Gentilissimi dottori, vorrei poteste chiarire un fatto circa gli attacchi di cervicalgia in luogo d

Gentilissimi dottori, vorrei poteste chiarire un fatto circa gli attacchi di cervicalgia in luogo dei quali a causa di problematiche che sicuramente ne possono peggiorare la sintomatologia fino a rendere l' individuo inabile, o inerentemente a concause quali il cambio di stagione, l' umidità, sforzi fisici non consoni alla situazione o, per forza si tratta di stati di ansia, depressione rischiando di fare passare il paziente come tale, curando lo stesso con psicofarmaci quando ormai è risaputo che nervi cranici compressi, il nervo vago, il nervo trigemino, un sistema nervoso perennemente sotto stress, situazione che porterebbe il soggetto ad uno stato di panico, ansia, nausea, problemi alla vista, senza alcun apparente motivo?! In seguito ad un grave infortunio alla colonna cervicale a causa di un esercizio eseguito all' in piedi, sopra la testa, mi schiacciai tre vertebre cervicali, mentre si formò una roto scoliosi cervico dorsale a forma di "Z", mentre da quel momento la sintomatologia riguardò, oltre quella dolorosa, gli attacchi di panico, nausea, malessere generale, stato di ansia, di conseguenza venni trattato come paziente ansioso e depresso, mentre la situazione della mia colonna cervicale venne sottovalutata e venni costretto ad assumere ansiolitici ed antidepressivi. Questo a mio avviso credo sia l'approccio peggiore. Pertanto, chiedo cortesemente una vostra opinione in merito, dopo che ormai sono passati 26 anni da quel momento fatale mentre, la mia colonna vertebrale è in costante peggioramento, mentre nulla ho risolto. Vi ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.

2 risposte


Gentile Utente, comprendo il senso della sua riflessione e ritengo che il tema meriti alcune precisazioni. Da un lato è certamente vero che una patologia cervicale importante può essere associata a dolore cronico, limitazione funzionale, disturbi del sonno, affaticamento, riduzione della qualità di vita e conseguente comparsa di ansia, preoccupazione e demoralizzazione. Sarebbe infatti un errore considerare automaticamente "psicologico" qualsiasi sintomo riferito da un paziente affetto da una documentata patologia del rachide. Dall'altro lato, occorre anche evitare l'errore opposto, cioè attribuire alla colonna cervicale manifestazioni che non sempre trovano una dimostrata correlazione anatomica o fisiopatologica. Ad esempio, sintomi quali dolore cervicale, rigidità del collo, cefalea cervicogenica, vertigini o sensazione di instabilità, possono effettivamente associarsi a problematiche del rachide cervicale. Più controversa è invece la relazione diretta tra cervicalgia e manifestazioni come attacchi di panico, ansia persistente o depressione. In molti casi queste condizioni non sono necessariamente causate dalla cervicale, ma possono svilupparsi come conseguenza indiretta della sofferenza cronica e della limitazione funzionale che essa comporta. Personalmente ritengo che il paziente debba essere valutato nella sua globalità, evitando sia la banalizzazione dei sintomi ("è solo ansia"), sia l'interpretazione esclusivamente meccanica di ogni disturbo. Dopo 26 anni di evoluzione clinica, più che interrogarsi su ciò che è accaduto in passato, probabilmente sarebbe utile effettuare una rivalutazione specialistica aggiornata del quadro vertebrale e neurologico attuale, verificando quali alterazioni siano effettivamente presenti oggi e quanto possano contribuire alla sintomatologia. In medicina, soprattutto nei quadri cronici, spesso la realtà è più complessa di una contrapposizione tra "problema fisico" e "problema psicologico": le due componenti possono coesistere e influenzarsi reciprocamente. Un cordiale saluto. Dott. Mauro Colangelo Neurologo e Neurochirurgo – Napoli

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


La sua osservazione ha una base fisiologica solida. Il rachide cervicale traumatizzato con deformità strutturale produce afferenze nervose anomale che il sistema nervoso autonomo elabora come stato di allarme cronico — e questo può manifestarsi con attacchi di panico, nausea, instabilità e ansia, attraverso la stimolazione del nervo vago e delle vie simpatiche cervicali. Non si tratta di un disturbo psicologico primario, ma di una risposta fisiologica a una fonte organica reale. La distinzione è importante perché orienta la terapia in modo completamente diverso. Il punto di partenza oggi è una valutazione neurochirurgica con RM cervicale aggiornata e radiografie dinamiche in flessione-estensione, per valutare lo stato attuale della colonna e la presenza di instabilità segmentaria. Ventissei anni sono passati, ma non è mai tardi per capire cosa sta succedendo strutturalmente e se esistano opzioni per rallentare il peggioramento. Sono a disposizione se vorrà approfondire la situazione.

Cerchi ancora risposte? Fai una nuova domanda

  • • La domanda è anonima

  • • Fai una domanda specifica

  • • La domanda va a specialisti, non a un medico specifico

  • • Non sostituisce la consultazione medica

  • • Non serve per confermare diagnosi

  • • Non pubblichiamo informazioni sul dosaggio dei farmaci


Scegli lo specialista a cui vuoi rivolgere la domanda
Lo useremo solo per notificarti la risposta. Non sarà visibile pubblicamente.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.