Gentilissimi Dottori, volevo chiedervi un parere circa una problematica: circa quattro mesi fa a que

Gentilissimi Dottori, volevo chiedervi un parere circa una problematica: circa quattro mesi fa a questa parte, d’improvviso, dopo accumulamento di stress, tensioni, problemi, nel momento in cui mi sto per addormentare, quando spengo la Tv, c’è silenzio assoluto, inizio a percepire quelle che in medicina dovrebbero chiamarsi acufeni complessi oppure MES/Pareidolia Uditiva (tuttavia mi sembra più corretto parlare di allucinazioni ipnagogiche/ipnopompiche), percezione di “sentire” o reinterpretare dentro la testa frammenti di parole a caso, rumore… Ora se fosse solo per questi due episodi, di addormentamento e di risveglio (poiché mi sveglio anche con questo stesso problema)… ho un sintomo che anche durante la giornata somiglia molto: sempre o nel silenzio o in presenza di rumori/ronzii/suoni bianchi ho sempre quella sensazione amplificata di pareidolia. Dopo questo episodio sono iniziato ad avere ansia e sto da un mesetto seguendo un percorso di psicoterapia. Mi potrebbe aiutare a mettere in ordine questi sintomi, da cosa potrebbe dipendere? Stress/ansia somatizzata? Io sono anche di mio molto ansioso e iper controllo il mio stato di salute. Ho fatto una visita neurologica e psichiatrica (per scrupolo) e nessuno dei due era preoccupato per i sintomi in sé, oppure altro tipo di problematiche? Insomma basta un minimo suono in un momento che percepisco un suono/parola familiare. Ripeto lo psichiatra e il neurologo non erano sospettosi. Da quattro mesi la sintomatologia sembra essere la stessa, ma di conseguenza ci sono stati momenti di ansia, preoccupazione, fatica a riposare. Saluti.

2 risposte


Gentile signore, la sua descrizione è molto lucida e permette di distinguere due piani differenti. Per quanto riguarda la natura dei fenomeni uditivi, da quanto riporta sembra trattarsi di manifestazioni al confine tra la pareidolia uditiva e le esperienze ipnagogiche o ipnopompiche. È importante fare una distinzione tecnica: non si può parlare di dispercezioni o allucinazioni in senso stretto. Nelle allucinazioni vere, infatti, la percezione viene vissuta come proveniente dall'esterno e, soprattutto, viene a mancare la critica del sintomo. Nel suo caso, la capacità di riconoscere questi suoni come anomali e di analizzarli razionalmente indica che la sua funzione di realtà è perfettamente integra. Poiché sia il neurologo che lo psichiatra non hanno riscontrato patologie, questi fenomeni possono essere interpretati come manifestazioni benigne. Il secondo livello, più rilevante sul piano clinico, è lo stato d'ansia e di ipercontrollo che accompagna queste percezioni. La tendenza a monitorare costantemente il proprio stato di salute crea un circolo vizioso in cui l'attenzione selettiva amplifica i minimi stimoli acustici, alimentando la preoccupazione e disturbando il riposo. Mentre i sintomi uditivi non sono dunque patologici, è proprio questo impatto emotivo a necessitare di cure. Il percorso di psicoterapia che ha intrapreso è la strada corretta per gestire l'ansia e disinnescare questo meccanismo di controllo. Cordiali saluti

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Gentile utente, quello che descrive può essere molto angosciante da vivere, soprattutto in persone con una forte attenzione ai segnali corporei e uno stato d’ansia elevato. Da come racconta i sintomi, e considerando anche le valutazioni neurologica e psichiatrica già effettuate, sembrerebbe più compatibile con fenomeni legati a iperarousal ansioso, stress protratto, alterazioni del sonno e meccanismi percettivi accentuati nei momenti di silenzio o ipervigilanza, piuttosto che con quadri psicotici strutturati. Le esperienze ipnagogiche/ipnopompiche e i fenomeni di pareidolia uditiva possono comparire anche in soggetti senza patologie psichiatriche gravi, soprattutto in periodi di forte stress, insonnia, affaticamento mentale o intensa auto-osservazione. Il fatto che la sintomatologia sia stabile da mesi, senza deterioramento del contatto con la realtà, e che gli specialisti consultati non abbiano rilevato elementi di particolare allarme è un dato rassicurante. Sta facendo bene a intraprendere un percorso psicoterapeutico. Probabilmente in questo momento il lavoro più importante è ridurre il livello di allerta costante verso il sintomo, perché più l’attenzione si focalizza sui fenomeni percettivi, più questi tendono ad amplificarsi e diventare invasivi nella quotidianità. In caso di persistenza o peggioramento, può comunque essere utile mantenere un monitoraggio specialistico nel tempo.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.