Dopo un periodo di forte stress lavorativo (fine 2025) con molte ore passate al pc il primo campanel

Dopo un periodo di forte stress lavorativo (fine 2025) con molte ore passate al pc il primo campanello d'allarme è stato l'insorgere di un acufene monolaterale. Inizialmente l'acufene arrivava nei momenti e situazioni stressanti, poi spariva. A gennaio 2026 è comparso e non è più sparito. Insieme a questo autofonia e sensazione di orecchio pieno. A marzo ho iniziato ad avere problemi di cervicale con dolori a tutta la muscolatura di collegamento alla testa (cervicalgia?). Ad aprile insieme ai problemi al collo è arrivata l'emicrania, costante ogni giorno, e di intensità crescente dalla mattina alla sera. Ho chiaramente fatto tutto il percorso di visite: dalle analisi sangue e urine, a RM (encefalo, tronco encefalico, cervicale), TSA sovraortici, 3 visite ORL (con esame audiometrico, vestibolare e del timpano), cardiologo, oculista (pressione agli occhi ecc), neurologo. Tutto è andato bene. Oggi maggio 2026 ho l'emicrania costante, un acufene a sinistra, cervicalgia, che rendono difficoltosa ogni attività. E' possibile che lo stress abbia generato tutto questo? Come uscirne?

2 risposte


Gentile utente, Ho letto con attenzione il suo percorso clinico. Le rispondo in modo chiaro: lo stress prolungato ha la potenziale capacità neurologica e biochimica di innescare l'intero spettro dei sintomi che sta vivendo. Il fatto che tutti i suoi esami strutturali siano perfetti è un'ottima notizia clinica, perché esclude patologie organiche, ma ci consegna al contempo una informazione: il suo sistema nervoso è probabilmente in sovraccarico. Lo stress "incastra" il cervello in una perenne modalità di allarme che si traduce in una tensione muscolare cronica e involontaria. È probabile che lei abbia sviluppato un serramento mandibolare (o bruxismo). Questa contrattura infiamma l'articolazione temporo-mandibolare (generando l'acufene e l'orecchio pieno) e si espande a catena come un domino, scatenando la cervicalgia e quella cefalea muscolo-tensiva ormai diventata quotidiana. Non c'è assolutamente nulla di immaginario nel suo dolore. Lei ha chiesto come uscirne: smettendo di indagare i singoli organi come entità a sè stanti e iniziando a curare il direttore d'orchestra, ovvero il suo sistema nervoso. Per spegnere questa iperattivazione e interrompere il circolo vizioso, ha bisogno probabilmente di un vero e proprio "reset" neurochimico. Le suggerisco caldamente di rivolgersi a uno psichiatra per una valutazione completa e accurata di persona, che possa valutare tutto il suo quadro clinico nel complesso senza tralasciare nulla. L'introduzione mirata di neuromodulatori o miorilassanti permette molto spesso di sbloccare la contrattura di fondo, silenziando alla radice l'acufene e l'emicrania. Parallelamente, una visita gnatologica potrebbe esserle di grande aiuto. Si affidi a un professionista con cui costruire una solida e trasparente alleanza terapeutica. Solo attraverso una valutazione dal vivo sarà possibile analizzare a quattr'occhi la situazione e cucirle addosso la strategia medica più adatta per farla tornare a vivere sereno. Resto a disposizione per eventuali necessità e le faccio i miei più sinceri auguri. Cari saluti.

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Salve, è molto frequente che stati di malessere di natura psicologica possano manifestarsi attraverso somatizzazioni. Se le indagini che ha effettuato sono risultate negative, sarebbe da prendere in considerazione una valutazione psichiatrica in modo da poter valutare insieme allo specialista la strada da seguire.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.