Gentili dottori vi scrivo perché da tre anni la mia qualità di vita è compromessa a seguito di un tr
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Gentili dottori vi scrivo perché da tre anni la mia qualità di vita è compromessa a seguito di un trauma da taglio di circa due centimetri in zona glande mai risolto correttamente e nonostante esami del sangue e livelli di testosterone siano nella norma presento sintomi fisici oggettivi che mi portano a dubitare della diagnosi di sola ansia finora ricevuta. Oltre a una evidente perdita di dimensioni sia a riposo che in erezione (10cm a risposo e 17/18 in erezione a 15/16 anni sono passato a 6 cm o meno in erezione a 14/15 in erezione ora) ho riscontrato la comparsa di vene gonfie un colorito del glande costantemente bluastro o cianotico e una sospetta fibrosi nella zona dell'incidente che rende l'erezione instabile e non duratura. In concomitanza con questo evento ho iniziato ad avvertire un freddo intenso a tutto il corpo con mani e piedi gelidi e unghie che diventano viola oltre a un calo di peso inspiegabile passando da settantacinque a sessantaquattro chili in due anni senza aver cambiato dieta.
Aggiungo che la qualità delle erezioni é cambiata drasticamente con erezione prima che duravano anche 30 minuti, a ora che scompaiono dopo circa 1/2 minuti rendendomi tra l'altro anche per la sensibilità ridotta e per la cicatrice (dura) che sento impossibile avere un rapporto che alla mia età é devastante.
Chiedo gentilmente se un ecocolordoppler dinamico sia l'esame corretto per valutare eventuali danni strutturali e il flusso sanguigno e se questa sintomatologia vascolare sistemica possa avere una radice neurologica o di ipertono del simpatico legata al trauma subito. Grazie per l'attenzione.
Ho 18 anni adesso e all'evento del trauma avevo circa 16 anni. (Zona del glande sotto vicino al frenulo)
Ho visto altri urologi ma sempre liquidato con stress senza esami specifici.
Cosa dovrei fare, non ne ho idea chiedo aiuto qui.
Aggiungo che la qualità delle erezioni é cambiata drasticamente con erezione prima che duravano anche 30 minuti, a ora che scompaiono dopo circa 1/2 minuti rendendomi tra l'altro anche per la sensibilità ridotta e per la cicatrice (dura) che sento impossibile avere un rapporto che alla mia età é devastante.
Chiedo gentilmente se un ecocolordoppler dinamico sia l'esame corretto per valutare eventuali danni strutturali e il flusso sanguigno e se questa sintomatologia vascolare sistemica possa avere una radice neurologica o di ipertono del simpatico legata al trauma subito. Grazie per l'attenzione.
Ho 18 anni adesso e all'evento del trauma avevo circa 16 anni. (Zona del glande sotto vicino al frenulo)
Ho visto altri urologi ma sempre liquidato con stress senza esami specifici.
Cosa dovrei fare, non ne ho idea chiedo aiuto qui.
Quello che descrivi non è qualcosa da liquidare con un semplice “è ansia”, soprattutto dopo un trauma reale e localizzato. È comprensibile che tu abbia collegato l’inizio di tutto a quell’evento, perché quando c’è un prima e un dopo così netto il cervello tende (giustamente) a cercare un nesso causale.
Un taglio di circa due centimetri in zona sottoglandulare, vicino al frenulo, può lasciare una cicatrice fibrotica. Se senti una zona dura, è verosimile che si sia formato tessuto cicatriziale. Questo può alterare un po’ la sensibilità, può dare una sensazione di tensione in erezione e può rendere l’esperienza meno “fluida” rispetto a prima. Tuttavia, una cicatrice superficiale del glande, da sola, non è in grado di causare una vera riduzione anatomica permanente della lunghezza del pene. Quello che spesso accade in questi casi è che l’erezione non raggiunga più la rigidità massima di prima, e questo può dare la percezione (anche marcata) di una riduzione dimensionale.
