Gentilissimi.. vi scrivo per chiedere un vostro parere professionale riguardo a una situazione rela
Gentilissimi.. vi scrivo per chiedere un vostro parere professionale riguardo a una situazione relazionale che sto vivendo e che mi crea forte incertezza. L'anno scorso ho conosciuto un ragazzo con cui ho avuto una breve frequentazione iniziale di quattro uscite. Fin da subito è emersa una forte intesa fisica e una reciproca attrazione. Lui desiderava giungere da subito a un'intimità completa, ma io ho preferito procedere con cautela poiché non avevo mai avuto esperienze pregresse. Ci sono stati dei contatti fisici, ma non un rapporto. In seguito ci siamo allontanati per circa due mesi e mezzo. Durante questo periodo lui ha continuato a cercarmi via messaggio, pur mostrando una disponibilità altalenantee facendo il finto fidanzato. Ci siamo rivisti solo quando ha ritenuto che io fossi pronta a fare quel passo, tuttavia, anche in quella circostanza il rapporto non si è consumato e la frequentazione si è conclusa a causa di un pretesto. Dopo diversi mesi di assenza (durante i quali ho saputo che chiedeva ancora di me a un amico comune), si è fatto nuovamente vivo per riallacciare i rapporti. Quando gli ho comunicato di non poter uscire subito, ha reagito con forte contrarietà, presupponendo in modo errato che io stessi mentendo o che lo stessi evitando di proposito, per poi interrompere di nuovo i contatti. Successivamente l'ho ricontattato io e abbiamo organizzato un nuovo incontro. In quest'ultima occasione l'intenzione di approfondire l'intimità era reciproca ma, trattandosi della mia prima esperienza, si sono presentate delle difficoltà e il rapporto completo non ha avuto luogo. Al momento siamo ancora in contatto, ma mi trovo di fronte a un forte dilemma. Vorrei capire se sia opportuno procedere nell'esperienza con lui o se sia più prudente tutelarmi. Il mio timore principale è che, una volta condivisa l'intimità completa, lui possa nuovamente allontanarsi o sparire. Cordiali saluti
56 risposte
Gentilissima, la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata ed intima. E' del tutto comprensibile sentirsi confusi e vulnerabili, specialmente quando si tratta di vivere le prime esperienze di intimità profonda. Da ciò che racconta, emerge una dinamica relazionale piuttosto altalenante, fatta di avvicinamenti e sparizioni, che fisiologicamente innesca in lei insicurezza e timore dell'abbandono. L'intimità dovrebbe essere uno spazio di condivisione sicura, basato sul rispetto dei tempi di entrambi, e non un traguardo da raggiungere per compiacere l'altro o per evitare che si allontani. Ha usato una parola molto importante nel suo messaggio. "tutelarsi". Spesso, quando ci chiediamo se dobbiamo tutelarci da qualcuno, il nostro istinto ci sta suggerendo che i nostri bisogni di sicurezza emotiva non vengono rispettati. In questa sede non posso dirle cosa sia giusto o sbagliato fare, poiché la scelta appartiene solo a lei. Un percorso psicologico, però, potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui suoi confini personali, ad ascoltare i suoi bisogni e a vivere le relazioni (e la sessualità) con maggiore serenità e assertività. Se lo desidera, resto a disposizione, anche online. Un caro saluto, Dott.ssa Lara Zinzilli.
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Salve. Da ciò che racconta, mi sembra comprensibile che lei si trovi in una condizione di forte ambivalenza: da una parte c’è attrazione e il desiderio di vivere questa esperienza con lui, dall’altra emerge il timore di poter essere nuovamente ferita o abbandonata dopo aver raggiunto una maggiore intimità. Credo sia importante, innanzitutto, non considerare il rapporto sessuale come una sorta di “prova” necessaria per verificare le intenzioni di questa persona. La scelta di avere un rapporto dovrebbe avvenire perché lei si sente realmente pronta e lo desidera, non perché teme che, diversamente, lui possa perdere interesse. Se una persona si allontanasse semplicemente perché lei ha bisogno di tempi più lunghi, questo sarebbe un elemento significativo sul quale riflettere, non qualcosa che lei dovrebbe cercare di prevenire adattandosi alle sue aspettative. Nel suo racconto, inoltre, ci sono alcuni aspetti che meritano prudenza: la disponibilità di lui è stata piuttosto altalenante, ci sono stati diversi riavvicinamenti e allontanamenti e, in alcune circostanze, sembra aver interpretato il suo comportamento in maniera molto negativa senza avere elementi sufficienti per farlo. Questo non permette certamente di stabilire quali siano le sue intenzioni attuali, ma rende comprensibile il suo bisogno di maggiore sicurezza prima di affidarsi a lui sul piano intimo. Forse potrebbe essere utile spostare la domanda da “Devo avere un rapporto con lui oppure no?” a “Che cosa mi farebbe sentire sufficientemente sicura e rispettata per poterlo desiderare serenamente?”. Potrebbe, ad esempio, osservare come reagisce quando lei comunica i propri tempi, i propri dubbi e i propri limiti. Una persona realmente interessata a lei dovrebbe poter accettare che l'intimità non avvenga secondo una scadenza prestabilita e senza trasformare la sua esitazione in un rifiuto personale. È inoltre importante ricordare che nessuno può darle la garanzia assoluta che, dopo un rapporto sessuale, l'altra persona non si allontanerà. Questo rischio esiste in qualsiasi relazione. Ciò che può fare è evitare di assumere una decisione sessuale allo scopo di ottenere una sicurezza affettiva che, in realtà, soltanto il comportamento nel tempo dell'altra persona può offrirle. Nel suo caso, quindi, non vedrei la prudenza come un rifiuto dell'esperienza, ma come la possibilità di concedersi tempo per conoscere meglio questo ragazzo. Se il rapporto continuerà anche senza che lei faccia immediatamente sesso con lui, se sarà rispettata nei suoi tempi e se emergerà una maggiore continuità nei suoi comportamenti, potrebbe sentirsi progressivamente più tranquilla. Se invece dovesse percepire pressioni, recriminazioni o nuovi allontanamenti ogni volta che pone un limite, sarebbe un elemento da prendere seriamente in considerazione. Infine, il fatto che questa sia la sua prima esperienza rende particolarmente importante che sia qualcosa che lei possa ricordare come una scelta personale, consapevole e vissuta con serenità, indipendentemente da ciò che accadrà successivamente nella relazione. Le mando un caloroso saluto. Dott. Michele Basigli Psicologo Clinico Perugia
Salve, la situazione che ha descritto mette in luce alcuni aspetti critici principali. In primo luogo sembra che la frequentazione sia stata impostata, fin dall'inizio, attorno all'obbiettivo del rapporto intimo con l'allontanamento da parte del ragazzo quando questo non si concretizzava e la sua ricomparsa solo nella speranza che le circostanze fossero cambiate. Un'altro aspetto critico che emerge è una bassa tolleranza alla frustrazione ( la reazione stizzita di fronte ad un semplice rinvio dell'uscita e l'accusa di essere in malafede) che denota una ridotta capacità di empatia e di rispetto dei tempi altrui. In realtà, una prima esperienza richiede un clima di sicurezza, pazienza e totale assenza di pressione psicologica. Quindi per orientarsi nella scelta potrebbe esserle utile spostare il focus da ciò che lui desidera a ciò di cui lei ha realmente bisogno.A questo proposito possono essere utili incontri di frequentazione pura, senza aspettative di natura fisica, per osservare se c'è un interesse per la persona nella sua interezza o se l'interesse decade subito. nfine va tenuto presente che la prima volta merita un contesto che favorisca una buona sicurezza emotiva, altrimenti la paura di essere usati e poi lasciati genera angoscia e questo segnala già una mancanza di fiducia verso ila partner. Un caro saluto
Il dubbio che porta è comprensibile e merita di essere ascoltato con attenzione più che risolto in fretta. La paura di ritrovarsi sola dopo essersi aperta del tutto le sta dicendo qualcosa di importante su cosa le serve per sentirsi al sicuro in una relazione, al di là dell'attrazione che è innegabile. Prima di decidere come procedere, può esserle utile chiedersi cosa, concretamente e non solo a parole, la farebbe sentire più sicura di lui. Le auguro di trovare la chiarezza che cerca.
Buonasera, nessuno può darle certezza di cosa succederà dopo. Spesso, anche ragazzi armati delle migliori intenzioni, perdono interesse o, viceversa, altri che cercano una esperienza di una notte sono spinti a rivedere la ragazza più e più volte fino ad arrivare ad una storia duratura. Non ci sono strategie che possano darle sicurezze. Le suggerisco invece partire da lei stessa e visto che è la sua prima esperienza cerchi di ascoltarsi e decidere in base a ciò che la fa stare bene. Spesso le sensazioni su una persona danno più informazioni di qualsiasi altra cosa. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi
La sua incertezza sembra riguardare non soltanto la possibilità di vivere un’esperienza intima, ma soprattutto la sicurezza emotiva che sente di poter avere all’interno di questa relazione. Da ciò che racconta, infatti, il comportamento di questo ragazzo è stato piuttosto discontinuo: momenti di ricerca e interesse si sono alternati a allontanamenti e reazioni che sembrano averla lasciata nell’incertezza. Non credo sia possibile prevedere se, dopo un rapporto sessuale, lui resterà o si allontanerà. Forse la domanda più importante, però, è un'altra: oggi, in questa relazione così com’è, lei si sente sufficientemente al sicuro da poter vivere l’intimità come una scelta propria e non come un modo per verificare o assicurarsi la sua presenza? La sua prima esperienza merita di poter avvenire con i suoi tempi, in un contesto in cui possa sentirsi rispettata, libera di fermarsi e sufficientemente tranquilla rispetto alle intenzioni dell’altro. Se prevalgono paura e bisogno di rassicurazione, potrebbe essere utile non forzarsi a fare quel passo e concedersi tempo per comprendere che cosa desidera davvero. Anche osservare come lui reagisce ai suoi tempi e ai suoi limiti può darle informazioni importanti sulla qualità della relazione: il rispetto della sua libertà non dovrebbe dipendere dal fatto che lei sia o meno pronta all'intimità.
