Ho 36 anni , mai avuto mal di schiena in vita mia ma di recente ho preso una decina di chili e cambi
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Ho 36 anni , mai avuto mal di schiena in vita mia ma di recente ho preso una decina di chili e cambiando lavoro sono a passato a vita sedentaria prolungata.
All'improvviso, (nessun episodio o sforzo particolare) mi sono comparsi forti dolori alla schiena che poi si irradiavano alla gamba.
Addirittura mi è comparso un importante idrocele (rigonfiamento del testicolo con versamento di liquido) che l'urologo dal quale mi facevo visitare mi riferiva essere comparso senza una causa ed in modo del tutto casuale..... E che non c'è un nesso tra le due cose.
Fatta una risonanza emergevano varie protrusioni ed un'ampia ernia L4 L5 S1 piuttosto marcata la quale mi sta causando svariati deficit motori e dolori progressivi via via sempre più importanti, in particolare su tutta la parte destra del corpo che è sempre più formicolante.
Mi sono state consigliate sedute di fisioterapia, ozonoterapia , chiropratica, visite da osteopata ecc... Tutte cose che però non hanno dato molti frutti, a parte piccoli periodi di lieve attenuazione del dolore ma che poi riprendevano, a volte, anche peggio di prima.
Sentiti alcuni specialisti potrebbe trattarsi di un caso chirurgico, peraltro da trattare anche in fretta, secondo altri no.... Insomma ...Possibile che una cosa, per alcuni anche "grave", sia soggettiva per la neurochirurgia ?
Dubbi che creano solo confusione, incertezza e diffidenza in generale, mentre il dolore peró aumenta ed i problemi magari peggiorano.
Ora sebbene io sappia che la soluzione chirurgica sia sempre l'ultima scelta a prescindere, vorrei capire, dato che mi è stata prospettata da qualcuni l'operazione, se comunque è salutare o deleterio continuare a farmi manovrare da osteopati o fisioterapisti ...intanto che giro tutti i neurochirurghi in Italia in cerca di risposte perlomeno "chiare" per il mio caso .
All'improvviso, (nessun episodio o sforzo particolare) mi sono comparsi forti dolori alla schiena che poi si irradiavano alla gamba.
Addirittura mi è comparso un importante idrocele (rigonfiamento del testicolo con versamento di liquido) che l'urologo dal quale mi facevo visitare mi riferiva essere comparso senza una causa ed in modo del tutto casuale..... E che non c'è un nesso tra le due cose.
Fatta una risonanza emergevano varie protrusioni ed un'ampia ernia L4 L5 S1 piuttosto marcata la quale mi sta causando svariati deficit motori e dolori progressivi via via sempre più importanti, in particolare su tutta la parte destra del corpo che è sempre più formicolante.
Mi sono state consigliate sedute di fisioterapia, ozonoterapia , chiropratica, visite da osteopata ecc... Tutte cose che però non hanno dato molti frutti, a parte piccoli periodi di lieve attenuazione del dolore ma che poi riprendevano, a volte, anche peggio di prima.
Sentiti alcuni specialisti potrebbe trattarsi di un caso chirurgico, peraltro da trattare anche in fretta, secondo altri no.... Insomma ...Possibile che una cosa, per alcuni anche "grave", sia soggettiva per la neurochirurgia ?
Dubbi che creano solo confusione, incertezza e diffidenza in generale, mentre il dolore peró aumenta ed i problemi magari peggiorano.
Ora sebbene io sappia che la soluzione chirurgica sia sempre l'ultima scelta a prescindere, vorrei capire, dato che mi è stata prospettata da qualcuni l'operazione, se comunque è salutare o deleterio continuare a farmi manovrare da osteopati o fisioterapisti ...intanto che giro tutti i neurochirurghi in Italia in cerca di risposte perlomeno "chiare" per il mio caso .
Buongiorno. Premettendo che senza una valutazione del quadro clinico, una visita clinica e la corretta visualizzazione delle immagini è impossibile rispondere con precisione alla sua domanda, cercherò di fare chiarezza con un discorso un pò più generico.
La sua domanda è assolutamente lecita. Lei giustamente si sta chiedendo se un caso possa essere chirurgico per alcuni e non chirurgico per altri. La mia risposta secca è si, quando si parla di patologia degenerativa della colonna vertebrale è abbastanza frequente che ci si trovi in questa condizione e cercherò di spiegarle il motivo tra un attimo.
