Gentili Dottori, sono un ragazzo di 27 anni e Vi scrivo per chiederVi un parere riguardo a una si

Gentili Dottori, sono un ragazzo di 27 anni e Vi scrivo per chiederVi un parere riguardo a una situazione che porto avanti da diverso tempo. Ogni giorno mi trovo a dover gestire un numero decisamente elevato di pensieri intrusivi (mediamente tra i 20 e i 30 quotidiani). Ci tengo a specificare che queste immagini non mi portano a rimuginare, non mi provocano stati d'ansia particolari e non tendo ad analizzarle; semplicemente compaiono. Tuttavia, nonostante l'assenza di un forte impatto emotivo, questi pensieri mi causano una tensione fisica, ed è proprio questo aspetto corporeo a preoccuparmi maggiormente. Volevo quindi chiederVi se una frequenza così alta di pensieri intrusivi possa essere considerata normale o se, data la risposta fisica che ne consegue, sia il caso di approfondire la situazione. La ringrazio anticipatamente per la Sua disponibilità. Cordiali saluti

2 risposte


Buon pomeriggio, più che in termini "quantitativi" / di tempo, è importante capire l'impatto di questi pensieri sul benessere individuale, che sia psichico o più in forma di sintomi fisici, quali la tensione che, spesso, può essere parte di una sintomatologia ansiosa. Può avere senso approfondire con uno specialista per indagarne origini ed eventuali possibilità terapeutiche. Cordiali saluti

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Gentilissimo, ​Comprendo la sua richiesta di chiarezza. Avere a che fare ogni giorno con decine di pensieri intrusivi, per quanto non la portino a rimuginare, rappresenta inevitabilmente un carico costante per il suo sistema nervoso. ​Dal punto di vista clinico, una frequenza così elevata di intrusioni non può essere considerata la normalità, soprattutto perché il suo corpo le sta inviando un segnale inequivocabile. ​Quello che sta descrivendo è verosimilmente un meccanismo di "compartimentalizzazione". La sua mente riesce a tamponare l'ansia a livello cognitivo, evitandole di scivolare nel panico o nell'ossessione conclamata. Tuttavia, la carica tensiva generata da queste immagini non svanisce nel nulla, ma viene "scaricata" direttamente sul versante somatico. Verosimilmente, il suo corpo assorbe l'urto al posto della mente e reagisce con quella "tensione" che giustamente la preoccupa. ​Affrontare questo tipo di somatizzazioni richiede la giusta attenzione. Benché non si tratti di un'emergenza acuta, ignorare una tensione corporea quotidiana significa permettere al suo sistema nervoso di viaggiare in una condizione di iperattivazione di fondo. ​Le ricordo ovviamente che un parere a distanza possiede dei limiti strutturali invalicabili. Senza la possibilità di esplorare di persona la natura di queste immagini e di valutare la sua reale risposta fisica, non è possibile formulare una diagnosi certa. ​Il mio consiglio è decisamente quello di approfondire la situazione. Le suggerisco di programmare una valutazione psichiatrica dal vivo: solo attraverso un colloquio clinico diretto si potrà inquadrare in modo esatto questo fenomeno e individuare la strategia più corretta per disinnescare questo fastidioso sovraccarico fisico e per restituirle la Serenità che merita. ​Le faccio i miei più sinceri auguri, resto a disposizione per eventuali necessità. Cari saluti.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.