Buongiorno, la risposta alla sua domanda è già contenuta nelle ultime righe della sua lettera. Lei scrive: “Il mio timore principale è che, una volta condivisa l’intimità completa, lui possa nuovamente allontanarsi o sparire”. Questo timore va ascoltato, perché non nasce dal nulla. Da quello che racconta, questo ragazzo ha avuto un comportamento discontinuo: si è avvicinato, si è allontanato, è tornato, ha reagito male quando lei non era subito disponibile, poi ha interrotto di nuovo i contatti. Non si tratta di giudicarlo, ma di osservare i fatti. C’è però anche un altro punto. Lei sembra vivere questa situazione più nei pensieri che nel presente dell’incontro. La mente va continuamente avanti: immagina cosa potrebbe succedere dopo, teme che lui possa sparire, cerca garanzie, costruisce scenari. Ma l’intimità non accade nel futuro immaginato. Accade nel presente. Se mentre è con l’altro la mente è già occupata a prevedere l’abbandono, il giudizio o la delusione, il corpo difficilmente può lasciarsi andare. Non perché lei sia sbagliata, ma perché non si sente davvero al sicuro. Quando si pensa troppo, si entra facilmente nella ruminazione: pensieri sui pensieri, domande che si sovrappongono ad altre domande, tentativi continui di capire, prevedere, controllare. Alla fine non ci si sente più. E per accedere all’intimità non si arriva con troppi ragionamenti. L’intimità richiede presenza, fiducia, rispetto dei tempi, ascolto del corpo e della propria sensibilità. Se tutto diventa un esame mentale — “devo farlo?”, “e se poi sparisce?”, “e se sbaglio?”, “e se non sono pronta?” — il corpo si chiude e l’esperienza perde naturalezza. C’è anche il tema della pretesa di avere certezze prima di vivere l’esperienza. È comprensibile voler essere prudenti, soprattutto quando si tratta della prima intimità. Ma nessuno può sapere tutto in anticipo. Nessuno può garantire che l’altro non cambierà, non si allontanerà, non deluderà. L’amore e l’intimità appartengono anche all’esperienza dell’ignoto. Non sono un contratto firmato in anticipo, né una situazione comoda in cui ci si accomoda su due poltrone a bere un tè, già certi che nulla farà male. Lui stesso potrebbe avere incertezze, paure, esitazioni, magari simili alle sue oppure opposte. Non sempre l’altro è il personaggio sicuro che immaginiamo. A volte anche l’altro si muove tra desiderio, paura, impazienza, fragilità. L’amore è anche un oscuro intervallo in cui, per un momento, le differenze si attenuano e due persone smettono di studiarsi da lontano. Questo non significa buttarsi senza rispetto di sé. Significa distinguere la prudenza dalla pretesa di controllare tutto. C’è infine un ultimo aspetto. La vita non è ferma. Siamo dentro una corrente. Gli incontri accadono perché, per un certo tempo, due correnti si avvicinano, si toccano, forse procedono insieme. Ma non tutto può essere previsto, garantito, trattenuto. Un incontro è anche un’occasione. Se lo si riempie solo di pensieri, paure, calcoli e garanzie, può sparire prima ancora di essere vissuto. Non perché bisogna buttarsi senza ascoltarsi, ma perché la vita si muove e tutto è soggetto al cambiamento. L’attimo va riconosciuto. Non posseduto. Non immobilizzato. Riconosciuto. Nel suo caso il tema riguarda la prima esperienza sessuale, la fiducia nell’altro, la paura dell’abbandono e il rischio che la ruminazione mentale blocchi il contatto con il proprio corpo e con il presente. Se per lei questa è la prima esperienza, il punto non dovrebbe essere “arrivare al rapporto completo”, ma sentire se con questa persona può essere rispettata, non pressata, non usata, non abbandonata subito dopo. Prima di procedere, dovrebbe chiedersi meno “che cosa devo fare?” e più “come mi sento davvero con lui?”. Se prevale l’ansia di perderlo o il timore che lui sparisca, è prudente fermarsi. Non perché la sessualità sia qualcosa da temere, ma perché la prima esperienza dovrebbe nascere dentro un clima di fiducia, rispetto e presenza. Non dentro la paura. Dott. Francesco Paolo Coppola Psicologo e Psicoterapeuta
Buonasera, la ringrazio per la sua domanda e tutti i dettagli che ci ha raccontato. Il dilemma in cui si trova è comprensibile e direi "naturale" visto lo svolgimento di questo rapporto ma sfortunatamente nessuno può dirle cosa sia più giusto per lei, tranne lei stessa. Perché ha deciso di fare questa esperienza con lui? E' cambiato qualcosa in lei da quando l'ha deciso? Lei cosa sente? E' una cosa che vuole fare o che si sente in dovere di fare? Sono solo alcune domande che possono aiutarla a fare chiarezza in questa situazione. In situazioni come la sua quello che succederà dopo non possiamo saperlo, possiamo solo raccogliere più elementi possibili tra quelli che già abbiamo per orientarci nelle nostre scelte. L'importante è che la scelta sia sua e di nessun altro. Le auguro il meglio, buona giornata
Buongiorno, la situazione che descrive contiene sicuramente attrazione, curiosità e un desiderio da parte sua di vivere questa esperienza, ma anche diversi elementi di incertezza che spiegano perché oggi senta il bisogno di fermarsi a riflettere prima di fare un passo che per lei ha un significato importante. Mi sembra utile partire da un punto fondamentale: la domanda non dovrebbe essere soltanto "mi va di avere un rapporto con lui?", ma anche "come mi sento dentro questa relazione mentre mi avvicino a quel momento?". Perché dal suo racconto emerge che il problema non è tanto l'intimità in sé, quanto la paura di ciò che potrebbe accadere dopo. Lei teme che, una volta ottenuto ciò che desidera, lui possa nuovamente allontanarsi. E questa paura non sembra nascere dal nulla. È collegata a un andamento relazionale che fino a questo momento è stato piuttosto discontinuo: avvicinamenti, periodi di distanza, nuovi contatti, reazioni forti quando lei non era disponibile, successive interruzioni e poi nuovi ritorni. Non sarebbe corretto stabilire con certezza quali siano le intenzioni di questo ragazzo. Potrebbe essere realmente attratto da lei e contemporaneamente avere difficoltà a costruire una relazione stabile. Potrebbe desiderare soprattutto un rapporto fisico. Potrebbe essere confuso rispetto a ciò che vuole. Potrebbero esserci più motivazioni contemporaneamente. Il punto è che lei non ha bisogno di entrare nella sua mente per decidere come proteggersi. Da una prospettiva cognitivo comportamentale potrebbe essere molto utile distinguere ciò che sa da ciò che spera o teme. Sa che esiste una forte attrazione. Sa che lui l'ha cercata più volte. Sa anche che in passato si è allontanato diverse volte e che la sua disponibilità nei suoi confronti è stata altalenante. Non sa invece se, dopo un rapporto completo, rimarrebbe presente. E probabilmente nessuna promessa potrebbe darle una certezza assoluta su questo punto. Per questo sarebbe rischioso vivere l'intimità come una sorta di prova dalla quale dovrebbe dipendere il futuro della vostra relazione. Se il pensiero diventasse "lo faccio perché così finalmente capirò se resta", oppure "se non lo faccio rischio che sparisca ancora", allora il rapporto smetterebbe di essere soltanto una scelta desiderata e inizierebbe a essere condizionato dalla paura di perderlo. Questo merita molta attenzione. Lei dovrebbe poter vivere quell'esperienza perché la desidera davvero, perché si sente sufficientemente tranquilla e perché sente di poter accettare anche il fatto che, successivamente, la relazione possa non evolvere come spera. È una domanda difficile, ma importante: se sapesse in anticipo che dopo il rapporto lui potrebbe comunque allontanarsi, sceglierebbe ugualmente di viverlo con lui? Se la risposta fosse sì, perché sente che quella è una scelta che desidera indipendentemente dal futuro della relazione, allora il significato sarebbe uno. Se invece sentisse che non riuscirebbe a viverlo serenamente senza la garanzia che lui rimarrà, allora forse non è ancora il momento di procedere. Non perché debba aspettare necessariamente una relazione ufficiale o perché la prima esperienza debba avvenire secondo una regola particolare, ma perché per lei sembra essere importante che intimità e sicurezza emotiva siano sufficientemente collegate. Questo è un suo bisogno e merita rispetto. Mi sembra anche importante osservare come lui reagisce ai suoi limiti. Lei racconta che quando non ha potuto uscire subito lui ha interpretato la situazione come una menzogna o un evitamento e ha reagito interrompendo nuovamente i contatti. Questo è un elemento che non va ignorato, perché una relazione intima richiede anche la capacità di tollerare un "non posso", un "non ancora", un cambio di programma o un momento di esitazione senza trasformarlo immediatamente in un'accusa. Lo stesso vale per la sessualità. Una persona con cui vivere una prima esperienza dovrebbe idealmente essere qualcuno con cui sente di poter dire "fermiamoci", "ho bisogno di più tempo", "sono agitata", senza temere che si arrabbi, si offenda o sparisca. La sicurezza emotiva non consiste nel sapere che una persona non se ne andrà mai. Nessuno può offrirle una garanzia assoluta. Consiste soprattutto nel vedere che, quando lei esprime un bisogno o un limite, quella persona lo rispetta. Per questo, prima di decidere, potrebbe essere molto utile parlare direttamente con lui. Non necessariamente chiedendogli una promessa del tipo "mi assicuri che dopo non sparirai?", perché anche una risposta positiva non potrebbe darle una certezza reale. Potrebbe invece dirgli con sincerità che per lei questa esperienza ha un peso emotivo particolare e che non desidera viverla dentro una frequentazione nella quale dopo potrebbe esserci improvvisamente silenzio o distanza. Potrebbe chiedergli come vede concretamente il vostro rapporto oggi e che cosa desidera da questa conoscenza, senza pretendere una dichiarazione sentimentale che magari non sente. La parte importante sarà osservare non soltanto ciò che risponde, ma come reagisce al fatto che lei abbia bisogno di chiarezza. Se mostra comprensione, disponibilità a procedere con i suoi tempi e coerenza nel comportamento, avrà alcune informazioni in più. Se invece vive la sua cautela come un ostacolo, la pressa, minimizza ciò che prova oppure torna a utilizzare la distanza ogni volta che non ottiene ciò che desidera, anche questo le darà un'informazione molto importante. Un altro elemento da osservare riguarda il significato che sta attribuendo alla propria prima esperienza. Il rischio potrebbe essere quello di pensare che debba finalmente "riuscire" questa volta, quasi come se i tentativi precedenti rappresentassero dei fallimenti. Non c'è nulla da recuperare né da portare a termine obbligatoriamente. Se durante un incontro non si sente sufficientemente tranquilla o il corpo non segue ciò che mentalmente aveva deciso, non significa che ci sia qualcosa che non va in lei. Può semplicemente significare che l'intimità richiede un livello di sicurezza che in quel momento non era ancora presente. Più quella situazione diventa una prova, più può aumentare la tensione. Potrebbe quindi essere utile togliere al prossimo incontro l'obiettivo rigido del rapporto completo. Vedervi, stare insieme, lasciar evolvere l'intimità e mantenere la libertà di fermarvi potrebbe essere molto diverso dal pensare "questa volta deve succedere". Il suo corpo non deve dimostrare niente. Mi soffermerei anche sulla ripetitività del rapporto. Lui si avvicina, si allontana, torna, lei si interroga su ciò che vuole e successivamente la possibilità di recuperare riaccende l'interesse. Questo andamento può aumentare moltissimo il coinvolgimento