Gentili dottori, Quello che chiedo è il seguente quesito: è possibile avere una stenosi del collo v
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Gentili dottori,
Quello che chiedo è il seguente quesito: è possibile avere una stenosi del collo vescicale o dell' uretra considerando che negli ultimi periodi riscontro un eiaculato che fuoriesce lentamente ( non più a getto) nonostante gli esiti delle mie uroflussimetrie siano rassicuranti? ( Qmax 22, 27, 24 con residui post minzionali trascurabili 40, 20, 30 cc)
Specifico che ho 40 anni è che fra 6 urologi solo uno mi ha suggerito di fare la cistoscopia per accertamenti.
Ad ogni qual modo mi è stato detto che la mia prostata è infiammata ( prostatite abatterica)benché io non senta alcun fastidio o bruciore durante la minzione; quest' ultima a volte è alterata con ripetute frequenze minzionali e si riscontra un rigonfiamento del pene ( parte laterale sul versante sinistro dell' asta al centro) mentre l'urina fuoriesce senza che però questo comporti dolore o fastidio di alcun genere.
Grazie in anticipo per le eventuali risposte.
Quello che chiedo è il seguente quesito: è possibile avere una stenosi del collo vescicale o dell' uretra considerando che negli ultimi periodi riscontro un eiaculato che fuoriesce lentamente ( non più a getto) nonostante gli esiti delle mie uroflussimetrie siano rassicuranti? ( Qmax 22, 27, 24 con residui post minzionali trascurabili 40, 20, 30 cc)
Specifico che ho 40 anni è che fra 6 urologi solo uno mi ha suggerito di fare la cistoscopia per accertamenti.
Ad ogni qual modo mi è stato detto che la mia prostata è infiammata ( prostatite abatterica)benché io non senta alcun fastidio o bruciore durante la minzione; quest' ultima a volte è alterata con ripetute frequenze minzionali e si riscontra un rigonfiamento del pene ( parte laterale sul versante sinistro dell' asta al centro) mentre l'urina fuoriesce senza che però questo comporti dolore o fastidio di alcun genere.
Grazie in anticipo per le eventuali risposte.
Stante quanto riporta, la cistoscopia non servirà a nulla. Il suo problema deriva da una consistente disfunzione prostatica legata allo stato di congestione infiammatoria ed alle relative ragioni che lo sostengono, anche di natura generale. Occorre che un buon andrologo inquadri la situazione con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Oltre al profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA). La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.
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