Il medico di base, per abbassare l'omocisteina, che ho a 19, mi ha prescritto B-Vital in aggiunta al
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Il medico di base, per abbassare l'omocisteina, che ho a 19, mi ha prescritto B-Vital in aggiunta al Folifill, che già prendo.
Il diabetologo mi ha detto che non ne vede l'utilità, e quindi di non prendere il B-Vital.
Chi ha ragione?
Il diabetologo mi ha detto che non ne vede l'utilità, e quindi di non prendere il B-Vital.
Chi ha ragione?
Gentile paziente,
nell’iperomocisteinemia esiste un razionale scientifico solido per l’uso dei folati, spesso associati a vitamina B12 e B6, perché partecipano direttamente al metabolismo dell’omocisteina (via della remetilazione e transulfurazione).
Le evidenze mostrano che:
l’integrazione con acido folico o 5-metiltetraidrofolato riduce in modo efficace i livelli di omocisteina;
l’effetto è maggiore se coesiste una carenza (anche subclinica) di folati o B12;
la riduzione dell’omocisteina è biochimicamente certa, mentre il beneficio clinico cardiovascolare è più evidente nei soggetti con livelli elevati e fattori di rischio associati.
Per questo motivo la terapia viene spesso proposta a cicli (es. 3–6 mesi), con rivalutazione dei livelli di omocisteina e vitamine:
se i valori si normalizzano, si può sospendere;
se tendono a risalire, si può ripetere il ciclo o valutare un mantenimento a basse dosi.
In sintesi:
il razionale esiste ed è biochimicamente fondato
la terapia a cicli è appropriata
va personalizzata in base ai valori e al profilo di rischio
Resto a disposizione.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
nell’iperomocisteinemia esiste un razionale scientifico solido per l’uso dei folati, spesso associati a vitamina B12 e B6, perché partecipano direttamente al metabolismo dell’omocisteina (via della remetilazione e transulfurazione).
Le evidenze mostrano che:
l’integrazione con acido folico o 5-metiltetraidrofolato riduce in modo efficace i livelli di omocisteina;
l’effetto è maggiore se coesiste una carenza (anche subclinica) di folati o B12;
la riduzione dell’omocisteina è biochimicamente certa, mentre il beneficio clinico cardiovascolare è più evidente nei soggetti con livelli elevati e fattori di rischio associati.
Per questo motivo la terapia viene spesso proposta a cicli (es. 3–6 mesi), con rivalutazione dei livelli di omocisteina e vitamine:
se i valori si normalizzano, si può sospendere;
se tendono a risalire, si può ripetere il ciclo o valutare un mantenimento a basse dosi.
In sintesi:
il razionale esiste ed è biochimicamente fondato
la terapia a cicli è appropriata
va personalizzata in base ai valori e al profilo di rischio
Resto a disposizione.
Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo
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