Ho un nipotino di 10 anni che da qualche mese soffre della paura di soffocare mentre ingoia il cibo

9 risposte
Ho un nipotino di 10 anni che da qualche mese soffre della paura di soffocare mentre ingoia il cibo
Come causa dice che mentre mangiava un hamburger tempo fa in pezzetto più grande gli ha datodifficolta alla gola e da quel giorno non riesce più a mangiare serenamente.Anche un mio racconto l'ha scosso in quel periodo quando ho raccontato di un esperienza vissuta a scuola come insegnante quando un bambino si stava soffocando con una caramella.Grazie dell'attenzione e attendo una vostra competente risposta cper come risolvere questa incresciosa situazione
Dott.ssa Giulia De Angelis
Psicoterapeuta, Neuropsicologo, Psicologo
Roma
Buongiorno,
probabilmente il bambino si è spaventato per la sensazione provata (il senso di soffocamento di per se può essere "traumatica") e l'associazione al suo racconto avrà reso la sua paura ancora più plausibile. E' abbastanza comune mettere in guardia i bambini con degli aneddoti che raccontano la disgrazia cui si va incontro se non si segue un comportamento corretto, in questo caso lo sconsiglio. Può rieducarlo ad una deglutizione serena iniziando con bocconi molto piccoli o addirittura consistenze cremose, affiancandosi a lui e ingoiando le stesse cose della stessa grandezza e rinforzando il concetto di sicurezza "non succede niente se lo fai con attenzione e masticando molto prima di deglutire". Gli dia indicazioni su come ammorbidire un boccone molto asciutto, per esempio bevendo un goccio di acqua. Dopo qualche ripetizione lo lasci sperimentare da solo in un clima positivo, vedrà che andrà meglio.
Mi faccia sapere come procede in questo modo se vuole, resto a disposizione.

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Dott.ssa Francesca Chiara Ignoni
Psicologo clinico, Neuropsicologo, Psicoterapeuta
Mesagne
Buonasera, mi dispiace per la situazione che state vivendo, purtroppo l'anginofobia è un disturbo comune in età pediatrica, spesso legato a traumi vissuti in modo diretto o indiretto. Si può trovare una rapida soluzione attraverso la Terapia Breve Strategica che, a mio avviso, offrire un efficace supporto.
Resto a disposizione.
Francesca Chiara ignoni
Dott. Giuseppe Scuderi
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Trapani
Salve,

la situazione che descrive sembra richiamare ad un funzionamento simil fobico relativa alla paura del soffocamento. Potrebbe essere utile un consulto con uno specialista (psicologo o psicoterapeuta) per indagare la gravità del problema presentato, quanto è invalidante per il bambino ed eventualmente accompagnarlo dopo un breve training sul rilassamento progressivo ed il respiro diaframmatico, ad una serie di esposizioni allo stimolo potenzialmente fobigeno per il bambino.

Non le consiglio di procedere solo nel tentativo di desensibilizzazione di suo nipote alla paura perché potrebbe finire con l'aggravare la situazione e rinforzare la sua paura che davvero potrebbe soffocare. D'altro canto, le posso assicurare che un trattamento del genere non supera più di 6-9 sedute e fornisce tante skills ulteriori sulla gestione emotiva, oltre che l'evitarsi della cronicizzazione del problema o un suo ripresentarsi in futuro.

A presto e spero di esserle stato d'aiuto.
Dott.ssa Roberta Stasi
Psicologo clinico, Neuropsicologo, Psicologo
Torino
Buongiorno, è facile in queste situazioni che si crei un condizionamento; per cui un comportamento, in questo caso deglutire, viene tendenzialmente evitato perchè associato a intensa paura e a percezione di pericolo. Sarebbe bene associare il comportamento a qualcosa di piacevole e rilassante, creando un ambiente positivo e sicuro. Si potrebbe procedere con alimenti che generano meno timore fino a quelli più temuti. A mio avviso, é importante che tale intervento venga effettuato da una figura di competenza, l'intervento verosimilmente richiede un numero contenuto di incontro con risoluzione completa del disagio. Rimango a disposizione per ulteriori informazioni.
Dott.ssa Giulia Zucchini
Psicologo, Neuropsicologo, Psicoterapeuta
Trieste
Salve,
suo nipote si trova nell'età della scoperta del non ritorno, della morte ( dai 6 agli 11 anni ... se si è fortunati ).
Le sue paure sono comprensibilissime e oserei dire anche corrette per l'età del ragazzo.
Importante in questo caso è non far diventare paure "normali" fobie.
Per evitare ciò io consigliere una terapia breve strategica integrata o cognitiva comportamentale ( strategica meglio in quanto anche la sfera emotiva deve essere indagata adeguatamente).

