io non so che fare possibile che al secondo mese di cura con zoloft brintell
Io non so che fare possibile che al secondo mese di cura con zoloft brintellix e Depakin per un disturbo ossessivo compulsivo,io mi sento impassibile a ciò che mi circonda,nulla ha più senso senza emozioni un umore a pezzi una confusione mentale e pause come in una bolla chiunque mi parli nn riesco a guardare negli occhi e m blocco a parlare gliel'ho detto chiaramente al medico mi ha aumentato il dosaggio ma non so se sia la cura adatta m sento.scoraggiata e persa in qst momento faccio tutto con gran faticaa ma nn perché lo sento davvero....a volte mi sento bipolare a period d un umore altissimo ad altri come la mia vita potesse anche finire qui... Consigli?
2 risposte
Gentilissima, Quello che descrive, ovvero l'incapacità di provare emozioni, il sentirsi in una bolla, lo sguardo perso e il distacco totale dalla realtà, rappresentano potenzialmente un quadro clinico ben preciso, noto in psichiatria come apatia iatrogena o appiattimento emotivo (emotional blunting). Lei sta assumendo una combinazione farmacologica decisamente strutturata e "pesante", con un doppio e potente carico serotoninergico (Zoloft e Brintellix) associato a uno stabilizzatore dell'umore (Depakin). Talvolta accade che un eccesso di stimolazione serotoninergica, anziché migliorare il tono dell'umore, possa "anestetizzare" del tutto i suoi recettori, "appiattendo" sia l'ansia che le emozioni vitali; mentre il Depakin potrebbe parallelamente concorrere a generare quel forte senso di confusione e rallentamento cognitivo. Inoltre, c'è un elemento clinico cruciale nel suo racconto che merita un'attenzione assoluta: il suo riferimento a periodi di "umore altissimo" alternati a momenti di totale disperazione in cui sente che la sua vita potrebbe finire. Se ci fosse una sottostante vulnerabilità legata allo spettro bipolare (come lei stessa ha ipotizzato), l'uso massiccio di antidepressivi potrebbe potenzialmente innescare "stati misti", caratterizzati proprio da profonda disforia, agitazione interna, apatia e pensieri oscuri. Di fronte a questo scenario biochimico già palesemente sovraccarico, la scelta di aumentare ulteriormente i dosaggi potrebbe potenzialmente accentuare questa sensazione di distacco e "congelamento" emotivo, ma non è assolutamente possibile stabilire tramite un consulto online se questa strategia fosse o meno la mossa più corretta per il suo caso specifico. È difatti fondamentale, al fine del raggiungimento del miglior risultato possibile con la cura farmacologica, che il suo specialista di fiducia le illustri la terapia in modo specifico, sia per quanto riguarda gli effetti terapeutici, ma anche possibili effetti collaterali, interazioni, ed eventuali tempi fisiologici d'attesa. Costruire una solida e trasparente alleanza terapeutica con il proprio medico di fiducia è un passo imprescindibile per il suo reale benessere e per la riuscita della cura. Solo chi ha la possibilità di visitarla di persona può esprimersi in valutazioni che siano precise, sicure e calibrate esclusivamente sulla base di quanto emerso oggettivamente in sede di visita. Il mio consiglio è di non demordere e, qualora sentisse che la fiducia nell'attuale specialista stia venendo meno di fronte a questo peggioramento, ricordi che chiedere un secondo parere clinico a un altro psichiatra esperto in psicofarmacologia, rigorosamente dal vivo, rappresenta sempre una mossa saggia e un suo assoluto diritto per rivalutare l'intera diagnosi e alleggerire questa terapia. Spero di aver chiarito i suoi dubbi, resto a disposizione per eventuali necessità e le faccio i migliori auguri per tutto. Cari saluti.
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Capisco il disagio che sta vivendo. In alcuni casi, soprattutto nelle prime fasi di trattamento, può essere necessario rivalutare attentamente terapia, dosaggi e andamento clinico, soprattutto quando compaiono sensazioni di “distacco”, confusione o importanti oscillazioni dell’umore. Il consiglio è di non modificare autonomamente la terapia ma di effettuare una visita di controllo approfondita, così da comprendere meglio se si tratti di effetti della terapia, dell’andamento del disturbo o della necessità di una rivalutazione clinica più ampia. Un caro saluto.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