Fatta eccezione per alcune condizioni particolari, per fortuna non sempre frequenti, l'indicazione chirurgica sulla patologia della colonna vertebrale è sempre una proposta. Viene abbastanza semplice pensare che se abbiamo una patologia che può essere rimossa chirurgicamente e che se non rimossa potrebbe compromettere l'aspettativa di vita di un paziente, allora viene abbastanza facile pensare che l'indicazione chirurgica è quasi mandataria.
Per fortuna però nei pazienti con patologia degenerativa (quindi su base artrosica, come l'ernia del disco, la discopatia, la stenosi lombare ecc..) l'indicazione chirurgica è fondata non sull'aspettativa di vita ma sulla qualità di vita. Come dico sempre ai pazienti, il chirurgo può fare quasi sempre un'intervento chirurgico, sulla risonanza magnetica qualcosa che si possa "aggiustare" c'è quasi sempre.
Quando un chirurgo visita un paziente deve capire se quella "alterazione" che magari si vede sulla risonanza possa essere in qualche modo associata al dolore ed alla clinica riferita ed osservata sul paziente. A quel punto, se pensa che sia correlato, spiega la possibilità del trattamento chirurgico. Ma la domanda è e deve essere: quanto questo problema impatta sulla qualità di vita del paziente? Inoltre, il paziente ha intrapreso seriamente un percorso di salute che rimuova i fattori di rischio per l'accentuazione del dolore in queste patologie (perdere dei chili se si è osservato un aumento del peso, fare regolarmente attività fisica, fisioterapia, rinforzo muscolare ecc.)? Se nonostante questo il paziente ritiene che la sua qualità di vita sia compromessa dal problema allora si deve pensare all'intervento chirurgico. Ma è una scelta che si fa caso per caso ed insieme al paziente. Questo secondo me è il motivo della soggettività che lei ha riscontrato, perché per fortuna in medicina esiste una zona di grigio in cui ci si può muovere con il paziente e decidere il percorso migliore. Spero di aver fatto un pò di chiarezza. Le auguro una buona giornata. GDP
La sua domanda è assolutamente lecita. Lei giustamente si sta chiedendo se un caso possa essere chirurgico per alcuni e non chirurgico per altri. La mia risposta secca è si, quando si parla di patologia degenerativa della colonna vertebrale è abbastanza frequente che ci si trovi in questa condizione e cercherò di spiegarle il motivo tra un attimo.
Fatta eccezione per alcune condizioni particolari, per fortuna non sempre frequenti, l'indicazione chirurgica sulla patologia della colonna vertebrale è sempre una proposta. Viene abbastanza semplice pensare che se abbiamo una patologia che può essere rimossa chirurgicamente e che se non rimossa potrebbe compromettere l'aspettativa di vita di un paziente, allora viene abbastanza facile pensare che l'indicazione chirurgica è quasi mandataria.
Per fortuna però nei pazienti con patologia degenerativa (quindi su base artrosica, come l'ernia del disco, la discopatia, la stenosi lombare ecc..) l'indicazione chirurgica è fondata non sull'aspettativa di vita ma sulla qualità di vita. Come dico sempre ai pazienti, il chirurgo può fare quasi sempre un'intervento chirurgico, sulla risonanza magnetica qualcosa che si possa "aggiustare" c'è quasi sempre.
Quando un chirurgo visita un paziente deve capire se quella "alterazione" che magari si vede sulla risonanza possa essere in qualche modo associata al dolore ed alla clinica riferita ed osservata sul paziente. A quel punto, se pensa che sia correlato, spiega la possibilità del trattamento chirurgico. Ma la domanda è e deve essere: quanto questo problema impatta sulla qualità di vita del paziente? Inoltre, il paziente ha intrapreso seriamente un percorso di salute che rimuova i fattori di rischio per l'accentuazione del dolore in queste patologie (perdere dei chili se si è osservato un aumento del peso, fare regolarmente attività fisica, fisioterapia, rinforzo muscolare ecc.)? Se nonostante questo il paziente ritiene che la sua qualità di vita sia compromessa dal problema allora si deve pensare all'intervento chirurgico. Ma è una scelta che si fa caso per caso ed insieme al paziente. Questo secondo me è il motivo della soggettività che lei ha riscontrato, perché per fortuna in medicina esiste una zona di grigio in cui ci si può muovere con il paziente e decidere il percorso migliore. Spero di aver fatto un pò di chiarezza. Le auguro una buona giornata. GDP
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