proprio perché la relazione non è stabile. Quando una persona è presente in modo discontinuo, ogni ritorno può diventare molto intenso. Si prova sollievo, speranza e la sensazione che finalmente qualcosa stia ripartendo. Proprio questa alternanza può rendere difficile valutare con lucidità se la relazione ci piace davvero per ciò che è oppure perché siamo continuamente impegnati a conquistarne la stabilità. Una domanda utile potrebbe essere: "se lui fosse sempre stato disponibile e chiaro fin dall'inizio, quanto mi piacerebbe realmente questa relazione?". E ancora: "sto scegliendo lui perché mi sento bene e rispettata con lui oppure perché ormai sento il bisogno che questa storia arrivi finalmente da qualche parte?". Sono domande differenti. Potrebbe esserci infatti il rischio che il rapporto completo venga vissuto simbolicamente come il momento in cui finalmente la storia si definisce, quando in realtà potrebbe non modificare affatto il livello di disponibilità relazionale di lui. L'intimità non trasforma automaticamente una frequentazione incerta in una relazione stabile. È quindi molto importante che la sua decisione non dipenda dalla speranza che, dopo quel momento, lui inizi a comportarsi diversamente. Se desidera una relazione più continuativa, può dirlo prima. Se invece lui desidera qualcosa di diverso, saperlo può farle male, ma le permetterebbe di decidere sulla base della realtà e non sull'aspettativa che qualcosa cambi dopo. Anche la paura di tutelarsi merita una riflessione. Proteggersi non significa necessariamente evitare qualsiasi rischio affettivo. In ogni relazione esiste la possibilità di essere delusi. Proteggersi significa soprattutto non ignorare ciò che per noi è importante per paura di perdere l'altro. Se per lei la continuità, il rispetto dei tempi e una certa affidabilità sono condizioni fondamentali, non dovrebbe convincersi che siano pretese eccessive soltanto per mantenere questa frequentazione. Allo stesso tempo, sarebbe utile accettare che nemmeno aspettare indefinitamente potrà garantirle che non soffrirà. Il punto è arrivare a una scelta sufficientemente libera: "so cosa desidero, so cosa lui sembra disposto a offrire e scelgo sapendo che non posso controllare completamente quello che accadrà dopo". Se si accorge che questa relazione sta diventando molto occupante mentalmente, che passa molto tempo a interpretare i suoi ritorni e le sue assenze o che il timore di essere abbandonata dopo l'intimità condiziona fortemente la possibilità di ascoltare i propri desideri, potrebbe essere molto utile approfondire questi aspetti in un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale. Non per dirle se dovrebbe o meno avere questo rapporto, ma per comprendere quali schemi si attivano quando sente che l'altro potrebbe allontanarsi, quanto il bisogno di essere scelta influenzi le sue decisioni e come distinguere maggiormente il proprio desiderio dalla paura di perdere una possibilità. Il criterio forse più semplice potrebbe essere questo: non faccia quel passo per trattenere lui, per dimostrare qualcosa o per vedere finalmente che cosa succederà. Lo faccia soltanto se sente che sarebbe una scelta sua anche sapendo che nessuno può garantirle come continuerà la relazione. Se oggi questa libertà non c'è ancora, attendere non significa perdere un'occasione. Significa rispettare il significato che quell'esperienza ha per lei. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno giovane curiosa, vede l'intimità non è solo una questione fisica ... che avete da dirvi e raccontarvi voi due? Un saluto cordiale dott.ssa Marzia Sellini
Buongiorno, l'intimità e i rapporti sessuali soprattutto i primi assumono una valenza particolare perche segnano il passaggio a qualcosa di più profondo. Ogni persona ha tempistiche diverse nel vivere questo momento e il partner deve rispettare tante cose, le paure, l'imbarazzo il non riuscire a portare a termine il rapporto stesso. Il comportamento di questa persona non è rassicurante nè rispettoso. Lei segua sempre il suo istinto e non sbaglierà. Le auguro il meglio Dott.ssa Sara Rocco
Gentile utente, grazie per la sua condivisione. Mi arriva l'incertezza che vive nella relazione con questo ragazzo, e l'incertezza generalmente non è una buona alleata per farci fare dei nuovi passi.. per farci approdare a nuove esperienze.. e se ho compreso bene per lei sarebbe il primo rapporto completo. Leggendo anche quanto accaduto nell'ultimo incontro, penso che il suo corpo le stia dando dei segnali di non comodità che la portano a bloccarsi. Questo ragazzo, per come lei lo ha descritto e per quanto io posso aver compreso, è sempre stato molto sfuggente e molto orientato al rapporto fisico. Oltre a questo, da quanto scrive non emerge altro. Detto questo, a lei questo ragazzo piace? Vorrebbe avere una relazione con lui o vuole avere un rapporto fisico? Oltre al rapporto fisico le piacerebbe condividere con questo ragazze altre esperienze (un gelato assieme, una gita al mare o in montagna, una serata assieme)? Ha chiesto a lui cosa desidera condividere con lei? Penso che fare maggiore chiarezza rispetto a quello che lei desidera, potrebbe aiutarla nell'orientarsi rispetto a questa relazione. Le faccio tantissimi auguri per tutto. Rimango a disposizione, anche online. Saluti, dott.ssa Baratto Psicologa Clinica - Psicodiagnosta - Formatrice - Psicoterapeuta della Gestalt in formazione
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso una situazione così personale. Da quanto racconta, sembra emergere un vissuto caratterizzato da attrazione e desiderio, ma anche da una comprensibile necessità di sentirsi al sicuro prima di vivere un’esperienza così importante per lei. Un aspetto che potrebbe essere utile osservare non riguarda solo la possibilità che questa persona possa allontanarsi dopo un rapporto completo, ma soprattutto il modo in cui lei si sente all’interno di questa relazione: si sente rispettata nei suoi tempi? Riesce a esprimere i suoi dubbi e i suoi bisogni senza il timore di perdere l’altro? Per vivere serenamente l’intimità è importante che il desiderio sia accompagnato da fiducia, ascolto reciproco e una sensazione di sicurezza emotiva. Dalla sua descrizione sembra che ci siano stati momenti in cui lui ha mostrato interesse e desiderio di mantenere un contatto, ma anche alcune reazioni che lei ha vissuto come destabilizzanti. Senza poter conoscere le intenzioni dell’altra persona, può essere utile concentrarsi su ciò che concretamente osserva nella relazione e su come questi comportamenti la fanno sentire. Le suggerirei di non vivere l’intimità come un “passaggio necessario” per consolidare il rapporto o per evitare che l’altro si allontani. Un’esperienza sessuale dovrebbe nascere dal suo desiderio e dalla sua serenità, non dalla paura di perdere qualcuno. Potrebbe essere utile anche confrontarsi apertamente con lui, condividendo i suoi timori e osservando come accoglie questa vulnerabilità: la capacità di ascoltare, rispettare e prendersi cura dei tempi dell’altro è un elemento importante in ogni relazione. Se questa situazione continua a generarle molta incertezza o sofferenza, potrebbe essere utile concedersi uno spazio di riflessione, anche con il supporto di un professionista, per comprendere meglio i propri bisogni affettivi, i propri confini e ciò che desidera davvero da questa relazione. Un caro saluto.
Ciao, mi ha colpito la tua richiesta di aiuto in quanto la difficoltà che stai sperimentando non è semplice da gestire e non è infrequente. Il mio consiglio è di riflettere sul perché ti senti cosi ambivalente all'inizio di una conoscenza e perché sopratutto è significativo il timore che lui possa avere ben chiaro in mente questo unico obiettivo. Indipendentemente da quello che lui possa scegliere per se stesso valuta pro e contro della tua di scelta. Sarebbe più intollerabile affrontare il suo allontanamento qualora non rispettasse la tua scelta o i tuoi tempi oppure accelerare la scelta di avere un rapporto intimo, per te importante, principalmente per ridurre al minimo la possibilità che lui si possa allontanare? Al netto del fatto che avere un rapporto intimo comunque non ti garantisce la sua presenza costante. Penso che la condivisione di un rapporto cosi intimo e personale richieda l'obbligo di sentirci liberi, sicuri e coerenti con la sola nostra volontà e che nessuno dovrebbe interferire con tale decisione. Un caro saluto
Gentile utente, il dilemma che descrive richiama, in ottica cognitivo-comportamentale, il tema della paura dell'abbandono e delle predizioni catastrofiche legate alla vulnerabilità. Il pensiero, se cedo mi lascerà, funziona come profezia che orienta le sue scelte. Le suggerisco di esaminare i comportamenti oscillanti nella relazione, valutando i suoi bisogni prima di quelli altrui. Un percorso con uno psicoterapeuta potrebbe aiutarla a chiarire il quadro. Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo
È comprensibile che lei si senta combattuta: da una parte c’è il desiderio di vivere questa esperienza, dall’altra il timore che l’intimità possa coincidere con un nuovo allontanamento. In una prospettiva cognitivo-costruttivista, più che cercare di prevedere ciò che farà lui, potrebbe essere utile ascoltare ciò che questa relazione sta significando per lei e quali bisogni sente di voler tutelare. Il punto non è tanto decidere se “fidarsi” o meno, quanto chiedersi se oggi si sente sufficientemente rispettata, libera e al sicuro nel poter scegliere i propri tempi, senza il timore che il suo consenso o la sua disponibilità diventino una condizione per mantenere il legame. L’intimità può essere un passo importante quando nasce da un desiderio condiviso, non dalla paura di perdere l’altro. Potrebbe quindi essere utile parlarne apertamente con lui e osservare soprattutto come reagisce ai suoi tempi, ai suoi limiti e alle sue vulnerabilità: anche questo può aiutarla a comprendere meglio che tipo di relazione state costruendo.
Buongiorno, credo che la sua paura meriti di essere ascoltata, perché non sembra nascere dal nulla: questa persona, nel tempo, si è avvicinata e allontanata più volte, mostrando interesse ma anche una disponibilità piuttosto altalenante. È quindi comprensibile che lei tema di affidargli una parte così intima di sé e poi ritrovarsi nuovamente sola. Più che domandarsi “se faccio questo passo, lui resterà?”, proverei però a capovolgere la domanda: “Mi sento sufficientemente al sicuro con lui da desiderare questa esperienza anche sapendo che non posso avere la certezza che resterà?”. L'intimità, soprattutto quando rappresenta una prima esperienza importante, non dovrebbe diventare il prezzo da pagare per ottenere la presenza o l'affetto dell'altro. C'è inoltre un aspetto che mi sembra significativo: gran parte della vostra relazione sembra essersi organizzata intorno al momento in cui lei sarebbe stata “pronta”. Sarebbe utile capire se, oltre alla forte attrazione fisica, tra voi si sia costruito anche uno spazio di fiducia, rispetto dei suoi tempi, dialogo e interesse reciproco. Nessuno può garantirle che lui non si allontanerà dopo un rapporto sessuale. Può però chiedersi come si è comportato finora quando lei ha posto un limite, ha avuto bisogno di tempo o non ha corrisposto alle sue aspettative: spesso è proprio lì che comprendiamo quanto possiamo sentirci al sicuro con qualcuno. Non abbia fretta. Essere pronta non significa soltanto desiderarlo fisicamente, ma poter vivere quella scelta sentendo che appartiene davvero a lei, e non alla paura che, se non accadrà, lui possa andarsene.