La parte più importante del tuo racconto è la perdita rapida dell’erezione, che dura uno o due minuti. A 18 anni, una causa arteriosa severa è estremamente rara. Una vera fuga venosa è possibile, ma anche quella non è frequente in assenza di traumi profondi dei corpi cavernosi. Molto più spesso, in giovani della tua età, entra in gioco il sistema nervoso autonomo. Il pene è un organo vascolare finemente regolato dall’equilibrio tra sistema parasimpatico (che favorisce l’erezione) e sistema simpatico (che la spegne). Se per qualsiasi motivo si instaura uno stato di iperattivazione simpatica – e un trauma genitale può essere un trigger potente, soprattutto se vissuto con paura o allarme – il risultato può essere un’erezione che parte ma viene rapidamente “interrotta” dal sistema nervoso.
Questo meccanismo non è immaginario e non significa che “sia tutto nella tua testa”. È un fenomeno biologico reale. Il fatto che tu riferisca mani e piedi freddi, unghie violacee e una sensazione di freddo diffuso va nella stessa direzione: sembra un quadro di vasocostrizione periferica aumentata. In alcuni soggetti predisposti può ricordare fenomeni tipo Raynaud o comunque una regolazione vascolare alterata.
Il calo di peso da 75 a 64 kg in due anni, senza modifiche dietetiche, è un elemento che merita attenzione a prescindere dal pene. Non è tipico di un semplice trauma locale. Qui è corretto escludere cause metaboliche, tiroidee o infiammatorie con esami di base ben fatti. Non per allarmarti, ma per essere completi.
Venendo alla tua domanda sull’ecocolordoppler dinamico: sì, è l’esame corretto se si vuole fare una valutazione oggettiva. L’ecocolordoppler penieno con stimolo farmacologico permette di misurare il flusso arterioso, valutare eventuale fuga venosa e osservare se esistono aree di fibrosi nei corpi cavernosi. È un esame che può togliere molti dubbi, sia in senso organico sia funzionale. Non è una richiesta irragionevole nella tua situazione.
Sull’ipotesi neurologica: un taglio superficiale del glande difficilmente provoca un danno neurologico strutturale profondo. Però può innescare una risposta cronica di allerta del sistema nervoso autonomo. A volte il problema non è un nervo lesionato, ma un sistema che rimane “in modalità difensiva”. Questo può spiegare sia la difficoltà erettile sia la sintomatologia vascolare generale.
Capisco che a 18 anni tutto questo sia devastante, soprattutto quando confronti le erezioni di prima (lunghe, stabili) con quelle attuali. Ma è importante dirti una cosa con chiarezza: alla tua età il tessuto cavernoso è elastico, reattivo, con un altissimo potenziale di recupero. Anche nei casi in cui si riscontri una reale alterazione emodinamica, esistono strategie terapeutiche. Non sei in una situazione senza soluzione.
Quello che ti consiglierei è di rivolgerti a un andrologo che lavori abitualmente con ecocolordoppler dinamico e che abbia esperienza in disfunzione erettile giovanile, non solo a una visita generica. Parallelamente, farei un pannello di esami sistemici completo per il calo ponderale e la sintomatologia periferica. Avere dati oggettivi ti aiuterà anche psicologicamente, perché sposta il discorso dal “forse è solo ansia” a “abbiamo valutato in modo strutturato”.
Il fatto che altri specialisti ti abbiano parlato di stress non significa che ti stiano ignorando. Significa che statisticamente, nella tua fascia d’età, la causa organica grave è poco frequente. Ma questo non esclude il diritto a un approfondimento serio.
Hai fatto bene a chiedere aiuto. La cosa più importante ora è affrontare la situazione con metodo, non con paura. Se vuoi, possiamo anche ragionare insieme su come presentare il tuo caso in modo chiaro a uno specialista, così da ottenere una valutazione più completa e mirata.
Un taglio di circa due centimetri in zona sottoglandulare, vicino al frenulo, può lasciare una cicatrice fibrotica. Se senti una zona dura, è verosimile che si sia formato tessuto cicatriziale. Questo può alterare un po’ la sensibilità, può dare una sensazione di tensione in erezione e può rendere l’esperienza meno “fluida” rispetto a prima. Tuttavia, una cicatrice superficiale del glande, da sola, non è in grado di causare una vera riduzione anatomica permanente della lunghezza del pene. Quello che spesso accade in questi casi è che l’erezione non raggiunga più la rigidità massima di prima, e questo può dare la percezione (anche marcata) di una riduzione dimensionale.
