Gentili dottori, sono gravida alla settimana 11+0 e sono alla mia prima gravidanza. Ho 38 anni. Vole
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Gentili dottori, sono gravida alla settimana 11+0 e sono alla mia prima gravidanza. Ho 38 anni. Volevo avere maggiori informazioni sull’analisi prenatale del cariotipo fetale su sangue materno in quanto mi sto avvicinando alla data del prelievo.
Ho capito che i test hanno una sensibilità diversa in base alle eventuali anomalie che indagano; la sensibilità e’ alta per le trisomie e monosomie (arriva al 99% ed è da correlare alla translucenza) e si riduce al 60-70% in caso di ricerca di microdelezioni e/o predisposizione alle malattie genetiche (in base anche all’essere eventualmente portatori sani di alcune mutazioni da parte dei genitori). Se decidessi di fare il test più completo, quindi quello che studia le eventuali trisomie, più le microdelezioni più la ricerca di determinate malattie genetiche, avere queste informazioni legate soprattutto alle malattie genetiche, in futuro per cosa potrà essere utile? La eventuale predisposizione alle malattie genetiche (il test che stavo valutando ne analizzerebbe 60) non è espressa in % ma solo come rischio basso, moderato o alto.
l’amniocentesi mi permetterebbe di indagare meglio la predisposizione a queste malattie genetiche andando a quantificare realmente il rischio? Sono preoccupata perché temo di non prendere la decisione giusta; d’altra parte non so come potrei gestire emotivamente l’eventuale esito positivo legato alla predisposizione ad una malattia genetica o la presenza di una nostra eventuale mutazione senza poter fare concretamente nulla per la salute di mio figlio.
Grazie mille per i chiarimenti e per il vostro supporto
Ho capito che i test hanno una sensibilità diversa in base alle eventuali anomalie che indagano; la sensibilità e’ alta per le trisomie e monosomie (arriva al 99% ed è da correlare alla translucenza) e si riduce al 60-70% in caso di ricerca di microdelezioni e/o predisposizione alle malattie genetiche (in base anche all’essere eventualmente portatori sani di alcune mutazioni da parte dei genitori). Se decidessi di fare il test più completo, quindi quello che studia le eventuali trisomie, più le microdelezioni più la ricerca di determinate malattie genetiche, avere queste informazioni legate soprattutto alle malattie genetiche, in futuro per cosa potrà essere utile? La eventuale predisposizione alle malattie genetiche (il test che stavo valutando ne analizzerebbe 60) non è espressa in % ma solo come rischio basso, moderato o alto.
l’amniocentesi mi permetterebbe di indagare meglio la predisposizione a queste malattie genetiche andando a quantificare realmente il rischio? Sono preoccupata perché temo di non prendere la decisione giusta; d’altra parte non so come potrei gestire emotivamente l’eventuale esito positivo legato alla predisposizione ad una malattia genetica o la presenza di una nostra eventuale mutazione senza poter fare concretamente nulla per la salute di mio figlio.
Grazie mille per i chiarimenti e per il vostro supporto
Buonasera, la diagnosi prenatale è una scelta personale ma soprattutto di coppia, quindi non posso consigliarle cosa è meglio fare. Tuttavia cercherò di toglierle qualche dubbio :) Come dice giustamente, la sensibilità del test del DNA fetale varia in base a cosa sta cercando: massima per trisomie 21, 13, 18 e monosomie (più comuni), decisamente inferiore se si vanno a cercare microdelezioni o mutazioni "de novo" (meno frequenti). I test più completi (e decisamente più costosi) prevedono un prelievo di sangue ed un tampone buccale di entrambi i genitori, per studiare il cariotipo di entrambi. Conoscere la predisposizione a determinate malattie genetiche può essere utile per questa gravidanza ma anche per future gravidanze, per quanto riguarda la consapevolezza del rischio che il bambino sviluppi una determinata condizione, ma non cambia assolutamente nulla da un punto di vista pratico, nel senso che non esiste al momento la possibilità di modificare la prognosi della gravidanza dopo aver acquisito questa informazione. Il test del DNA fetale rientra nella diagnosi prenatale non invasiva: alta sensibilità ma sempre test probabilistico. L'amniocentesi è invece un esame invasivo in cui si studia direttamente il cariotipo fetale (non indirettamente isolando la frazione di DNA fetale dal sangue materno), ma comporta dei rischi (tra cui quello di aborto) non correlati ai test non invasivi. E' chiaro che se dal test del DNA fetale dovesse emergere un'alta probabilità di patologia, chiunque le consiglierebbe poi di confermare il sospetto con l'amniocentesi, che è invece un esame certo. Spero di esserle stata utile, mi contatti per chiarimenti o in caso di ulteriori dubbi.
Dott.ssa Ludovica Puri
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