Buongiorno, la situazione che descrive sembra porla di fronte a un dilemma comprensibile: da una parte c’è il desiderio e la curiosità di vivere questa esperienza con una persona verso la quale sente attrazione, dall’altra il timore di poter essere nuovamente delusa o abbandonata una volta raggiunta l’intimità. Credo però che, prima ancora di chiedersi se sia opportuno avere un rapporto completo con lui, possa essere utile interrogarsi su che tipo di relazione si sia costruita finora tra voi. Dal suo racconto emerge infatti una dinamica piuttosto oscillante, caratterizzata da avvicinamenti e allontanamenti, momenti in cui lui sembra cercarla e altri in cui interrompe i contatti, oltre ad alcune interpretazioni delle sue intenzioni che sembrano essere state formulate senza che lei avesse effettivamente dato motivo di dubitare di ciò che diceva. Questo non significa necessariamente che le sue intenzioni nei suoi confronti siano negative, né che possiamo prevedere cosa farà in futuro, ma può essere importante chiedersi come lei si sente all'interno di questa modalità relazionale e quanto riesca a sentirsi rispettata, tranquilla e libera di scegliere. In particolare, mi sembra significativo che l'intimità sia diventata, almeno in parte, una sorta di momento decisivo, come se dovesse prima accadere qualcosa tra voi per poter comprendere che cosa lui desideri realmente. Forse potrebbe essere utile provare a spostare la prospettiva e chiedersi se sia possibile conoscere meglio le sue intenzioni e costruire un minimo di sicurezza reciproca prima di arrivare a quel momento. L'intimità, soprattutto considerando che per lei rappresenta una prima esperienza, non dovrebbe essere utilizzata come una prova attraverso la quale verificare se l'altro resterà o se ne andrà. Il timore che lei esprime, cioè che dopo aver avuto un rapporto completo lui possa nuovamente allontanarsi, merita inoltre di essere ascoltato senza necessariamente trasformarlo in una previsione. Potrebbe chiedersi che cosa, concretamente, la porterebbe a sentirsi sufficientemente tutelata e quali comportamenti da parte sua le permetterebbero di comprendere se c'è realmente uno spazio per una relazione, anche semplicemente per una frequentazione più continuativa e rispettosa, oppure se l'interesse è prevalentemente legato all'aspetto sessuale. Non credo quindi che la questione sia tanto stabilire dall'esterno se debba o non debba vivere questa esperienza con lui. La domanda potrebbe essere piuttosto "in quali condizioni io mi sentirei libera di scegliere di farlo, senza sentire di dover dimostrare qualcosa, trattenere l'altro o rischiare di perderlo?". Se oggi sente di avere bisogno di maggiori rassicurazioni, chiarezza e continuità prima di compiere questo passo, concedersi del tempo non significa necessariamente perdere un'occasione, ma può rappresentare un modo per rispettare i propri tempi e i propri bisogni. Se sente che questo dubbio continua a generarle molta ansia o che tende a rimanere intrappolata nell'interpretazione dei comportamenti dell'altro, potrebbe essere utile affrontarlo in un percorso psicologico, anche per comprendere meglio che cosa questa relazione sta attivando in lei e quale posizione desidera assumere al suo interno. Spero di esserle stato di supporto e l auguro una buona giornata.
Il tuo timore è comprensibile: visto il comportamento altalenante di questa persona, è importante non sentirti obbligata a vivere un’intimità finché non ti senti realmente sicura e rispettata. Prima di procedere, prova a chiarire con lui le sue intenzioni e osserva soprattutto la coerenza dei suoi comportamenti, non solo le parole. Poiché questa situazione ti genera forte incertezza, ti consiglio di confrontarti con uno psicologo, che possa aiutarti a tutelarti e a comprendere meglio ciò che desideri. Ci sono!
Il dilemma che descrive, aprirsi completamente e rischiare di soffrire, o tutelarsi e rinunciare a qualcosa che si desidera, è qualcosa che immagino pesi in modo reale. Quello che mi sembra venir fuori dal Suo racconto, forse un po' "in punta di piedi", è che il timore principale potrebbe non riguardare solo lui in particolare, ma qualcosa di più ampio: la paura di investire emotivamente e fisicamente in qualcuno per poi sentirsi abbandonata. È una preoccupazione comprensibile, soprattutto in una situazione in cui i segnali ricevuti sono stati altalenanti. La risposta alla domanda "è opportuno procedere o è più prudente tutelarsi?" dipende da variabili che solo Lei può valutare, e che nessuna risposta pubblica può sostituire. Quello però che mi sento di dire è che avere chiarezza su cosa si vuole davvero, e su quanto ci si sente al sicuro in una situazione, è il punto di partenza più importante prima di qualsiasi decisione. Un percorso di supporto psicologico forse potrebbe aiutarLa a trovare questa chiarezza con più serenità.
Gentile Utente, credo che la sua domanda contenga già un elemento molto importante: non si sta chiedendo soltanto se desidera avere un rapporto con questo ragazzo, ma **se con lui può sentirsi sufficientemente al sicuro anche dopo**. Dal suo racconto sembra esserci attrazione e desiderio reciproco, ma anche una relazione caratterizzata da avvicinamenti, allontanamenti, aspettative, incomprensioni e ritorni. Non possiamo sapere se, dopo un rapporto completo, lui resterà oppure si allontanerà: nessuno potrebbe darle questa garanzia. Proprio per questo sposterei la domanda da *“Lui sparirà dopo?”* a **“Di che cosa ho bisogno io per vivere questa esperienza serenamente, anche sapendo che non posso controllare ciò che farà lui?”** La sua prima esperienza sessuale non deve necessariamente avvenire all'interno di una relazione destinata a durare, né esiste una modalità universalmente “giusta”. Ma se per lei sessualità, fiducia e continuità affettiva sono profondamente legate, è importante rispettarlo. Non sarebbe una richiesta eccessiva, ma un suo bisogno relazionale. Potrebbe quindi essere utile parlarne apertamente con lui prima di procedere, non per ottenere promesse sul futuro, ma per comprendere **che cosa state cercando entrambi in questa relazione**. E osservare non soltanto ciò che lui dice, ma come si comporta quando lei pone un limite, ha bisogno di tempo o non corrisponde immediatamente alle sue aspettative. C'è infine una domanda che forse può aiutarla più di tutte: *“Se sapessi con certezza che dopo questa esperienza lui potrebbe allontanarsi, desidererei comunque viverla con lui?”* La risposta può dirle molto. Perché tutelarsi non significa necessariamente rinunciare alla propria sessualità: significa poterla vivere senza tradire ciò di cui, emotivamente, sente di avere bisogno. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa
Gentile Signora, comprendo il suo dubbio e, soprattutto, la sua preoccupazione: non sembra infatti che la questione riguardi soltanto il fatto di avere o meno un rapporto sessuale con questa persona, ma anche il timore di sentirsi nuovamente rifiutata o abbandonata dopo aver condiviso con lui un'esperienza per lei particolarmente significativa. Dalla situazione che descrive emerge una dinamica piuttosto altalenante: momenti di avvicinamento e interesse, seguiti da allontanamenti, interruzioni dei contatti e reazioni che lei ha percepito come poco comprensive rispetto ai suoi tempi. Questo non permette, naturalmente, di stabilire quali siano le sue reali intenzioni né di formulare un giudizio sulla sua persona, ma può essere un elemento importante da considerare prima di compiere un passo che per lei ha un valore emotivo rilevante. Il punto centrale, a mio avviso, è che non dovrebbe vivere il rapporto sessuale come una prova da superare per verificare se lui rimarrà o come un modo per consolidare la relazione. L'intimità dovrebbe avvenire quando lei si sente sufficientemente tranquilla, libera e rispettata, non quando teme che, diversamente, l'altra persona possa perdere interesse. Le suggerirei quindi di non chiedersi soltanto "posso fidarmi di lui?", domanda alla quale oggi nessuno può darle una certezza, ma anche: "Mi sento rispettata nei miei tempi? Posso comunicargli le mie paure senza sentirmi sotto pressione? Il suo comportamento è sufficientemente coerente da farmi sentire al sicuro?". Sono aspetti particolarmente importanti, soprattutto considerando che si tratterebbe della sua prima esperienza. Prima di procedere, potrebbe essere utile parlarne apertamente con lui, esprimendo il timore che, dopo l'intimità, possa nuovamente allontanarsi e osservando come reagisce. Non sarà tanto la sua rassicurazione verbale a essere significativa, quanto la coerenza dei suoi comportamenti nel tempo. Infine, non c'è alcuna necessità di forzare i tempi: se una parte di lei desidera vivere questa esperienza, ma un'altra sente ancora paura, può essere utile ascoltare entrambe. Il suo consenso deve essere libero, consapevole e revocabile in qualsiasi momento, e non dovrebbe mai essere il prezzo da pagare per mantenere una relazione. Considerata l'incertezza che questa situazione sembra generarle e il significato particolare che la prima esperienza sessuale riveste per lei, sarebbe consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni, i suoi timori e i criteri con cui valutare se questa relazione sia realmente tutelante per lei. Cordiali saluti, Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, dalla descrizione che lei fa in effetti mi sembra importante che lei contatti bene quali sono i suoi desideri che hanno a che fare con questo ragazzo. Se il suo intento è quello di avere una relazione vera e propria che coinvolga la vostra vita non mi sembra possibile. Se il suo desiderio è di fare una prima esperienza sessuale con una persona che la desidera potrebbe anche essere anche se questo ragazzo non mi sembra così rispettoso ed empatico nei suoi confronti. Se ha bisogno di aiuto sono disponibile anche online. Buona serata Dario Martelli
Caro/a, comprendo il tuo dilemma: quando desiderio e paura di essere feriti convivono, è davvero difficile capire quale strada scegliere. Da ciò che racconti, più che chiederti *“devo farlo oppure no?”*, proverei a chiederti: **“Mi sento sufficientemente al sicuro e mi fido di questa persona per vivere questa esperienza senza il timore costante di essere abbandonata dopo?”** Non c'è alcuna fretta e soprattutto non devi vivere l'intimità come qualcosa che devi “concedere” per capire se lui resterà. La tua prima esperienza merita di avvenire quando ti senti libera di scegliere, desiderosa e rispettata nei tuoi tempi, anche senza la garanzia di sapere come andrà la relazione. Inoltre, i suoi comportamenti altalenanti e alcune reazioni che descrivi sembrano averti lasciato una certa insicurezza. Potrebbe essere utile osservare non tanto ciò che lui dice, ma **quanto ti senti rispettata, ascoltata e tranquilla nella relazione con lui**. Se la paura che possa sparire dopo l'intimità è molto forte, forse vale la pena fermarsi un momento e parlarne apertamente con lui prima di fare un passo così importante per te. Un abbraccio, dott.ssa Veronica De Iuliis
Da ciò che racconta, la sua cautela sembra molto comprensibile. Non è in discussione solo la scelta di vivere o meno un’esperienza sessuale, ma il clima relazionale in cui questa esperienza dovrebbe avvenire: disponibilità altalenante, pressioni, sparizioni, ritorni, fraintendimenti e timore che lui possa allontanarsi dopo l’intimità. Per una prima esperienza è importante sentirsi libera, rispettata, non spinta a dimostrare qualcosa e non costretta a “trattenere” l’altro attraverso il corpo. Se il dubbio principale è “dopo sparirà?”, forse una parte di lei ha già colto un elemento di insicurezza nella relazione. Prima di procedere, sarebbe utile chiarire con lui aspettative, tempi, rispetto dei suoi confini e reale disponibilità emotiva. Un supporto psicologico online o in presenza può aiutarla a distinguere desiderio, paura, bisogno di conferme e tutela di sé, così da arrivare a una scelta più consapevole e non guidata dalla pressione o dal timore di perderlo. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli
Buongiorno, provi a condividere queste sue paure al ragazzo. Il confronto in molti casi è la cosa più importante. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Gentile, comprendo perfettamente quanto questa situazione le stia creando confusione, insicurezza e un profondo logoramento emotivo. Trovare il coraggio di mettersi in gioco per la prima volta è un passo delicato e importante, e merita di essere vissuto all'interno di una cornice di rispetto, ascolto e sicurezza emotiva che a giudicare da come si sono svolte le cose fino ad ora, sembra essere mancata. Analizzando la dinamica che descrive, emergono diversi elementi su cui è prezioso riflettere con attenzione. Da un lato c'è il suo desiderio legittimo di vivere questa esperienza e di esplorare la sfera dell'intimità con la forte attrazione che avverte; dall'altro c'amo un partner che ha ripetutamente mostrato un atteggiamento ambivalente, caratterizzato da disponibilità altalenante, comportamenti manipolativi come il fare il finto fidanzato, reazioni di forte contrarietà e chiusura di fronte a un suo legittimo impedimento logistico, e un ritorno ciclico che sembra quasi guidato dal raggiungimento di un obiettivo fisico piuttosto che da un reale investimento emotivo sulla conoscenza reciproca. Il timore che lui possa allontanarsi o sparire dopo che il rapporto si sarà consumato non è un'ansia infondata o un capriccio, ma un campanello d'allarme che la sua parte più saggia e protettiva sta giustamente suonando. Quando una relazione si regge su un'alternanza di sparizioni, riapparizioni improvvise e pressioni, si innesca un circolo vizioso di attesa e frustrazione che finisce per minare profondamente l'autostima e il senso di protezione personale. Una prima esperienza affettiva e fisica dovrebbe rappresentare un momento di scoperta serena, in cui ci si sente accolti nei propri tempi, nelle proprie incertezze e nella propria unicità, senza il timore costante di essere giudicate o abbandonate a seconda che un'aspettativa esterna venga soddisfatta oppure no. Esporsi a un legame in cui il baricentro è così sbilanciato sulle esigenze e sui tempi dell'altro rischia di esporla a una sofferenza evitabile. Affrontare e sciogliere questi dubbi relazionali, imparando a riconoscere il proprio valore e a stabilire confini sani per tutelare la propria emotività, richiede uno spazio di ascolto autentico e protetto. Intraprendere un percorso psicologico mirato, basato sull'accoglienza profonda e sulla costruzione di un contesto sicuro e privo di giudizio, rappresenta la chiave più efficace per ritrovare la bussola interiore, fare chiarezza sui propri bisogni affettivi ed elaborare dinamiche relazionali complesse con una guida esperta al proprio fianco, capace di sostenervi passo dopo passo con la massima dedizione e professionalità. Resto a disposizione. Dottoressa Gloria Giacomin
Salve, comprendo il suo dubbio, soprattutto perché per lei si tratterebbe della prima esperienza e quindi è naturale desiderare di viverla in un contesto in cui si senta al sicuro e rispettata. Al di là dell'attrazione che sembra esserci tra voi, guarderei soprattutto a come questa persona si è comportata nel tempo: la disponibilità altalenante, le interruzioni dei contatti, il fatto di aver dato per scontato che lei mentisse e, soprattutto, il suo riavvicinarsi in momenti in cui sembrava esserci maggiore possibilità di intimità sono elementi che meritano attenzione. Non è possibile sapere oggi se, dopo un rapporto completo, lui rimarrebbe o si allontanerebbe. Ma può chiedersi qualcosa di più importante: “Mi sento sufficientemente tranquilla e fiduciosa nei suoi confronti da voler condividere con lui un'esperienza così importante?”. Se la risposta è ancora piena di paura e incertezza, forse non è necessario avere fretta. La sua prima esperienza non dovrebbe diventare un modo per verificare se lui è davvero interessato a lei. L'intimità può essere una scelta libera e desiderata quando ci si sente pronti, non una prova da superare per conquistare o trattenere qualcuno. E se lui è realmente interessato a lei, dovrebbe poter rispettare i suoi tempi senza pressioni, risentimenti o sparizioni. Anche osservare come reagirà ai suoi confini potrà darle molte informazioni sulla qualità del rapporto. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Salve, ovviamente dal di fuori non è possibile rispondere alla domanda che pone. Può essere soltanto lei stessa, ascoltandosi e ascoltando le sue sensazioni ed emozioni, a trovare una risposta. Tuttavia le consiglierei ugualmente di parlare con lui chiedendo chiarezza in proposito, magari anche facendo presente che i suoi timori derivano dall'altalenanza del rapporto fino ad ora. Cordiali saluti, dott. ssa Marianna Mansueto
Salve, grazie per la sua condivisione. In una situazione come quella che descrive, credo sia importante distinguere due aspetti che rischiano di sovrapporsi: il desiderio di vivere la propria prima esperienza e il bisogno di sentirsi sufficientemente al sicuro nella relazione con questa persona. Racconta una dinamica che oscilla molto tra avvicinamenti e allontanamenti, ricerca da parte sua ma anche momenti di forte contrarietà quando lei non era immediatamente disponibile, fino alla ripetuta interruzione dei contatti. Naturalmente, questi comportamenti non permettono da soli di stabilire quali siano le sue intenzioni, ma possono rappresentare per lei degli elementi da prendere in considerazione. Forse, quindi, la domanda non è tanto “posso fidarmi di lui?”, perché nessuno può garantirle che una persona non si allontanerà in futuro. Potrebbe essere più utile chiedersi: “Mi sento sufficientemente rispettata, ascoltata e libera di scegliere con lui?” L’intimità, soprattutto quando rappresenta una prima esperienza, non dovrebbe diventare una sorta di prova attraverso la quale verificare se l’altra persona rimarrà oppure no. Potrebbe essere utile anche condividere apertamente con lui il suo timore: non per ottenere una garanzia sul futuro, che nessuno può darle, ma per osservare come reagisce alla sua vulnerabilità e ai suoi tempi. Una persona con cui può costruire qualcosa dovrebbe poter accogliere il suo bisogno di procedere con gradualità senza farle percepire pressione, colpa o paura di perderla. Infine, non c’è alcuna necessità di “procedere” semplicemente perché c’è attrazione o perché questa esperienza è stata rimandata più volte. Può scegliere di vivere l’intimità quando sentirà che lo fa perché lo desidera, e non perché teme che, altrimenti, lui possa nuovamente allontanarsi. In questo senso, tutelarsi non significa necessariamente rinunciare a lui: significa concedersi il tempo necessario per capire se, oltre all’attrazione, esistono anche le condizioni relazionali che le permettono di sentirsi tranquilla e rispettata.
Gentile, comprendo la sua incertezza e il timore che, dopo aver vissuto un'esperienza per lei così importante, questo ragazzo possa nuovamente allontanarsi. Non è possibile prevedere con certezza quale sarà il suo comportamento, ma può essere utile soffermarsi su come lei si sente all'interno di questa frequentazione. L'intimità dovrebbe essere vissuta quando ci si sente realmente pronti e sereni, e non con la paura che rappresenti una condizione necessaria per mantenere l'interesse dell'altra persona. Considerata anche la discontinuità che descrive nel suo comportamento, le suggerirei di ascoltare i suoi tempi e i suoi bisogni, chiedendosi se si sente rispettata, tranquilla e libera di fare questa scelta, indipendentemente da ciò che potrebbe accadere in futuro. Un caro saluto, Dott.ssa Noemi Anguilano Psicologa
Buon pomeriggio carissima, grazie per aver raccontato con tanta chiarezza una situazione che comprensibilmente le sta creando incertezza. Il suo dubbio merita di essere preso sul serio, ma forse può essere utile spostare leggermente la domanda: più che chiedersi “Cosa succederà se avrò un rapporto completo con lui?”, potrebbe chiedersi “Mi sento sufficientemente al sicuro, rispettata e libera di scegliere, indipendentemente da ciò che lui farà dopo?”. Non possiamo sapere con certezza se, dopo un'intimità maggiore, questa persona resterà presente oppure si allontanerà. Tuttavia, possiamo osservare ciò che è già accaduto. Nel suo racconto compaiono una disponibilità altalenante, momenti di riavvicinamento e allontanamento e, in un'occasione, una reazione molto negativa di fronte al fatto che lei non fosse immediatamente disponibile. Sono elementi che non permettono necessariamente di concludere quali siano le sue intenzioni, ma che possono ragionevolmente indurla a chiedersi quanto questa persona le trasmetta, oggi, stabilità e affidabilità. C'è poi un aspetto particolarmente importante: lei non ha alcun bisogno di “completare” l'esperienza per verificare cosa succederà. L'intimità non dovrebbe diventare un modo per mettere alla prova il rapporto o per ottenere la certezza che l'altra persona rimarrà. Se una parte di lei sente di dover fare quel passo soprattutto per paura di perderlo, forse vale la pena fermarsi e ascoltare quella sensazione. Allo stesso tempo, il fatto che questa sia la sua prima esperienza e che le siano già state richieste diverse forme di intimità rende ancora più importante che i suoi tempi vengano rispettati. Non deve dimostrare nulla, né a lui né a se stessa. Può procedere soltanto quando sente di volerlo fare per sé, senza pressione e sapendo di poter cambiare idea in qualsiasi momento. Potrebbe anche essere utile parlarne apertamente con lui prima di un eventuale rapporto: non per ottenere una garanzia sul futuro — che nessuno può dare — ma per capire come reagisce quando lei esprime i propri bisogni e le proprie paure. La qualità della sua risposta potrebbe offrirle informazioni importanti. In definitiva, non credo che la questione sia scegliere tra fidarsi di lui e tutelarsi. Può fidarsi dei propri desideri e, contemporaneamente, tutelarsi. E tutelarsi, in questo caso, può significare aspettare finché non sentirà che l'intimità è una scelta libera e serena, non un rischio che deve correre per scoprire se lui resterà. Forse la domanda più utile da portarsi dentro non è E se dopo mi lasciasse?, ma Se sapessi con certezza che dopo non cambierà nulla tra noi, vorrei comunque vivere questa esperienza con lui, adesso? La risposta potrebbe aiutarla a distinguere il suo desiderio dalla paura delle conseguenze. Grazie Un caro saluto Dott.ssa Ilaria Redivo
Buongiorno, credo che il suo timore meriti di essere ascoltato, perché non nasce dal nulla ma dall'andamento che questa relazione ha avuto fino ad oggi. Emerge un'attrazione reciproca, ma anche una notevole discontinuità da parte di questo ragazzo: avvicinamenti e allontanamenti, momenti di interesse seguiti da interruzioni dei contatti, reazioni negative quando lei non era immediatamente disponibile e una forte attenzione al raggiungimento dell'intimità sessuale. Tutto questo non significa necessariamente che lui sia interessato soltanto a un rapporto fisico, ma rende comprensibile che lei non si senta sufficientemente sicura delle sue intenzioni. La domanda più importante potrebbe essere: “Mi sento sufficientemente serena, rispettata e libera da poter vivere questa esperienza anche sapendo che la relazione potrebbe non continuare?”. La prima esperienza sessuale non deve necessariamente avvenire all'interno di una relazione destinata a durare, ma dovrebbe avvenire perché lei la desidera realmente, non per trattenere qualcuno, rassicurarlo, dimostrargli qualcosa o per paura che possa perderlo. Certamente utile parlare apertamente con lui, anche del suo timore che possa nuovamente allontanarsi, e osservare soprattutto come reagisce. Una persona interessata a lei dovrebbe poter accogliere i suoi tempi, le sue esitazioni e il bisogno di sentirsi al sicuro senza trasformarli in pressioni, accuse o minacce di allontanamento. Si conceda piuttosto il tempo necessario per capire se tra voi sta crescendo quella fiducia che permetterebbe a lei di vivere questa esperienza come una scelta autenticamente sua.
