Buongiorno. Sono una donna di 37 anni e devo iniziare ad assumere una terapia con aripiprazolo da 5m

Buongiorno. Sono una donna di 37 anni e devo iniziare ad assumere una terapia con aripiprazolo da 5mg. Nel 2021/22 ho sofferto di depressione maggiore che era molto migliorata prendendo soltanto venlafaxina da 75mg. Successivamente, nel 2025, stabilizzato il miglioramento, la venlafaxina mi era stata ridotta a 37,5mg ma sfortunatamente a causa del lavoro sono finita in Born out. Per aiutarmi a essere più lucida e togliere i pensieri intrusivi la psichiatra mi ha prescritto aripiprazolo 5mg e in seguito ha detto che toglierà la venlafaxina che secondo lei ormai è inutile. Onestamente sono molto preoccupata di dover assumere aripiprazolo, mi spaventa l'aumento di peso e la possibile insulino resistenza. In passato ho sofferto di anoressia nervosa grave e per me aumentare di peso, ancor di più se significativamente, sarebbe più grave del Born out. Oltretutto ho il dubbio che la dose di aripiprazolo verrà aumentata, poiché anche la venlafaxina, nonostante mi desse beneficio evidente a 75mg, per un periodo mi era stata portata a 150mg provocandomi effetti collaterali come emicranee con auree, nausee e vomito. Venlafaxina era comunque un farmaco meno "pesante" e ho deciso di continuare a fidarmi. Ora che la terapia è più importante io come paziente sento che se mi porterà a rovinarmi fisicamente anziché trarne beneficio subiró un peggioramento grave al mio stato psicologico. Oltretutto anche dover stare attenta a bilanciare una dieta ora che sono libera dagli strascichi dell' anoressia, sarebbe un'ulteriore limitazione a momenti di convivialità. Vorrei un parere sincero. Grazie.

1 risposta


Aripiprazolo a 5 mg/die (dose tipica di “augmentazione” nella depressione) è tra gli antipsicotici con profilo cardiometabolico più favorevole, ma non è “a rischio zero”: può dare aumento di peso e, più raramente, alterazioni glicemiche/insulino‑resistenza, quindi nel suo caso (storia di anoressia + paura dell’aumento ponderale) è ragionevole impostare fin da subito un piano di monitoraggio e una strategia “dose minima efficace / stop se aumento rapido” in decisione condivisa. Se il timore principale è il peso, aripiprazolo è tra le scelte più “neutre” nel mondo degli antipsicotici, ma in depressione può comunque dare aumento ponderale e può influenzare l’insulina anche senza ingrassare in alcuni contesti. Con una storia di anoressia, è clinicamente sensato chiedere una gestione che protegga la salute psicologica: dose minima, monitoraggio concordato, e criteri di stop/cambio se il peso sale o se l’esperienza soggettiva sul corpo diventa un trigger. Il punto più importante da portare in visita è che per lei il “costo” di un aumento di peso non è neutro, quindi la scelta del farmaco e la strategia (augmentazione vs mantenere venlafaxina efficace) devono essere davvero personalizzate e non “standard”.

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