Inserisco qui il caso di mia zia. Lesione compatibile con meningioma a partenza dalla clinoide
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Inserisco qui il caso di mia zia.
Lesione compatibile con meningioma a partenza dalla clinoide anteriore sinistra con importante effetto massa sul nervo ottico (meningioma d grado 1 sec WHO 2016), dotata di effetto massa (diametro di 4 cm massimo), senza edema del parenchima cerebrale adiacente. Si procedeva in data 11/06/ 2021 (8 mesi dopo la diagnosi ad ottobre 2020... spostata per covid...) ad intervento neurochirurgico di craniotomia ed asportazione lesione. Si evidenziava nel post operatorio un' ischemia a carico del territorio dell'arteria cerebrale media di sinistra con importante edema e shift delle strutture della linea mediana, perciò in data 12/06/2021 si procedeva a intervento neurochirurgico di craniectomia decompressiva fronte-temporo-parietale sinistra, tracheotomia e gastrostomia percutanea. La paziente dopo un periodo in terapia intensiva (caratterizzato da persistenza del disturbo di coscienza) veniva trasferita in riabilitazione in data 30/06/2021.
Esame neurologo in data 30 Giugno 2021: paziente ad occhio chiusi, in respiro spontaneo, apre l'occhio destro alla stimolazione, emiplegia destra, deficit del III nervo cranico di sinistra, non valutabile il visus in occhio sinistro. Non esegue ordini semplici, segue lo sguardo in maniera inconstante. La situazione attuale è più o meno questa anche ora.
1) Potrei gentilmente sapere se il ritardo di 8 mesi prima della operazione (anche se per covid) è normale data la gravità del caso ?
2) Capita spesso un'ischemia dopo un'operazione del genere?
3) Ci sono margini di miglioramento in una situazione così, e se esistono tecniche innovative che possano sperabilmente apportare miglioramenti cognitivi e fisici?
Molte grazie in anticipo.
Lesione compatibile con meningioma a partenza dalla clinoide anteriore sinistra con importante effetto massa sul nervo ottico (meningioma d grado 1 sec WHO 2016), dotata di effetto massa (diametro di 4 cm massimo), senza edema del parenchima cerebrale adiacente. Si procedeva in data 11/06/ 2021 (8 mesi dopo la diagnosi ad ottobre 2020... spostata per covid...) ad intervento neurochirurgico di craniotomia ed asportazione lesione. Si evidenziava nel post operatorio un' ischemia a carico del territorio dell'arteria cerebrale media di sinistra con importante edema e shift delle strutture della linea mediana, perciò in data 12/06/2021 si procedeva a intervento neurochirurgico di craniectomia decompressiva fronte-temporo-parietale sinistra, tracheotomia e gastrostomia percutanea. La paziente dopo un periodo in terapia intensiva (caratterizzato da persistenza del disturbo di coscienza) veniva trasferita in riabilitazione in data 30/06/2021.
Esame neurologo in data 30 Giugno 2021: paziente ad occhio chiusi, in respiro spontaneo, apre l'occhio destro alla stimolazione, emiplegia destra, deficit del III nervo cranico di sinistra, non valutabile il visus in occhio sinistro. Non esegue ordini semplici, segue lo sguardo in maniera inconstante. La situazione attuale è più o meno questa anche ora.
1) Potrei gentilmente sapere se il ritardo di 8 mesi prima della operazione (anche se per covid) è normale data la gravità del caso ?
2) Capita spesso un'ischemia dopo un'operazione del genere?
3) Ci sono margini di miglioramento in una situazione così, e se esistono tecniche innovative che possano sperabilmente apportare miglioramenti cognitivi e fisici?
Molte grazie in anticipo.
Buonasera. Relativamente alle sue domande rispondo per punti:
1) E' normale programmare in elezione l'intervento chirurgico ( a distanza di mesi), a seconda del grado di compromissione del visus
2)L'ischemia è una complicanza contemplata in tutte le procedure neurochirurgiche, con percentuali più o meno elevate a seconda della zona di interesse e della patologia
3) Purtroppo essendo interessata l'arteria cerebrale media di sinistra (emisfero cerebrale dominante nella stragrande maggioranza delle persone) i margini di miglioramento sono estremamente limitati
1) E' normale programmare in elezione l'intervento chirurgico ( a distanza di mesi), a seconda del grado di compromissione del visus
2)L'ischemia è una complicanza contemplata in tutte le procedure neurochirurgiche, con percentuali più o meno elevate a seconda della zona di interesse e della patologia
3) Purtroppo essendo interessata l'arteria cerebrale media di sinistra (emisfero cerebrale dominante nella stragrande maggioranza delle persone) i margini di miglioramento sono estremamente limitati
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