Penso che già il fatto che sia indecisa se farlo o no sia molto indicativo. Deve fare quello che si sente, nei tempi che si sente e nei modi che si sente, null'altro. Il comportamento che ha dimostrato questo ragazzo (basandomi unicamente su quanto scrive) lo trovo piuttosto tossico (sebbene non in modo grave).
Buonasera! È comprensibile che, trattandosi anche della sua prima esperienza, il desiderio di vivere questa intimità possa convivere con il timore di essere poi nuovamente allontanata. Forse, prima ancora di chiedersi cosa sia più prudente fare, potrebbe essere importante ascoltare ciò che sente lei: cosa desidera realmente da questa relazione e cosa rappresenta, per lei, la paura che lui possa sparire dopo un momento di intimità. Sono aspetti che meritano uno spazio di ascolto, senza la necessità di arrivare subito a una risposta. Un caro saluto
Gent.ma, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Da quanto scritto, sembrano emergere una discontinuità relazionale e una forte pressione che mal si adattano al rispetto dei suoi naturali tempi di apertura ed esplorazione della sfera sessuo-affettiva. In un incontro intimo sereno, la gradualità e la tutela dell'altro e dei suoi tempi sono elementi fondamentali. Potrebbe provare a comunicargli - con fermezza - che per lei l'intimità richiede una continuità relazionale e un certo grado di fiducia. La reazione del ragazzo, dinnanzi alla sua presa di posizione, ritengo possa fornirle un ulteriore elemento di cui tener conto laddove continuerà ad interrogarsi sulla sostenibilità del vostro rapporto. Se desidera far chiarezza sui suoi vissuti e comprendere meglio le dinamiche relazionali all'interno di uno spazio protetto e privo di giudizio, resto a sua disposizione. Può contattarmi privatamente, cliccando sul tasto "Richiedi consulenza" presente nel mio profilo, per concordare un primo colloquio conoscitivo (online o in studio). Un cordiale saluto, Dott.ssa Sofia Mezzasalma
Buongiorno, comprendo la sua incertezza, considerando il modo discontinuo in cui questa frequentazione si è sviluppata e il fatto che per lei si tratterebbe della prima esperienza. Non è possibile sapere in anticipo come si comporterà lui dopo un'eventuale intimità. Può però tenere conto di ciò che è avvenuto finora e, soprattutto, di ciò che desidera e di quanto si sente tranquilla rispetto a questa persona. Non dovrebbe sentirsi obbligata a fare questo passo per mantenere il rapporto. Se questa situazione le crea particolare difficoltà nel comprendere ciò che desidera e nel tutelare i propri bisogni, può essere utile affrontarla con un professionista attraverso un percorso psicologico. Cordialmente, Dott.ssa Elisa Fiora
Buongiorno, trovo innanzitutto molto bello e significativo che tu abbia scelto di affidare a dei professionisti una domanda così personale e delicata. Parlare della propria intimità, soprattutto quando riguarda una prima esperienza e coinvolge sentimenti, aspettative e timori, non è necessariamente semplice. Rispetto alla tua domanda, credo che più che cercare una risposta su cosa sia “giusto” fare con questo ragazzo, possa essere utile soffermarti su ciò di cui avresti bisogno per vivere questa esperienza sentendoti serena, rispettata e al sicuro. Dal tuo racconto sembra infatti emergere non soltanto il desiderio di avere un rapporto con lui, ma anche un timore piuttosto preciso: che, una volta raggiunta l'intimità, lui possa nuovamente allontanarsi. È comprensibile che questa possibilità ti preoccupi, soprattutto considerando che nella vostra conoscenza ci sono già stati momenti di avvicinamento seguiti da allontanamenti e una certa discontinuità da parte sua. Naturalmente nessuno può prevedere con certezza quale sarà il comportamento di questo ragazzo dopo un eventuale rapporto. Potrebbe però essere importante chiederti: “Se dopo questa esperienza lui dovesse effettivamente allontanarsi, come mi farebbe sentire?” e, ancora, “Per vivere serenamente questa prima esperienza, di quali rassicurazioni e di quale tipo di relazione avrei bisogno?” Potrebbe inoltre esserti utile parlare apertamente con lui delle tue paure e delle tue aspettative, osservando non soltanto ciò che ti risponde, ma anche quanto i suoi comportamenti siano coerenti nel tempo con ciò che ti dice. Puoi concederti tutto il tempo necessario per capire se desideri realmente condividere questo momento con lui e, soprattutto, se senti di poterlo fare tenendo conto della paura che, dopo l'intimità, possa nuovamente allontanarsi. Un caro saluto.
Gentile utente, mentre leggo la sua storia, mi colpisce come il desiderio di vivere questa prima esperienza sembri continuamente intrecciarsi con la paura di essere lasciata subito dopo. È come se, ogni volta che tra voi si crea una vicinanza, insieme all’attrazione comparisse anche il timore dell’allontanamento. La sua domanda è se sia opportuno procedere oppure tutelarsi. Mi verrebbe però da fermarmi un momento prima di questa scelta e chiederle: che cosa sente davvero quando immagina di avere un rapporto con lui? Sente prevalentemente desiderio, curiosità e fiducia, oppure avverte tensione, paura e il bisogno di capire finalmente se lui resterà? Il timore che possa sparire non sembra nascere soltanto da una sua insicurezza: prende forma anche all’interno di una relazione nella quale lui si è già avvicinato e allontanato più volte. Quando lei non era pronta o immediatamente disponibile, lui ha reagito interrompendo i contatti, mostrandosi contrariato o mettendo in dubbio ciò che lei gli diceva. È comprensibile, quindi, che oggi una parte di lei desideri lasciarsi andare e un’altra senta il bisogno di proteggersi. Non possiamo sapere con certezza che cosa farà lui dopo. Possiamo però osservare che cosa accade già adesso tra voi: lei riesce a esprimere liberamente i suoi tempi e i suoi limiti? E lui riesce a restare in relazione quando lei dice “non ancora”, senza farle sentire che il legame potrebbe interrompersi? La prima esperienza non deve diventare una prova da superare per verificare l’interesse dell’altro. Potrebbe avvenire quando lei sentirà di poter dire sia “sì” sia “fermiamoci”, restando in contatto con ciò che prova e senza la paura che un suo limite determini la perdita della relazione. Prima di decidere che cosa fare con lui, potrebbe quindi ascoltare che cosa sta chiedendo oggi a se stessa: vivere un’esperienza che desidera realmente oppure cercare, attraverso l’intimità, una rassicurazione che finora questa relazione non è riuscita a darle? Un cordiale saluto. Dott.ssa Cinzia Sciré
Gentile Amica, non è facile rispondere ai suoi dubbi, ci racconta poche cose di lei. Sappiamo solo il comportamento di lui, e l'importanza che lei dà al sesso, e al fatto che sarebbe "la prima volta". Il sesso è giustificato solo da un impegno a lungo termine? Sembra avere il timore di essere ingannata: le succede anche in latri ambiti della sua vita? Come se potesse essere privata definitivamente di qualcosa di estremo valore? E chi diventerebbe ai suoi stessi occhi, se dovesse fare sesso con quest'uomo e poi essere delusa - come accade frequentemente, essendo uno dei casi della vita? con i migliori auguri, dr. Ventura
Salve, purtroppo, l'eventualità che un/una partner si allontani dopo aver consumato è sempre presente poiché la sessualità è una componente molto importante di un rapporto di coppia, senza la quale il rapporto è menomato e dopo la quale ci si dovrebbe prendere il tempo per trovare un equilibrio soddisfacente per entrambi (sia di coppia che più specificatamente nella sfera sessuale). Detto questo ritengo che la vera domanda, a prescindere da cosa possa fare o scegliere questa persona in futuro, sia: lei cosa desidera? Perché ognuno di noi ha una prospettiva diversa rispetto allo "scenario peggiore" immaginabile cioè se sia meglio avere rimpianti (avrei dovuto o potuto fare ma non ho fatto) o rimorsi (ho sbagliato); posto che invece potrebbe anche andare bene e dare una svolta al vostro rapporto che attualmente è affaticato anche dalla mancanza della sessualità. Saluti. Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso una situazione così personale e delicata. Da ciò che racconta, emerge quanto questa frequentazione sia stata caratterizzata da momenti di avvicinamento e di allontanamento e quanto questo andamento le abbia lasciato oggi un senso di incertezza e di vulnerabilità. Mi sembra importante sottolineare che il punto centrale non sia soltanto decidere se vivere o meno un rapporto intimo con questa persona, ma comprendere come si sente all'interno di questa relazione. Lei descrive il desiderio di condividere questa esperienza, ma allo stesso tempo il timore che, una volta raggiunta l'intimità, lui possa nuovamente allontanarsi. Questo timore merita di essere ascoltato, senza minimizzarlo. Non è possibile stabilire con certezza come lui si comporterà in futuro. Tuttavia, può essere utile chiedersi se, al di là dell'attrazione che prova, questa relazione le trasmetta un senso di sicurezza, rispetto dei suoi tempi e fiducia reciproca, aspetti particolarmente importanti quando ci si avvicina a una prima esperienza sessuale. Un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio in cui esplorare questi dubbi senza la pressione di dover prendere una decisione immediata. Insieme si potrebbe lavorare per comprendere meglio i suoi bisogni, le sue aspettative e ciò che desidera da una relazione, così che le sue scelte possano essere guidate non dalla paura di perdere l'altro, ma da ciò che sente essere giusto per sé. Per me è fondamentale che il percorso terapeutico si basi sulla fiducia e sulla possibilità di sentirsi accolti senza giudizio. Anche il primo colloquio rappresenta un'occasione per conoscerci e capire insieme se sente che questo possa essere lo spazio adatto per affrontare ciò che sta vivendo e se posso essere la professionista più adatta ad accompagnarla in questo percorso. Resto a disposizione