La parte più importante del tuo racconto è la perdita rapida dell’erezione, che dura uno o due minuti. A 18 anni, una causa arteriosa severa è estremamente rara. Una vera fuga venosa è possibile, ma anche quella non è frequente in assenza di traumi profondi dei corpi cavernosi. Molto più spesso, in giovani della tua età, entra in gioco il sistema nervoso autonomo. Il pene è un organo vascolare finemente regolato dall’equilibrio tra sistema parasimpatico (che favorisce l’erezione) e sistema simpatico (che la spegne). Se per qualsiasi motivo si instaura uno stato di iperattivazione simpatica – e un trauma genitale può essere un trigger potente, soprattutto se vissuto con paura o allarme – il risultato può essere un’erezione che parte ma viene rapidamente “interrotta” dal sistema nervoso.
Questo meccanismo non è immaginario e non significa che “sia tutto nella tua testa”. È un fenomeno biologico reale. Il fatto che tu riferisca mani e piedi freddi, unghie violacee e una sensazione di freddo diffuso va nella stessa direzione: sembra un quadro di vasocostrizione periferica aumentata. In alcuni soggetti predisposti può ricordare fenomeni tipo Raynaud o comunque una regolazione vascolare alterata.
Il calo di peso da 75 a 64 kg in due anni, senza modifiche dietetiche, è un elemento che merita attenzione a prescindere dal pene. Non è tipico di un semplice trauma locale. Qui è corretto escludere cause metaboliche, tiroidee o infiammatorie con esami di base ben fatti. Non per allarmarti, ma per essere completi.
Venendo alla tua domanda sull’ecocolordoppler dinamico: sì, è l’esame corretto se si vuole fare una valutazione oggettiva. L’ecocolordoppler penieno con stimolo farmacologico permette di misurare il flusso arterioso, valutare eventuale fuga venosa e osservare se esistono aree di fibrosi nei corpi cavernosi. È un esame che può togliere molti dubbi, sia in senso organico sia funzionale. Non è una richiesta irragionevole nella tua situazione.
Sull’ipotesi neurologica: un taglio superficiale del glande difficilmente provoca un danno neurologico strutturale profondo. Però può innescare una risposta cronica di allerta del sistema nervoso autonomo. A volte il problema non è un nervo lesionato, ma un sistema che rimane “in modalità difensiva”. Questo può spiegare sia la difficoltà erettile sia la sintomatologia vascolare generale.
Capisco che a 18 anni tutto questo sia devastante, soprattutto quando confronti le erezioni di prima (lunghe, stabili) con quelle attuali. Ma è importante dirti una cosa con chiarezza: alla tua età il tessuto cavernoso è elastico, reattivo, con un altissimo potenziale di recupero. Anche nei casi in cui si riscontri una reale alterazione emodinamica, esistono strategie terapeutiche. Non sei in una situazione senza soluzione.
Quello che ti consiglierei è di rivolgerti a un andrologo che lavori abitualmente con ecocolordoppler dinamico e che abbia esperienza in disfunzione erettile giovanile, non solo a una visita generica. Parallelamente, farei un pannello di esami sistemici completo per il calo ponderale e la sintomatologia periferica. Avere dati oggettivi ti aiuterà anche psicologicamente, perché sposta il discorso dal “forse è solo ansia” a “abbiamo valutato in modo strutturato”.
Il fatto che altri specialisti ti abbiano parlato di stress non significa che ti stiano ignorando. Significa che statisticamente, nella tua fascia d’età, la causa organica grave è poco frequente. Ma questo non esclude il diritto a un approfondimento serio.
Hai fatto bene a chiedere aiuto. La cosa più importante ora è affrontare la situazione con metodo, non con paura. Se vuoi, possiamo anche ragionare insieme su come presentare il tuo caso in modo chiaro a uno specialista, così da ottenere una valutazione più completa e mirata.
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