Gentili Dottori, ho un dubbio che purtroppo non ha ancora risolto, in quanto non ho mai avuto ris
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Gentili Dottori,
ho un dubbio che purtroppo non ha ancora risolto, in quanto non ho mai avuto risposta completa dai vari gastroenterologi che ho visto per MRGE, ovvero 6 specialisti diversi sempre in ospedali universitari.
Quando domande se i PPI a lungo termine siano controindicati, anche perché aumentano il rischio di cancro, tutti mi rispondono che non é vero e che, come ogni farmaco ci sono rischi e benefici (e fin qui ok): se son da prendere, son da prendere.
Non sono un medico, non voglio risultare insolente o presuntoso, davvero, però trovo troppa incongruenza tra quanto mi viene riferito e quanto risulta in letteratura.
Da chimico farmaceutico (di formazione) qualcosa ricordo e soprattutto sono in grado di leggere le pibblicazioni su PubMed, dove é pieno di articoli in cui si dimostra l'aumentato rischio di cancro, soprattutto se assunti dopo eradicazione di HP.
Chiedo quindi a voi, perché, ammesso che il mio reflusso non sia mai stato così invalidante da giustificare una terapia così lunga (e non on demand), non mi é chiaro il punto di vista medico: noti i benefici dei PPI, quali sono i rischi reali e concreti di una terapia continua (leggasi 3/4/5 anni) con queste molecole?
Io personalmente ho assunto pantoprazolo ed esomeprazolo per 2 anni, il primo ad alto dosaggio. Poi quasi due anni con Pariet. Ora l'ho interrotto, ma ho avuto indicazione di riprenderlo (anche se non ho riportato sintomi in visita di controllo).
Grazie
ho un dubbio che purtroppo non ha ancora risolto, in quanto non ho mai avuto risposta completa dai vari gastroenterologi che ho visto per MRGE, ovvero 6 specialisti diversi sempre in ospedali universitari.
Quando domande se i PPI a lungo termine siano controindicati, anche perché aumentano il rischio di cancro, tutti mi rispondono che non é vero e che, come ogni farmaco ci sono rischi e benefici (e fin qui ok): se son da prendere, son da prendere.
Non sono un medico, non voglio risultare insolente o presuntoso, davvero, però trovo troppa incongruenza tra quanto mi viene riferito e quanto risulta in letteratura.
Da chimico farmaceutico (di formazione) qualcosa ricordo e soprattutto sono in grado di leggere le pibblicazioni su PubMed, dove é pieno di articoli in cui si dimostra l'aumentato rischio di cancro, soprattutto se assunti dopo eradicazione di HP.
Chiedo quindi a voi, perché, ammesso che il mio reflusso non sia mai stato così invalidante da giustificare una terapia così lunga (e non on demand), non mi é chiaro il punto di vista medico: noti i benefici dei PPI, quali sono i rischi reali e concreti di una terapia continua (leggasi 3/4/5 anni) con queste molecole?
Io personalmente ho assunto pantoprazolo ed esomeprazolo per 2 anni, il primo ad alto dosaggio. Poi quasi due anni con Pariet. Ora l'ho interrotto, ma ho avuto indicazione di riprenderlo (anche se non ho riportato sintomi in visita di controllo).
Grazie
Se usa i PPI per combattere il reflusso é comunque anomalo che debba proseguire a tempo indefinito con questi farmaci senza praticamente mai interromperli. Occorre variare e modificare la terapia in modo da evitare i rischi teorici legati a trattamenti ininterrotti con queste molecole.
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