettivi e da quanto rabbia ed emotività incidono sulla vita quotidiana, sulle relazioni e sul benessere personale. Il fatto che lei abbia già svolto un percorso importante può essere una risorsa: significa che ha già sperimentato uno spazio di lavoro su di sé e oggi sente il bisogno di riprenderlo con nuovi obiettivi. In una prima fase potrebbe essere utile iniziare con una consulenza psicologica, online o in presenza, per chiarire cosa sta accadendo, comprendere meglio quando emergono rabbia ed emotività intensa e valutare insieme se sia sufficiente un sostegno psicologico o se sia più indicata una psicoterapia. Non deve avere già la risposta prima di chiedere aiuto: spesso è proprio il primo colloquio a servire per orientarsi. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli

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