Ho 75 anni e da parecchi anni ormai soffro di RLS. Non fumo, bevo 2 caffè al giorno (1 la mattina e
Ho 75 anni e da parecchi anni ormai soffro di RLS. Non fumo, bevo 2 caffè al giorno (1 la mattina e 1 al pomeriggio), bevo 2 bicchieri di vino al giorno (1 alle 9.30 e 1 alle 12.30) sempre ai pasti, e faccio una discreta attività fisica. Il neurologo mi ha prescritto Pragabalin e Pramipexolo che prendo il primo alle 20 e il secondo alle 21. Non ho quasi più i sintomi la notte. Tuttavia poiché io mi stendo sul divano a guardare la tv dalle 20 circa fino alle 23 circa, sono tormentato dai sintomi alle gambe dalle 20 alle 22. Posso anticipare gli orari di assunzione senza compromettere il sonno? Inoltre, le rare volte che i sintomi non si presentano tra le 20 e le 22, si presentano poi in forma ben più grave (anche alle braccia) appena mi corico.
1 risposta
Buonasera, quello che descrive è abbastanza tipico della Restless Legs Syndrome (RLS): i sintomi tendono a comparire nelle ore serali durante il riposo, soprattutto quando ci si sdraia o si riducono gli stimoli motori, mentre migliorano con il movimento. Il fatto che Pregabalin e Pramipexolo controllino bene i sintomi notturni è sicuramente positivo. Tuttavia, nel suo caso sembra esserci una “finestra scoperta” tra le 20 e le 22, cioè proprio durante il periodo in cui è sdraiato sul divano. In linea generale, sì: spesso è possibile anticipare leggermente l’orario di assunzione dei farmaci per coprire meglio la fascia serale, soprattutto il Pramipexolo che nella RLS viene abitualmente assunto 2-3 ore prima della comparsa prevista dei sintomi. Naturalmente la modifica va concordata con il neurologo curante, ma quello che propone è ragionevole dal punto di vista clinico. Il fenomeno che riferisce — sintomi assenti la sera ma più intensi appena a letto, talvolta anche alle braccia — potrebbe indicare una fluttuazione dell’effetto farmacologico, oppure un iniziale fenomeno di “augmentation”, cioè una condizione in cui i sintomi della RLS tendono ad anticiparsi, diventare più intensi o estendersi ad altri distretti durante terapia dopaminergica. Non significa necessariamente che il farmaco non vada bene, ma è un aspetto importante da monitorare nel tempo con il neurologo. Potrebbe essere utile discutere un diverso timing dei farmaci, eventuale modulazione dei dosaggi, oppure formulazioni a rilascio prolungato nei casi selezionati. Inoltre, vale sempre la pena controllare periodicamente ferritina, sideremia, vitamina B12, funzionalità renale, perché alterazioni di questi parametri possono influenzare molto la RLS. Dott. Mauro Colangelo, Neurologo e Neurochirurgo
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