Gentile utente, è comprensibile che, dopo una frequentazione così altalenante, tu possa sentire il bisogno di proteggerti e di capire meglio le sue intenzioni. Più che chiederti se sia “giusto” o meno avere un rapporto completo con lui, forse può essere utile chiederti se oggi ti senti sufficientemente tranquilla, libera e fiduciosa nel rapporto da poterlo desiderare per te, indipendentemente da ciò che potrebbe accadere dopo. Il timore che lui possa allontanarsi successivamente non può essere eliminato del tutto, ma i suoi comportamenti passati possono essere considerati nel valutare quanto ti senti sicura con lui. Potresti anche provare a condividere apertamente questa tua paura e osservare come reagisce: la sua disponibilità ad ascoltarla e a rispettare i tuoi tempi può dirti qualcosa di importante sulla qualità della relazione. Non avere fretta di fare un passo soltanto per verificare cosa succederà dopo. La tua prima esperienza merita di avvenire in una situazione in cui tu possa sentirti rispettata, libera di scegliere e sufficientemente serena. Cordiali saluti
Buongiorno, credo sia difficile, e forse anche poco utile, stabilire dall'esterno se sia "opportuno" o meno vivere questa esperienza con lui. Mi soffermerei piuttosto sul dubbio che lei stessa porta: il timore che, dopo aver condiviso un'intimità completa, lui possa nuovamente allontanarsi. Da ciò che racconta, infatti, la vostra conoscenza è stata caratterizzata più volte da momenti di vicinanza seguiti da allontanamenti e ritorni. Non possiamo sapere cosa farà lui dopo un eventuale rapporto, ma possiamo partire da ciò che questa relazione le ha fatto vivere fino ad oggi e chiederci: di che cosa avrebbe bisogno lei per sentirsi sufficientemente tranquilla e tutelata nel fare questo passo? Soprattutto trattandosi della sua prima esperienza, credo sia importante che l'intimità non diventi qualcosa da raggiungere per capire se lui resterà, per consolidare il rapporto o per paura di perderlo. Dovrebbe essere prima di tutto una scelta che sente sua e che può vivere rispettando i propri tempi. Potrebbe essere utile anche parlare apertamente con lui delle sue paure e di ciò che entrambi vi aspettate da questa frequentazione. Non necessariamente per ottenere rassicurazioni sul futuro, che nessuno può garantire, ma per capire se state attribuendo a questa relazione e all'intimità un significato simile. Forse, quindi, più che chiedersi "posso fidarmi del fatto che dopo non sparirà?", potrebbe provare a chiedersi: "quali condizioni mi servono per sentire che questa è una scelta che desidero fare, indipendentemente da ciò che accadrà dopo?"
Gentile utente, benvenuta. Comprendo perfettamente la forte incertezza e il senso di smarrimento che sta provando in questo momento: gestire dinamiche di questo tipo, specialmente quando c'è in gioco la propria prima esperienza intima, comporta una grandissima vulnerabilità emotiva ed è del tutto naturale sentire il bisogno di proteggersi. Il suo timore di un possibile allontanamento subito dopo l'intimità è comprensibile e fondato sui precedenti della vostra storia. Osservando il quadro complessivo, emergono alcuni elementi su cui riflettere: Modalità relazionali altalenanti: Le sparizioni improvvise, le reazioni piccate ai suoi "no" o ai suoi tempi, e l'uso di pretesti per chiudere la frequentazione indicano una prevalenza dell'interesse fisico rispetto a un reale investimento emotivo e di ascolto dei suoi bisogni. Pressione sui tempi: Quando si vive la prima esperienza, la fiducia, la continuità e la sicurezza emotiva sono fondamentali. Un partner che mostra fretta o frustrazione di fronte alle difficoltà intime rischia di amplificare l'ansia da prestazione anziché creare il clima protetto di cui avrebbe bisogno. Tutela di sé: Procedere con una persona che in passato è sparita periodicamente espone a un concreto rischio di sofferenza. Per comprendere se sia il caso di tutelarsi, provi a chiedersi se con lui si sente accolta, al sicuro e libera di esprimere i suoi ritmi senza la paura costante di essere abbandonata. In questa sede non è possibile e non sarebbe corretto formulare diagnosi o valutazioni strutturate sulla personalità del ragazzo. Per fare chiarezza dentro di sé, comprendere meglio le sue dinamiche difensive e vivere la sessualità con la sereno serenità che merita, il consiglio professionale è quello di rivolgersi a un psicologo o psicoterapeuta. Un percorso di consulenza le offrirà uno spazio d'ascolto protetto e neutrale per rafforzare i suoi confini emotivi e scegliere ciò che è davvero meglio per il suo benessere.
Buongiorno, sono la Dott.ssa Morena, psicologa. Leggendo quello che racconti, credo che il tuo dubbio non riguardi davvero soltanto “se farlo o non farlo”. La domanda più importante sembra essere: “Mi sento abbastanza al sicuro con questa persona da poter vivere questa esperienza senza il timore di stare poi male?” Da quello che descrivi, ci sono stati diversi avvicinamenti e allontanamenti, disponibilità altalenante e momenti in cui lui ha interrotto il contatto. Non significa necessariamente che abbia cattive intenzioni, ma è comprensibile che questo ti renda poco sicura rispetto a ciò che potrebbe accadere dopo. E soprattutto: non devi vivere la tua prima esperienza per paura che, se aspetti, lui possa perdere interesse. L’intimità dovrebbe essere una scelta che senti tua, non qualcosa che devi concedere per “vedere come va” o per assicurarti una relazione. Forse prima di decidere potresti chiederti: se fossi certa che lui non sparirà dopo, lo vorrei davvero? E se invece sapessi che potrebbe farlo, sentirei comunque di voler vivere questa esperienza con lui? Le risposte potrebbero aiutarti a distinguere il tuo desiderio dalla paura di perderlo. Se ti va, possiamo parlarne insieme e provare a fare un po’ di chiarezza, senza giudicare né la tua scelta né i tuoi tempi.
Da un punto di vista psicologico, il suo dubbio è comprensibile: non riguarda soltanto l’intimità, ma soprattutto la fiducia e la sicurezza emotiva che sente nei confronti di questa persona. Dalla dinamica che descrive emerge una certa discontinuità da parte sua: ricerca, allontanamento, reazioni impulsive e riavvicinamenti. Questo non permette di sapere con certezza quali siano le sue intenzioni, ma è un elemento da prendere in considerazione. Non procederei quindi chiedendomi “dopo l’intimità lui resterà?”, perché non può avere questa garanzia. Piuttosto: “Mi sento sufficientemente rispettata, tranquilla e libera di scegliere con lui?” Se prevalgono paura e insicurezza, forse è più prudente aspettare. L’intimità dovrebbe essere una scelta che nasce dal desiderio e dalla fiducia, non dal timore di perdere l’altra persona. Se lui è realmente interessato a lei, potrà dimostrarlo anche attraverso continuità, rispetto dei suoi tempi e presenza, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un rapporto completo.
Gentile utente, il Suo dubbio è comprensibile e, alla luce di ciò che racconta, credo sia importante non utilizzare l’intimità come strumento per capire finalmente quali siano le intenzioni di questo ragazzo. Il suo comportamento passato mostra infatti una certa discontinuità: la cerca, manifesta interesse, ma allo stesso tempo si allontana, reagisce con sospetto quando Lei non è immediatamente disponibile e sembra collegare molto la frequentazione alla possibilità di avere un rapporto sessuale. Questo non significa necessariamente che voglia soltanto quello, ma sono elementi che meritano prudenza. L’intimità dovrebbe essere una scelta che nasce dal desiderio e dalla fiducia, non dalla paura che, senza concederla, l’altra persona possa perdere interesse. È un po’ come consegnare a qualcuno una chiave di casa: non dovrebbe essere il modo per scoprire se quella persona resterà, ma qualcosa che si fa quando ci si sente sufficientemente al sicuro da volerle permettere di entrare. Prima di procedere, potrebbe quindi chiedersi: “Se sapessi con certezza che dopo il rapporto lui potrebbe comunque allontanarsi, lo vorrei ugualmente?”. Se la risposta fosse no, probabilmente non è ancora il momento. Non deve inoltre sentirsi responsabile delle difficoltà avute durante i vostri tentativi: ansia, emozione e tensione possono influire molto sulla prima esperienza. Osservi soprattutto se lui sa rispettare i Suoi tempi senza pressioni, risentimento o colpevolizzazioni: questo sarà molto più indicativo delle sue dichiarazioni. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a vivere questa prima esperienza con maggiore consapevolezza, sicurezza e libertà, senza sentirsi costretta a scegliere tra il desiderio di intimità e la necessità di tutelarsi.
Buonasera, le difficoltà che racconta e i dubbi che ha sono comprensibili, soprattutto quando si tratta di una sfera così delicata come quella dell'intimità. Forse, in questa situazione così ambivalente, potrebbe essere utile ripartire da sé chiedendosi "cosa sento più giusto per me?", invece che focalizzarsi su cosa sia "opportuno" fare, per chiarire dentro di sé cosa desideri in questo momento con questa persona. Le auguro il meglio, Laura De Biasio
Ciao, quando un'esperienza è così importante e delicata, è comprensibile avere paura che, dopo aver condiviso l'intimità, l'altra persona possa allontanarsi e lasciarti ancora più vulnerabile. Però, sembra esserci stata finora una certa discontinuità da parte del ragazzo: momenti in cui ti cerca e mostra interesse alternati a allontanamenti, reazioni impulsive e interruzioni dei contatti. Questo non permette necessariamente di concludere quali siano le sue intenzioni, ma può spiegare perché tu oggi faccia fatica a sentirti sicura. Forse, quindi, la domanda non dovrebbe essere soltanto: posso fidarmi di lui?, ma anche: mi sento sufficientemente al sicuro con lui da vivere questa esperienza senza il timore che ciò che accadrà dopo dipenda dall'aver accettato o meno di avere un rapporto intimo? L'intimità, soprattutto quando rappresenta una prima esperienza, dovrebbe poter avvenire quando ti senti libera di sceglierla, non quando senti di doverla concedere per capire se lui resterà. Potresti quindi prenderti tutto il tempo necessario e osservare soprattutto la sua capacità di rispettare i tuoi tempi e di rimanere presente anche quando non ottiene immediatamente ciò che desidera. Non è possibile sapere oggi se dopo l'intimità lui resterà o si allontanerà. Puoi però tutelarti scegliendo di fare quel passo solo quando sentirai che, qualunque sia ciò che accadrà dopo, lo stai facendo prima di tutto perché lo desideri tu e non per paura di perderlo.