Spero di esserle stata utile, se ha altre domande, sono qui.
Cordiali saluti.
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Buongiorno, sembra che il nipotino stia vivendo una paura di soffocare a causa di un evento traumatico con un pezzo di cibo e un racconto simile vissuto a scuola. Coinvolgere uno psicologo infantile potrebbe aiutare il bambino a superare questa paura con tecniche terapeutiche adatte all'età. Durante i pasti, è importante creare un ambiente rassicurante e evitare discussioni che possano aumentare l'ansia. Essere pazienti e comprensivi è fondamentale durante questo processo di recupero. Cordiali saluti






Dott.ssa Laura Manzini
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Magenta
Gentile Signora,
Il comportamento del Suo nipotino è un esempio di ansia specifica legata al cibo, che può manifestarsi in seguito a un episodio traumatico come quello che ha descritto.
Quando un bambino vive un’esperienza spiacevole o spaventosa, come aver avuto difficoltà a ingoiare un boccone troppo grande, o aver sentito un racconto di soffocamento, può sviluppare una paura irrazionale che persiste nel tempo. Questa paura può evolversi in una forma di selettività alimentare, dove il bambino evita certi cibi o interi pasti per timore che possa ripetersi un episodio simile.

Il timore di soffocare può impedire al bambino di mangiare serenamente, portandolo a rifiutare cibi che richiedono una masticazione più lunga o difficoltà a deglutire. Questo è spesso accompagnato da evitamento di alimenti solidi e talvolta da difficoltà a mangiare in pubblico. La paura di ingoiare erroneamente può anche innescare ansia anticipatoria, dove il bambino si preoccupa di cosa potrebbe succedere durante i pasti, anche se non c’è un reale rischio.

Il trattamento psicoterapeutico può assolutamente aiutare il bambino a rielaborare la sua paura e a gestire l’ansia in modo graduale. In particolare, una tecniche come la desensibilizzazione sistematica potrebbe essere efficace per risolvere il problema: il bambino viene esposto in modo controllato e progressivo alle situazioni che gli causano paura, partendo da stimoli meno minacciosi (ad esempio, pensare al cibo senza mangiarlo, per poi arrivare a mangiare bocconi più piccoli) fino a superare la paura.

È importante che anche i familiari siano coinvolti nel percorso di trattamento, creando un ambiente rassicurante durante i pasti e evitando di minimizzare o ignorare la paura del bambino. Un supporto psicologico per i familiari può essere utile per affrontare l’ansia in modo più sereno e consapevole.

Nel caso di selettività alimentare associata all’ansia, potrebbe essere utile lavorare con uno specialista, psicologo e psicoterapeuta, e/o un logopedista, per riabitare il bambino a mangiare cibi di consistenza più solida in modo graduale, senza forzature, ma incentivando i successi progressivi. È importante non creare conflitti intorno al cibo, ma cercare di reintegrare i pasti in modo positivo e rilassato.

Rimango a disposizione per ogni ulteriore chiarimento o supporto.

Cordiali saluti, Laura Manzini
Dott.ssa Eugenia Magnani
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Cesena
Buongiorno,
il fatto che il bambino abbia collegato questa difficoltà a un episodio vissuto - il momento in cui ha sentito il cibo “andare di traverso” - e anche al suo racconto personale, fa pensare a quanto intensamente possa avere vissuto quelle esperienze, sia sul piano fisico che immaginativo. Spesso, a questa età, ciò che si prova nel corpo e ciò che si ascolta si mescolano, lasciando emozioni che a volte faticano a sbrogliarsi da sole. Il fatto che il bambino abbia trovato parole per raccontare cosa lo spaventa però può essere un segnale importante. Forse è il suo modo per chiedere di essere ascoltato, senza sentirsi in difficoltà o sbagliato per quello che prova. È importante notare che il bambino ha saputo dare un nome e un’origine a ciò che prova: questo è già un elemento prezioso, perché sta cercando di elaborare ciò che è accaduto. Allo stesso tempo, il fatto che la paura persista da mesi e stia interferendo con la sua tranquillità quotidiana segnala che forse c’è bisogno di uno spazio di ascolto dedicato, dove possa esprimere quello che sente, senza forzature e in un clima protetto. Approfondire ciò che vive il bambino, insieme a una figura specializzata, con delicatezza e rispetto dei suoi tempi, può aprire all'opportunità di un’evoluzione più serena di questa fase. Saluti e buon proseguimento
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Salve,
Quello che descrive è un fenomeno abbastanza comune nei bambini dopo un episodio che li ha spaventati: la paura di soffocare può cristallizzarsi come ansia anticipatoria legata al momento del pasto. Anche il suo racconto, pur non riguardandolo direttamente, ha potuto rinsaldare la percezione di pericolo, perché i bambini tendono a interiorizzare immagini o storie che evocano paura.

In questi casi il sintomo non deriva da un problema fisico, ma da una reazione di ansia e allerta che coinvolge la percezione della deglutizione. Il corpo e la mente associano l’atto di mangiare a una possibile minaccia, generando tensione muscolare e difficoltà a deglutire serenamente.

Un approccio utile può prevedere un percorso di psicologia infantile o neuropsicologia, finalizzato a desensibilizzare gradualmente la paura. Si può lavorare con tecniche di esposizione graduale al cibo, esercizi di respirazione e rilassamento prima e durante i pasti, e strategie di ristrutturazione dei pensieri ansiosi. L’obiettivo è ridare sicurezza alla deglutizione, rendendo l’atto del mangiare un’esperienza tranquilla.

In parallelo, è importante creare un ambiente sereno a tavola, evitare pressioni e commenti che possano aumentare l’ansia, e rinforzare ogni piccolo successo. Con un percorso mirato e guidato da uno specialista in età evolutiva, spesso i bambini riescono a superare rapidamente questa paura e a riprendere abitudini alimentari normali.
Saluti

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