Due mesi fa inizio ad avere problemi di minzione e fastidi zona pelvica, mi viene diagnosticata una

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Due mesi fa inizio ad avere problemi di minzione e fastidi zona pelvica, mi viene diagnosticata una candidosi (curata con canesten e diflucan) ma il problema non si è risolto; successiva visita urologica, referto: lieve balanopostite (curata con pomata idratante e lenitiva, ma fastidi durevoli); eseguo altri esami: esami delle urine, per ben due volte, nessun problema; tampone uretrale (positivo enteroccocus faecium, cura di antibiotici per una settimana, nonostante urologo scettico sul risultato) ancora fastidi zona pelvica e minzione frequente; ecografia addome inferiore (nessun problema e nessun residuo post minzionale) cambia poco; ennesima visita urologica ( urologo sostiene che non abbia nulla, mi prescrive supposte topster e mi controlla prostata che è nella norma, in più mi prescrive uroflussometria); l'uroflussometria registra una valore "lievemente patologico" con un flusso massimo di 10,4ml/s che in base alla mia età, 38 anni, non sarebbe nella norma, l'urologo mi prescrive i seguenti esami: cistouretrografia e uretroscopia (esami importanti e molto invasivi), io vorrei attendere e capire se ho ancora una infezione in atto, i fastidi in zona pelvica son diminuiti e anche l'urgenza minzionale, se pur il gettito appare lento e devo spingere un po'. Cosa mi consigliate di fare? Grazie e cordiali saluti.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
su che base fu fatta la diagnosi di candidosi urinaria o pelvica (una condizione che presuppone importanti debolezze immunitarie)? Questione centrata solo sul fronte sintomatologico minzionale ma che con alta probabilità ha ragioni locali non adeguatamente verificate e/o minimizzate (questioni infiammatorio-congestizie pelvico-prostatiche, metabolico-ossidative e ormonali, nutrizionali, ecc.). La riduzione modesta del flusso e il resto della sintomatologia sono assolutamente compatibili con una prostata congesta e infiammata. Curioso l'affermare che non ha nulla e prescrivere il cortisone: o esiste e si documenta una congestione infiammatoria e se ne individuano le ragioni, o non si prescrive nulla.... dare il cortisone ad un soggetto sano è fuori da ogni logica. Inutile imbottirsi di farmaci e soprattutto di antibiotici se non resi necessari dalla coltura positiva delle urine e/o del secreto prostatico estratto al meato uretrale (a nulla serve il tampone uretrale). Va meglio focalizzata la questione del prepuzio che probabilmente favorisce ristagni e fermentazioni e non va esclusa la circoncisione. Credo sia meglio che la situazione sia rivalutata con più attenzione da un buon andrologo che esegua i dovuti esami per definire lo stato e le ragioni del suo quadro.

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