Gentile Dottori, sono diabetico e sono a conoscenza dell'importanza che ha mantenere un costante liv

Gentile Dottori, sono diabetico e sono a conoscenza dell'importanza che ha mantenere un costante livello di glicemia nell'arco della giornata e di evitare picchi glicemici nelle ore post-prandiali. Oltre a tenere a bada le iperglicemie e' anche importante evitare valori di glicemia troppo bassi. Vorrei sapere quali sono i valori minimi sotto i quali non si dovrebbe mai scendere nelle due ore dopo i pasti . Cordiali saluti.

3 risposte


Salve, i valori della glicemia subiscono oscillazioni fisiologiche nell'arco della giornata, in relazione soprattutto ai pasti. In un paziente diabetico i valori da raggiungere per mantenere un buon compenso sono al di sotto dei 130 mg/dl prima di un pasto e al di sotto di 160 2 ore dopo un pasto. Il valore al di sotto del quale è preferibile non scendere è 70 mg/dl a digiuno e 120 mg/dl dopo un pasto. Saluti

Dott.ssa Marilena Rispoli

Dott.ssa Marilena Rispoli

diabetologo

Torre Annunziata

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Carissimo, concordo con la collega ed aggiungo alcune brevi considerazioni: i valori glicemici di riferimento non sono assoluti ma relativi a vari fattori (età del paziente, professione, comorbidità, condizioni generali di salute etc). Le attuali linee guida nazionali ed internazionali tengono appunto conto della necessità di controllare il diabete in maniera tanto più intensiva ed aggressiva quanto più "robusto" è il paziente. Per un paziente "fragile" occorre invece considerare il rischio anche di un singolo episodio ipoglicemico: tale episodio potrebbe per esempio determinare la recidiva di una sindrome coronarica acuta in un infartuato, oppure potrebbe favorire un trauma da caduta in un soggetto anziano. Fermo restando il limite ipoglicemico convenzionale dei 70 mg/dl, in un paziente fragile è dunque indicato un approccio meno aggressivo; in altri termini è raccomandabile "viaggiare" su valori glicemici relativamente distanti dal limite ipoglicemico, oltrepassando quest'ultimo in misura maggiore rispetto ad un paziente "robusto". Cordiali saluti


Aggiungo un'ulteriore piccola considerazione a quelle dei colleghi che mi hanno preceduto. In alcune circostanze ci si può ritrovare di fronte a sintomi che richiamano quelli di un'ipoglicemia con glicemie nel range della normalità. Ciò può essere dovuto, più che al valore di glicemia in se, alla rapida escursione delle glicemie (verso il basso). Detto ciò quindi, specie nel paziente fragile, specie nel paziente cardiopatico, bisogna porre particolare attenzione non solo al grado del compenso (che non deve essere "ottimale") ma anche alla velocità con cui si raggiunge.

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