Buongiorno, leggendo la sua domanda mi viene da spostare un po’ l’attenzione da quello che potrebbe fare lui dopo a quello che sente lei adesso. Lei vorrebbe sapere prima se, dopo aver vissuto questa intimità, lui resterà oppure si allontanerà. È comprensibile cercare questa sicurezza, soprattutto considerando quello che è già successo tra voi, ma è una garanzia che purtroppo nessuno può darle. Proverei invece a partire dai fatti e da come lei sta dentro questa relazione. Quando è con lui si sente tranquilla? Rispettata nei suoi tempi? Libera di dire sì ma anche di cambiare idea e dire no? Sente di potersi affidare oppure si trova spesso a cercare di capire cosa deve fare per evitare che lui si allontani? Mi sembra importante anche distinguere due desideri che possono facilmente confondersi: “desidero vivere questa esperienza con lui” e “desidero viverla perché così forse lui resterà”. Sembrano simili, ma per lei fanno una grande differenza. La sua paura che possa sparire non nasce dal nulla: nasce anche da ciò che ha già sperimentato nel rapporto con lui. Non significa che accadrà sicuramente di nuovo, ma neppure che debba convincersi a ignorare quello che sente. Anche il timore è un’informazione e vale la pena ascoltarlo. Forse la domanda non è tanto “posso fidarmi che lui rimanga?”, ma “mi sento sufficientemente al sicuro e libera, oggi, da scegliere questa esperienza anche sapendo che non posso controllare ciò che lui farà domani?”. Perché l’intimità non dovrebbe essere una prova da superare per vedere finalmente cosa farà l’altro. Dovrebbe essere qualcosa che lei sente di voler vivere, con quella persona, in quel momento. Si dia il permesso di sentire cosa vuole davvero, senza avere fretta. A volte il corpo, le esitazioni e persino i nostri passi indietro ci raccontano qualcosa che vale la pena ascoltare prima di cercare una risposta soltanto con la testa. Le auguro di riuscire a scegliere non sulla base della paura che lui se ne vada, ma partendo da ciò che sente giusto per sé.
Gentilissima, comprendo il suo dubbio, soprattutto considerando che per lei si tratta di un'esperienza particolarmente importante e nuova. Non è possibile sapere con certezza come si comporterà lui dopo un rapporto completo, ma possiamo osservare ciò che è già accaduto nella vostra relazione. Il fatto che in più occasioni lui abbia mostrato maggiore interesse quando sembrava esserci la possibilità di arrivare all'intimità e che, quando questo non è avvenuto, abbia successivamente preso le distanze o interrotto i contatti non rappresenta un segnale particolarmente rassicurante. Anche la reazione molto forte quando lei non ha potuto uscire subito, arrivando a pensare che lei mentisse, merita di essere considerata. Non significa necessariamente che lui voglia intenzionalmente prenderla in giro, ma significa che al momento non sembra esserci quella continuità e quella chiarezza che potrebbero permetterle di sentirsi tranquilla nell'affidargli una prima esperienza così importante. Più che chiedersi “e se dopo essere stata con lui sparisse?”, potrebbe quindi chiedersi “quello che mi sta mostrando oggi è sufficiente per farmi sentire rispettata, al sicuro e libera di vivere questa esperienza senza paura delle conseguenze?”. Non avrebbe nulla da perdere nel prendersi tutto il tempo necessario. L'intimità dovrebbe essere una scelta che nasce dal desiderio e dalla fiducia, non dal timore che, non concedendola, l'altra persona possa allontanarsi. Se per mantenere il suo interesse lei sentisse di dover fare qualcosa che non è ancora pronta a fare, questo sarebbe già un elemento importante da ascoltare. Resto a disposizione.
«Se sia opportuno procedere o se sia più prudente tutelarmi.» Messa così, la scelta sembra fra due strategie. Ma guardi cosa è successo finora, perché è già successo più volte: lui si avvicina quando pensa che lei sia pronta, si allontana quando non lo è, torna dopo che è passato del tempo. Non è un percorso che va da qualche parte, è un movimento che si ripete. E dentro un movimento che si ripete, decidere se procedere o tutelarsi non cambia il movimento: cambia solo il posto che lei occupa dentro di esso. Il suo timore, scrive, è che dopo lui possa sparire. È un timore che nasce dall'esperienza, non dall'immaginazione. La domanda allora non è cosa fare adesso. È: cosa la trattiene in una cosa che si è già interrotta più volte? Da un racconto scritto non si valuta, e queste difficoltà relazionali si affrontano meglio in una consulenza psicologica online. Dott.ssa Alessia Cipriano, psicologa clinica
E' importante che in questi momenti di difficoltà riesca ad affidarsi a un terapeuta che sappia realmente aiutarla a conoscere e gestire i propri vissuti emotivi in merito. A presto, Dott. Salvatore Di Costanzo
Gentile, La ringrazio per la fiducia e per la profonda chiarezza con cui ricostruisce un'esperienza che porta con sé un forte carico di delicatezza, attesa e comprensibile incertezza. Voglio rassicurarla subito su un aspetto fondamentale: le sue esitazioni e le difficoltà pratiche incontrate durante quello che avrebbe dovuto essere il vostro primo rapporto completo sono assolutamente naturali. La prima volta è un momento unico, che richiede un clima di totale fiducia, serenità e protezione. Se il corpo "si blocca" o incontra difficoltà, non è un difetto o una mancanza, ma il modo in cui il suo sistema emotivo le sta chiedendo tempo e sicurezza. La sua domanda "È opportuno procedere o è più prudente tutelarmi?" trova risposta nell'analisi attenta dei comportamenti che questo ragazzo ha mostrato finora: 1. Il pattern del partner: Presenza condizionata ed immaturità emotiva Nel percorso di questa frequentazione emergono alcuni elementi che meritano una riflessione clinica molto seria: Presenza sintonizzata sull'obiettivo: Lei nota con grande lucidità che lui si riavvicina e si fa presente soprattutto quando ritiene che lei sia "pronta" al passo intimo, per poi allontanarsi o trovare pretesti di chiusura quando il rapporto non si consuma. Questa dinamica si chiama accesso condizionato: la relazione viene vissuta non per la bellezza di conoscere lei come persona, ma in funzione dell'ottenimento dell'intimità. Insofferenza per i confini e reattività difensiva: Il fatto che di fronte a un semplice rinvio dell'uscita lui l'abbia accusata ingiustamente di "mentire", interrompendo i contatti, è un segnale di forte fragilità ed immaturità. Indica una difficoltà ad accettare che lei possa avere i suoi tempi, le sue esigenze e la sua vita autonoma. Il fondamento del suo timore: Il suo timore che, una volta condiviso il rapporto completo, lui possa allontanarsi o sparire è una preoccupazione del tutto fondata e legittima, basata sul comportamento che lui ha già ripetuto più volte in passato. 2. Di cosa ha bisogno la sua "Prima Volta"? La prima esperienza d'intimità non è solo un fatto fisico, ma un evento emotivo profondo che lascia una traccia importante nella memoria affettiva. Per essere vissuta con gioia, piacere e serenità, ha bisogno di un contesto caratterizzato da: Assenza di pressione: Sapere che l'altro la desidera per quello che è, e non per "arrivare al traguardo". Sicurezza emotiva: La certezza che, qualunque cosa accada (anche di fronte ad una difficoltà o a un blocco), l'altra persona sarà lì ad abbracciarla con dolcezza, senza spazientirsi o sparire il giorno dopo. Chiediti con totale onestà: questo ragazzo le trasmette davvero questa sensazione di rifugio e sicurezza? Come comportarsi ora per proteggere se stessa? Eccoli alcuni criteri pratici per uscire dall'incertezza e prendere una decisione serena: A. Metti alla prova la relazione "fuori dall'intimità" Se desidera capire le sue reali intenzioni, provi a frequentarlo per qualche tempo concentrandosi solo sulla conoscenza personale, sul dialogo e sulla condivisione di momenti quotidiani, mettendo temporaneamente in pausa l'aspetto sessuale. Se lui le vuole bene per chi è lei, sarà felice di aspettare e di costruire continuità; se la sua motivazione è prevalentemente fisica, si stancherà o mostrerà di nuovo insofferenza. B. Ascolta la reazione del tuo corpo Le difficoltà o la tensione provate durante l'ultimo incontro non sono una "sconfitta", ma una bussola emotiva: il suo corpo le sta dicendo che ha bisogno di fidarsi di più per potersi lasciar andare. Non forzi mai se stessa per paura di perderlo o per il timore di deluderlo. C. Esprimi i tuoi bisogni con chiarezza Provi a dirgli in modo semplice e fermo cosa desidera: "Per me l'intimità ha un valore importante e ho bisogno di sentire che tra noi c'è continuità, rispetto e fiducia, senza fretta o pressioni. Ho bisogno di capire se anche tu vuoi costruire questo tipo di serenità." La sua reazione a queste parole le chiarirà definitivamente con chi ha a che fare. L'opportunità di una consultazione psicologica Affrontare le prime tappe della propria vita affettiva e sessuale all'interno di una relazione ambigua può generare un forte senso di insicurezza. Un breve percorso di consultazione o psicoterapia individuale le permetterebbe di: Elaborare i dubbi ed i vissuti emotivi legati alla prima esperienza d'intimità; Imparare a riconoscere ed a fare rispettare i propri confini ed i propri tempi affettivi; Rinforzare l'autostima per aprirsi soltanto a relazioni limpide, basate sulla reciprocità, la pazienza e la cura autentica. Lei merita di vivere un'intimità meravigliosa, protetta e condivisa con qualcuno che sappia restare accanto al suo cuore con delicatezza ed autenticità. Un cordiale saluto, Dott.ssa Antonella Guiducci
Mi sembra che tu stia cercando nell’intimità una risposta a un dubbio che, in realtà, riguarda la fiducia: lui desidera te o ciò che può ottenere da te? I suoi allontanamenti e le reazioni alle tue attese meritano attenzione, senza bisogno di attribuirgli intenzioni certe. Ti chiedo: se sapessi che dopo un rapporto lui potrebbe sparire, lo sceglieresti comunque perché lo desideri o speri che l’intimità lo renda più presente? Non devi dimostrare nulla né rispettare i suoi tempi: procedi solo quando ti sentirai libera, serena e rispettata. Ricorda: l’intimità può esprimere un legame, ma non può garantirne la presenza.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.


















